Memorie di Marguerite

Marguerite YourcenarMarguerite Yourcenar, pseudonimo di Marguerite Cleenewerck de Crayencour, nasce a Bruxelles l’8 giugno 1903, da una famiglia franco-belga dell’alta borghesia, intrecciata con la nobiltà. Educata privatamente dal padre, dopo la morte precoce della madre, si dimostra da subito una mente curiosa e “assetata”: a soli 8 anni si avvicina alle opere di Racine ed Aristofane e tra i 10 e i 12 anni impara il greco ad il latino.
A 17 anni si trasferisce poi a Nizza ed inizia sotto pseudonimo l’attività letteraria, pubblicando a nome “Marg Yorcenar” (anagrammando il suo vero cognome Crayencour) un’opera in versi, Les Jardin des chimères.

Nel 1924 una visita in Italia conduce la Yorcenar per la prima volta a Villa Adriana, segnando così l’inizio della stesura dei primi Carnets de notes de Mémoires d’Hadrien (I Taccuini di note di Memorie di Adriano).
Nel 1937 Margurite incontra Grace Frick, intellettuale americana che diventa la sua compagna che segue negli Stati Uniti nel 1939 allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Qui la Yorcenar prende la cittadinanza nel 1947, anche se continua a scrivere in lingua francese, e diventa insegnante di Letteratura francese e Storia dell’Arte lavorando sino al 1953.

memorie di adrianoQuesto periodo si rivela però un punto di rottura nella vita e nella carriera della Yorcenar, trapiantata in un paese straniero, che termina con la pubblicazione del suo maggior successo, Mémoires d’Hadrien (Memorie di Adriano), nel 1951. Non a caso nel suo capolavoro ritorna l’idea della crisi, che coinvolge l’imperatore illuminato giunto alla fine della sua vita, a cui si sovrappone il crepuscolo dell’Impero Romano, avviato verso una fine annunciata. L’opera della Yorcenar è quindi un testo crepuscolare, cupo ma poetico, quasi eterno. Da questo decennio in poi comunque, la scrittrice inizia un periodo di viaggi intorno al mondo, che si conclude in parte con la morte della compagna Grace nel 1979.

Le ambientazioni storiche ritornano spesso nelle opere della Yorcenar. L’Oeuvre au noir (L’opera al nero) del 1968 è un romanzo di genere storico ambientato nel tardo Rinascimento con protagonista il medico-filosofo Zénon. La storia è una cornice disegnata intorno a protagonisti in crisi, con sottili risvolti psicologici apparentemente fuori tempo, troppo contemporanei, rispetto all’epoca in cui i personaggi vengono fatti agire: è ciò che infatti viene definito come modernità del passato, elemento ricorrente nelle opere della scrittrice francese.

Acqua che scorreNel 1982 esce Come l’acqua che scorre, serie di racconti tra i quali è contenuto Un uomo oscuro, il cui protagonista, Natanaël, è un altro personaggio crepuscolare ed indimenticabile della penna della Yorcenar, che finisce i suoi giorni abbandonato in una baracca, sopravvivendo facendo il guardiano a una tenuta di caccia. Natanaël però comprende davvero sé stesso in questa solitudine, riscoprendo una cultura di cui si era dimenticato e una dimensione intima come ultima e preziosissima risorsa dell’essere umano. Così scrive la Yorcenar ne Un uomo oscuro:

Leggere dei libri, come tracannare acquavite, sarebbe stato un modo di stordirsi per non essere là …. Più le sue sensazioni gli diventavano penose, più gli sembrava necessario cercare piuttosto di seguire, se non di comprendere, a forza di attenzione, ciò che si faceva e si disfaceva dentro lui.

Marguerite Yorcenar continua quindi ad affrontare lucidamente un’introspezione senza tempo nei suoi personaggi, al di là delle epoche storiche. Si muove all’ombra del crepuscolo affrontando crisi e solitudini, pur ottenendo grandiosi riconoscimenti durante la sua carriera: nel 1980 è infatti la prima donna ad entrare alla Accadémie française.
Muore il 17 dicembre del 1987 a Mount Desert, restando sempre convinta del fatto che «La libertà basta volerla».

Marta Vassallo per MIfacciodiCultura

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By on dicembre 17th, 2016 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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