Kirk Douglas il centenario

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Kirk Douglas il centenario

Kirk Douglas il centenarioKirk Douglas è probabilmente uno dei personaggi dello star system più longevi di sempre. Dal 9 dicembre 1916 (giorno della sua nascita) egli è stato testimone della storia mondiale, avendo vissuto durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra Fredda e i tempi moderni. Una star che con la sua bravura ha contribuito alla diffusione del cinema in tutto il mondo, accrescendo il mito di Hollywood.

Nato a New York da genitori bielorussi, prima si laurea in Lettere e successivamente si diploma all’Accademia di Arte Drammatica. Dapprima però suo primo lavoro però non ha nulla a che fare con la settima arte: egli serve la Marina degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale.

Kirk Douglas il centenarioMa il destino ha altri progetti per Kirk Douglas, diversi dalle missioni militari in terre lontane. Dopo un inizio a Broadway passò al cinema interpretando  commedie (la sua prima pellicola è in Lo strano amore di Marta Ivers), ma i suoi modi e la sua personalità lo portarono ad essere scelto per ruoli diversi  interpretando personaggi dalla forte personalità e più cinici. Come dimenticare il pugile nel film Il grande campione (1949) di Mark Robson dove Douglas interpreta un uomo capace di trovare la via del successo grazie alla boxe, via che lo porterà (anche a causa  del suo carattere) alla morte dopo un incontro. Il suo personaggio che riscosse maggiore successo in quel periodo, fu però quello del giornalista Chuck Tatum in L’asso nella manica (1951). La storia racconta di un uomo intrappolato in una miniera e di un giornalista che a tutti i costi vuole creare una notizia spettacolare, infischiandosene delle effettive condizioni del poveretto. Un altro personaggio cattivo portato sul grande schermo risale al ’51, quando interpreta uno spietato poliziotto in Pietà per i giusti. Qualche anno dopo (è il 1956) diventerà il leggendario pittore Vincent Van Gogh nel film Brama di vivere.

Kirk Douglas il centenarioSuccessivamente avvenne l’incontro con il regista che riuscì più di tutti a valorizzare le doti recitative dell’attore: Stanley Kubrick, che lo diresse nel capolavoro Orizzonti di gloria del 1957, film anti-militarista ambientato durante la Prima guerra mondiale. Kirk Douglas con la sua influenza riuscì a far cambiare il finale della pellicola, poichè Kubrick dapprima voleva un finale lieto per non scontrarsi coi produttori, (discostandosi dal finale del libro da cui era tratto) ma su pressione di Douglas, alla fine mantenne la storia originale. I due mantennero un ottimo rapporto, tanto da convincere Douglas a licenziare il regista del film di cui era produttore e nel quale recitava, per cedere la regia a Kubrick: si tratta di Spartacus (1952). Considerato da molti come il capolavoro di Douglas, racconta la storia dello schiavo romano che provò a ribellarsi alla Repubblica Romana.
Infine, molti ricorderanno anche Kirk in alcuni western: uno su tutti Sfida all’O.K. Corral con il personaggio di Doc Holliday.

Nonostante la sua lunga e favolosa carriera, Kirk Douglas non ha mai vinto un Oscar, se non quello alla carriera del 1996. Vista l’età ha stabilito un record difficilmente battibile: è il Premio Oscar più anziano ancora vivente. I suoi ruoli da cattivo e da duro hanno contribuito a farlo amare da intere generazioni. Il passare del tempo lo ha ovviamente allontanato dalle scene, rendendolo forse un ricordo per cultori del cinema.
Buon compleanno Kirk, una carriera da 100 e lode.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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