Italia, “Fondata sulla bellezza”: del denaro facile e delle spreco

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Italia, Fondata sulla bellezza: del denaro facile e delle spreco

Italia, Fondata sulla bellezza: del denaro facile e delle sprecoPer l’anno che sta finendo, la palma della sottovalutazione va con tutta probabilità al mitico Flavio Briatore che, dipendesse da lui, sostituirebbe il mare della Puglia con distese di Jacuzzi in cui imbozzolarsi come gli umani in Matrix, ma la tesi generale è che non sappiamo cosa farcene della bellezza.

No, non ci riferiamo né a quella Grande cantata da Paolo Sorrentino, che ha forti venature di ironia e malinconia, né a quella muliebre che è e rimane (qualora posseduta) un indubbio valore aggiunto: ci riferiamo più semplicemente, si fa per dire, alla bellezza d’Italia, che nel piccolo stivale racchiude la maggior varietà al mondo di ambienti naturali, siti dell’UNESCO, opere pittoriche,scultoree, architettoniche, varietà ed eccellenze enogastronomiche e prodotti doc e dop, e via elencando.

Italia, Fondata sulla bellezza: del denaro facile e delle spreco
Fondata sulla bellezza

Su tanto, però, incombe l’insipienza italica, che a fronte di tale ricca  cornucopia fa sì che, per una pletora di motivi,  non si riesca a valorizzare a dovere il tutto. Da qui, nasce la pulsione che ha spinto Emilio Casalini, giornalista di Report, a scrivere Fondata sulla bellezza (Sperling & Kupfer, pp.117, euro 2.99), laddove il soggetto, ovviamente, è appunto l’Italia.

Probabilmente, il fatto che la trasmissione storica di Rai3 Report sia attualmente al centro dell’attenzione per l’annuncio dell’abbandono, alla conduzione, dell’altrettanto storica giornalista Milena Gabanelli, va ascritta al novero degli aspetti imponderabili ma negativi della Dea Bendata: perché il lavoro del bravo e professionale Casalini è da tenere nella massima considerazione, per motivazioni che partono dalla lucidità con cui viene illustrata la sequenza di errori che ci impediscono di vivere di turismo, nonché di ripartire verso un futuro di benessere lasciandoci alle spalle il Moloch della Crisi Economica.

Paesaggio, storia, opere d’arte, tradizione enogastronomica, clima: i sassolini da seguire per ritrovare una strada che dovrebbe essere alquanto chiara sono questi, farli rendere è altra questione. In maniera sorprendente, il giornalista parla addirittura di una modifica alla Costituzione, “ma senza toccare l’articolo 1”: si tratterebbe di inserire una premessa che indichi ciò che ci caratterizza, vale a dire proprio la bellezza. Il Roberto Benigni anti-Berlusconi non avrebbe potuto che approvare, visto che parlava della nostra Costituzione come della più bella del mondo, qualunque cosa volesse e voglia dire.

Italia, Fondata sulla bellezza: del denaro facile e delle sprecoIn buona sostanza, la bellezza, o la tendenza ad essa, sarebbe nel nostro DNA, anche se poco o nulla viene fatto attualmente per confermare questa mappatura genetica: il concetto viene esplorato attraverso numeri, dati, cifre, statistiche. Perché la bellezza sarà anche bella (e perdonate la tautologia), ma quello che conta è la pecunia che potrebbe fruttare e non frutta: Italia come meta turistica teorica, che alla fine troppo spesso viene bypassata. Volevo capire perché, zirla Casalini, e alla fine pian piano scopriamo che non si parla di bellezza in senso proprio (anche qui, qualsiasi cosa ciò voglia dire), ma in senso economico: non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che rende, potremmo parafrasare il motto popolare. «Sono entrato nei meccanismi economici, produttivi e sociali del turismo e del settore museale cercando di capire dove e perché le cose non funzionano», dichiara l’autore in una intervista, chiarendo e svilendo l’oggetto della ricerca.

Per quanto insomma tutto ruoti intorno al vil denaro, gli argomenti sono comunque interessanti: mancando una vera attenzione al turista e ai dettagli del servizio, a farla da padroni nel settore sono le lungaggini burocratiche, la miopia politica a parte, che si traducono in insufficienti collegamenti aerei, musei incapaci di promozione e rinnovamento, alberghi poco competitivi, borghi storici abbandonati, assenza di un booking nazionale. Casalini in Fondata sulla bellezza nota come il turista venga ancora visto e vissuto come un corpo estraneo, addirittura un usurpatore: meglio ancora, diciamo noi, come il signore veniva visto dal mezzadro come una vittima da spennare, truffare ed allontanare una volta depredato. Paese che in tutto e per tutto ha grossi problemi di coscienza e ignoranza civile, chiaramente non può accogliere degnamente il turista, troppo impegnato com’è a crogiolarsi nella propria rapacità ed arretratezza.

casalini-croceImbarazzo sul fronte promozione su Internet: se la battaglia per attrarre turisti si svolge ormai principalmente sul web, l’Italia sembra voler fare di tutto per perdere. Il Ministero del Turismo, si legge sul libro di Casalini, ha speso milioni di euro per il sito italia.it, che è zeppo di errori come un panettone di canditi, ma assai meno appetitosi – errori geografici, informazioni lacunose, visite virtuali scadenti, contenuti indistinti per le varie nazionalità e limiti di funzionalità (traduzioni in sole 4 lingue e impossibilità di collegarsi direttamente all’offerta alberghiera), palesemente il sito dimostra come l’importante sia spendere i fondi, indipendentemente dal risultato, cosicché è folle anche solo pensare che gli investimenti possano rientrare in termini di indotto turistico.

Ma noi siamo il Paese dove l’Alta Velocità costa 61 milioni di euro al chilometro, a fronte di 9 del Giappone: cosa possiamo pretendere? In conclusione, anche a fronte delle argomentazioni di Casalini, non possiamo che dare ragione a Benedetto Croce:

Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo bisogno di più gente onesta.

Benedetto Croce

Hai detto niente.

Nicolò Peroncini per MIfacciodiCultura

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