Il Museo Guttuso di Bagheria riapre finalmente al pubblico

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Il Museo Guttuso di Bagheria riapre finalmente al pubblico

guttuso-nel-1960Il 26 dicembre riaprirà la sue porte il Museo Guttuso a Bagheria, sito nel complesso monumentale di Villa Cattolica. Un momento tanto atteso quanto sperato, che si svolgerà in concomitanza coi festeggiamenti in onore dei 105 anni dalla nascita del pittore.

Villa Cattolica, meraviglioso edificio settecentesco espressione della borghesia della città e sede del museo, da più di un anno è chiusa al pubblico, non senza polemiche e malumori, per lavori di ristrutturazione, adesso concretizzati grazie al progetto cofinanziato dall’UE Po-fesr 2007-2013. Dopo questi lavori, il museo cambia finalmente veste, presentandosi al pubblico più tecnologico e moderno: tanti gli interventi, mirati a rendere la location accessibile, come la creazione di una nuova pavimentazione esterna, un nuovo impianto di illuminazione, ascensore, sistemi per la rilevazione delle polveri e della temperature nelle stanze, per una conservazione ottimale delle opere, e soprattutto postazioni touch screen per un museo all’avanguardia. Quella del museo di Bagheria è una rinascita che si aspettava ormai da tempo, voluta dalle istituzioni, dai cittadini ed anche da Fabio Carapezza Guttuso, figlio adottivo dell’artista e presidente degli Archivi Guttuso.

Renato Guttuso, nato a Bagheria il 26 dicembre 1911, protagonista assoluto della pittura Neorealista, simbolo di un’arte espressionista dal forte impegno sociale, dai colori accesi, luminosi e vibranti, con le sue opere narrò la storia di un’isola e le sue vicissitudini, ma anche quella dell’Italia ed i numerosi cambiamenti politici. I temi che trattò furono anche l’eros e la donna, famosissima è infatti la serie di dipinti e disegni in cui ritrasse Marta Marzotto, sua musa ispiratrice. Uomo, prima ancora che artista, attento ed interessato alla politica tanto da essere eletto, nel 1976, al Senato della Repubblica per il PCI nel collegio di Sciacca e confermato, nel 1979, in quello di Lucera (Fg), Guttuso si spense a Roma il 18 gennaio 1987, donando alla sua città natale gran parte della sua produzione artistica.
La città di Bagheria rimase sempre nel cuore di Renato Guttuso. Riguardo ai suoi quadri, diceva infatti:

Credo siano legati alla mia ispirazione più profonda e remota. Alla mia infanzia, alla mia gente, ai miei contadini, a mio padre agrimensore, ai giardini di limoni e di aranci, alle pianure del latifondo familiari al mio occhio ed al mio sentimento, da che sono nato. Contadini siciliani che hanno nel mio cuore il primo posto, perché io sono dei loro, i cui volti mi vengono continuamente davanti agli occhi qualunque cosa io faccia, contadini siciliani che sono tanta parte della storia d’Italia.

renato-guttuso-autoritrattoL’assessore Romina Aiello dichiara con orgoglio che: «Abbiamo lavorato duramente per restituire, al complesso monumentale di Villa Cattolica e a Bagheria tutta, il prestigio che meritano. Questo non è un punto di arrivo, semmai è il punto di partenza verso una nuova vita del Museo Guttuso», ed ancora, Patrizio Cinque, sindaco della città di Bagheria ha sottolineato che si tratta di «una sfida importantissima per tutta la città di Bagheria. Il museo Guttuso è l’oracolo della cultura bagherese, da cui deve partire la rinascita culturale della città».

Il Museo Guttuso, da sempre fiore all’occhiello, custodisce infatti non solo le opere donate dall’artista alla città di Bagheria, ma anche una ricca collezione contemporanea dei maggiori artisti italiani ed internazionali come Domenico Quattrociocchi, Silvestre Cuffaro, Pippo Rizzo, Lia Pasqualino Noto, Carlo Levi, Alberto Ziveri, Augusto Perez, Antonietta Raphael Mafai, Corrado Cagli, Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Angelo Savelli, Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e molti altri.
«Non si tratta semplicemente dell’allestimento di una mostra ma dell’intero Museo» spiega Dora Favatella Lo Cascio, già direttrice, perché tra le varie sezioni di Villa Cattolica si trovano, una dedicata al cartellonismo cinematografico, creata grazie alla donazione dei Fratelli Lo Medico, una etnografica, dove prendono posto originali carretti siciliani, tra cui due che richiamano l’epopea dei Paladini e si distinguono per i colori accesi e la particolarità delle storie dipinte ed una dedicata alla fotografia. Ed ancora, 1500 tra dipinti, disegni, incisioni e sculture.

All’interno della Villa, nel meraviglioso e maestoso giardino, è possibile visitare anche la tomba di Guttuso ad opera dell’amico scultore Giacomo Manzù, un monumento dal forte valore spirituale ed emozionale.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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