Bill Hicks: il comico che morì tra amore, risate e verità

0 1.380

Bill Hicks: il comico che morì tra amore, risate e verità

hicksBill Hicks è scomparso una ventina di anni fa ed è riconosciuto come uno dei più importanti oratori e comici della storia. Capace di arringare il pubblico con le sue doti, ha girato innumerevoli teatri (anche europei) con i suoi spettacoli. Perché dovrebbe essere maggiormente conosciuto dal pubblico?

Bill Hicks è nato il 16 dicembre del 1961 ed è morto il 26 febbraio 1994. In poco più di 30 anni ha fatto una cosa che in pochi uomini di spettacolo sono riusciti a fare: divertire il pubblico trasmettendo messaggi. Le sue argomentazioni dai toni violenti sono state capaci di colpire lo spettatore per farlo ragionare. Spesso osteggiato dai media per questo motivo, è stato considerato negli ultimi anni come un vero e proprio filosofo contemporaneo. Come fa un comico a essere anche un filosofo? Il modo di porsi non è che la buccia del succoso frutto di questo immenso artista.

Prendiamo come esempio la droga. Egli ha più volte detto di aver fatto uso di tante sostanze diverse, da quelle più leggere a quelle più pesanti. Bill Hicks racconta con ironia (ma soprattutto autoironia) il mondo proibito di questi prodotti, come lo hanno cambiato e come l’uomo stesso e la società ne usufruiscono. In un passo del suo libro spiega questo:

Tutte le cose dovrebbero essere legali e disponibili. Siccome sembra che nessun ammontare di leggi passate riesca a bloccare l’amore della gente per la libertà, e nemmeno faccia tacere la loro curiosità o la loro umanità di base, faremmo meglio a guardare attraverso gli occhi dell’amore e della compassione invece che della condanna e della paura […] Significa che sto suggerendo alla gente di fumare, prendere droghe, abortire o andare a prostitute? No, sto soltanto suggerendo di accettare la vita nei termini della vita, invece di annegare in un pantano di specifici “devi” e “non devi” che non hanno fatto nulla per liberare i nostri spiriti dalla nuvola della colpa e della vergogna che avvolge questo pianeta.

hicks-3Bill Hicks non aveva problemi a raccontare i suoi desideri, le sue perversioni e quelle di ogni uomo nell’ambito sessuale, il bisogno umano dei rapporti e come le pubblicità sfruttino tutto questo per vendere. Egli si scontrò contro ogni dogma religioso, paragonandolo a briglie che trattengono l’essere umano, parlò della religione vista dalla Chiesa non come tramite per raggiungere la pace interiore ma come mezzo per acquisire sempre più potere. Potere di cui dispone la politica che, grazie ai mass media, può imporre le sue decisioni senza urtare la sensibilità dei cittadini, dichiarando guerra ai paesi più deboli. Guerra che costa morti inutili per fini lontani dallo scopo vero dell’uomo sulla Terra: amare. Un cerchio che imprigiona molti per favorire pochi. Tutto questo narrato in ogni suo spettacolo, condito con momenti esilaranti come l’analisi della musica dei giovani, i personali racconti dei suoi sballi con la droga o il suo rapporto con i bambini. Un profano capace di parlare a nome di tutti in grado di agitare le coscienze, con le sole armi della cultura e della verità.

Bill Hicks ha parlato in vari modi della razza umana. Da giovane con odio, disillusione e sconforto come dimostra la frase «Hitler aveva avuto l’idea giusta, ma non è andato fino in fondo» (non da leggere in chiave antisemita ma come una invocazione a sterminare tutti gli uomini, lui compreso). Nell’ultimo periodo, causa anche le condizioni sempre più gravi che lo portarono a morire di tumore al pancreas, vide con maggiore speranza e amore l’umanità. Ecco difatti l’ultima frase del suo testamento, impressa nella mente e nel cuore dei suoi fan, con cui voglio concludere l’articolo:

Me ne sono andato tra amore, risate e verità ed ovunque risiedano verità, amore e risate, io sono là con lo spirito.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.