Back toDay. 15 dicembre

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Back toDay. 15 dicembre

«E la smetta di toccarmi il cu**!»: questa apostrofe rimbomba ammutolendo giocatori e croupier radunati attorno ai tavoli verdi del casinò di Monte Carlo, dove ieri ci eravamo lasciati, parlando della fondazione di tale casinò. Ma la battuta citata non è decisamente tratta da Il giocatore di Dostoevskij, di cui consigliavo la lettura, bensì da Il secondo tragico Fantozzi (1976, Luciano Salce). A urlarla con voce tonante e terribile è il Mega-direttore Clamoroso Duca Conte Pier Carlo ing. Semenzara, schiavo del gioco e della superstizione, impersonato dal realmente aristocratico caratterista Antonino Faà di Bruno, nato il 15 dicembre 1910.

15 dicembre #1

Il destinatario del rimbrotto è naturalmente il miserando Fantozzi: il Duca Conte l’aveva obbligato a tenergli una mano sotto le nobili terga ma, a seguito di un rovescio della fortuna, l’aveva svergognato di fronte all’intero casinò con la succitata frase.

Oggi non è, però, una giornata di giocatori, bensì di aristocratici capricciosi; se diamo retta alla vulgata e a Svetonio, sicuramente capriccioso era Nerone (37-68), di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita. Sono poi passati cinquantaquattro anni esatti dalla nascita del grande attore britannico Charles Laughton (1899-1962), che interpretava spesso personaggi ripieni tanto di malizia quanto di sangue blu. Fu Nerone ne Il segno della croce di De Mille, ma il suo ruolo più famoso è quello del volubile protagonista de Le sei mogli di Enrico VIII (1933, Alexander Korda).

Gonfiando le guancione / sbadiglia mollemente:

Re Charles ti manda a morte / ghignando pigramente.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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