“Il cittadino illustre”: come distinguere ciò che è cultura da ciò che è politica

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Il cittadino illustre: come distinguere ciò che è cultura da ciò che è politica

illustreNel film Il cittadino illustre (El ciudadano ilustre) diretto da Gastón Duprat e Mariano Cohn, il protagonista è Daniel Mantovani, un premio Nobel per la letteratura che va a ritirare un’onorificenza nel suo paese d’origine, l’Argentina. Qui Mantovani, interpretato dall’attore Oscar Martinez, premiato con la Coppa Volpi come Miglior attore maschile per questo film, essendo scettico nei confronti dell’approccio locale alla cultura e al modo di farla e promuoverla, vorrebbe fuggire, quasi ricalcando le orme di  Bob Dylan, dalle dinamiche che avvicinano politica a cultura, credendole subdole e rarefatte. Ritira dunque i vari premi con una sorta di riluttanza: per lui «la cultura è indistruttibile» aldilà di tutta la macchina burocratica che c’è dietro. Nonostante le ostilità iniziali però, Mantovani scoprirà sono le differenze ma anche le affinità con la sua terra che lo legano ancora a quei luoghi.

Il messaggio di questo film è chiaro: la cultura è altro da ciò che ci vogliono far credere e Il cittadino illustre ce ne dà un senso profondo e amaro. Attraverso una commedia raffinatissima e divertente, ci si interroga dunque sul filo che lega Etica e Cultura.

La cultura non è denaro, non è oggetto di scambio, ma spesso la politica la rende uno strumento di propaganda e la usa come mera pubblicità. La cultura dovrebbe essere libera da coinvolgimenti politici: lo stesso Pasolini, grandissimo intellettuale, fu cacciato dal Partito Comunista, al quale era iscritto, per immoralità. Il poeta corsaro fu fatto fuori con un processo alle intenzioni. D’altronde le persone di cultura sono comode alla politica fino a quando appoggiano il pensiero di rappresentanza dell’uno o dell’altro schieramento politico: un Benigni renziano o un Fo grillino sono un investimento e un bene dei partiti politici.
Ma cultura significa anche esprimere il proprio dissenso di cittadino, è anche anarchia e mancanza di schemi prestabiliti a cui sottostare. Non è cultura solo ciò che vende e riempie le tasche delle multinazionali, nella musica, nell’arte e nella letteratura.

Secondo Wikipedia, è cultura deriva dal verbo latino colere, “coltivare”. L’utilizzo del termine cultura è stato poi esteso a quei comportamenti che imponevano una “cura verso gli dei”, da cui il termine “culto”, ad indicare un insieme di conoscenze. Oggi si può dare una definizione generale di cultura intendendola come un sistema di saperi, opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano. Sono le idee, i pensieri, le filosofie di una civiltà e quindi in un certo senso è anche la cultura a muovere la storia, il cambiamento, i rapporti sociali Oppure sono i rapporti sociali, le strutture, le condizioni materiali, l’organizzazione socioeconomica ad essere il motore della storia e quindi a spiegare anche la cultura, le idee, le filosofie, le religioni e così via?

cultura_libertadStoria e cultura camminano a fianco, i cambiamenti storici fanno avvenire evoluzioni nel modo di fare cultura e di fruirne.

La cultura è una parola di cui molti si riempiono la bocca, ma non tutto quello che ci viene spacciato per tale  lo è. Ciò che vende è Arte, o Arte è anche ciò che resta invenduto?

C’è una cultura di nicchia e radical chic, e una cultura di massa che troviamo tra gli scaffali del supermercato: tra una zucchina e dei pomodori c’è un Fabio Volo o un Paulo Coelho?
Ma sono anche loro in qualche modo cultura? Tra una cultura elitaria ed una di massa non dovrebbe esserci una via di mezzo? Qualcosa in cui potersi riconoscere senza scendere a compromessi.

La cultura non è fatta dai numeri ma neanche dai giudizi positivi dei critici, è cultura ciò che comunica e che ci fa interrogare sul senso della vita. La cultura ci libera dai dettami della società, non ce ne rende schiavi: dovremmo con consapevolezza e attenzione fare della cultura un nostro modo di vivere senza condizionamenti e falsi preconcetti.

 Margherita Adduci per MIfacciodiCultura

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