“Chinascape”: Spazioborgogno ospita la fotografia della Cina moderna

0 1.035

Chinascape: Spazioborgogno ospita la fotografia della Cina moderna

È stata inaugurata lo scorso 30 novembre presso lo Spazioborgogno di Milano, la mostra Chinascape: from Rural to UrbanL’esposizione, composta da 40 immagini realizzate da 16 fotografi cinesi contemporanei, è uno scorcio sulla storia cinese ed in particolare sulle trasformazioni che stanno interessando a più livelli la Cina negli ultimi anni.

yao-lu_alpeggio-e-nuvole-fluttuanti_stampa-fotografica-ultra-giclecc81e-su-alluminio-2008-1Tra gli organizzatori della mostra ricordiamo l’IGAV ed il CAEG: l’IGAV (Istituto Garuzzo per le Arti Visive) è un’associazione culturale che ormai dal 2005 organizza eventi ed esposizioni al fine di promuovere e valorizzare l’arte contemporanea italiana attraverso progetti e interscambi con paesi stranieri. La Cina in particolare è “un partner prioritario”, come recitano le carte di presentazione dell’Istituto: nel corso di una collaborazione decennale sono state organizzate ben 14 mostre in Cina e 6 in Italia, tanto che nel 2015 è stata firmata alla Biennale di Venezia una partnership con il CAEG (China Arts and Entertainment Group). Il CAEG svolge un lavoro simile a quello dell’IGAV, ma copre una realtà molto più grande. Parliamo di numeri enormi, poiché il CAEG è la più grande organizzazione cinese per la creazione di spettacoli ed esposizioni cinesi a livello mondiale. In oltre cinquant’anni di attività sono stati migliaia gli eventi organizzati, con un pubblico di più di 10 milioni di persone all’anno.

Il progetto Chinascape nasce quindi dalla volontà di condividere l’evoluzione che sta vivendo un Paese di così grande rilievo per il resto del mondo come la Cina. Negli ultimi decenni il processo di mutamento della Cina è stato infatti di proporzioni inaudite: da realtà rurale, fatta di piccoli mondi locali legati a tradizioni e costumi individuali, la Cina si è fatta macrocosmo globalizzato. Ogni elemento della vita così come era nel passato è mutato radicalmente: la politica, l’organizzazione della società, l’economia, e anche la cultura. All’interno di queste realtà, l’arte. Chinascape ci mostra tutto questo, in una sintesi chiara, forte e precisa, così come la cultura cinese da sempre impone, o ama fare.

Parlando con uno studente di fotografia originario della Cina a proposito dell’arte nel suo Paese, ho avuto modo di confrontarmi con una concezione dell’arte completamente diversa da quella Europea. In Cina l’arte è esercizio e dedizione ancor prima che essere illuminazione, intuizione o pensiero che si fa visione. Ho piacevolmente ascoltato i racconti della sua infanzia, tra i quali quello sulle difficoltà riscontrate da suo padre nel trovare un maestro che gli insegnasse la pittura ad inchiostro cinese. «L’arte in Cina è una cosa seria» mi ha detto ridendo. Ho capito perfettamente cosa intendesse dire guardando le fotografie esposte nella mostra Chinascape.

Quello che mi ha colpito è stata la precisione nella realizzazione delle fotografie esposte, che non è solo rigida geometria, ma anche e soprattutto attenzione cromatica e scelta di allestimento. Ogni fotografo in mostra ci propone una visone della Cina assolutamente personale e soggettiva, eppure per un europeo il nucleo del lavoro d’insieme è lo stesso. Vediamo esposti grattacieli, strade notturne, ritratti di donne, grafiche di animali fantastici, ritratti di famiglia… Eppure dietro ad ogni sguardo e ad ogni colore io ho percepito la voce del passato e dell’eredità, dell’antica arte ad inchiostro cinese che gridava per farsi sentire. E questa voce mi sembrava ancora più forte perché rafforzata visivamente da immagini moderne e attualissime.

liu-bolin_zona-verde_stampa-fotografica-ultra-giclecc81e-su-alluminio-2010-1Le fotografie in mostra sono una galleria fortemente rappresentativa dell’arte contemporanea cinese. Essa ci appare diretta e forte nella sua attualità. Allo stesso tempo è docile e trasognata, poiché è palpabile nell’aria il suo legame con le storie del passato appartenenti ad cultura ricchissima, immaginifica e luminosa.

Ogni fotografia può essere guardata in un due modi, da vicino e da lontano, con un risultato percettivo completamente diverso. Da lontano le fotografie richiamano fortemente le pitture cinesi ad inchiostro di cui mi ha tanto parlato lo studente cinese di fotografia con il quale ho conversato di arte. Da vicino scopriamo fotografie digitali dalla post-produzione ricercata, precisa e dettagliata, talvolta caratterizzata da fotomontaggi surreali non immediatamente percepibili.

Degna di nota è poi la scelta dello spazio, Spazioborgogno, un ambiente spazioso e luminoso che è assolutamente perfetto per una mostra di questo tipo. Chinascape necessita proprio di spazi grandi, così che ogni spettatore possa prendersi lo spazio di cui sente personalmente il bisogno per guardare le opere da vicino, da lontano, nell’insieme e nel dettaglio.

“ALTRO SPAZIO” recita una scritta luminosa al neon poco fuori dall’entrata. Chinascape è questo, è uno spazio altro in cui rifugiarsi per ritrovarsi in pochi minuti in una realtà surreale che sa di un passato luminoso e che anela ad un futuro che è un punto di domanda, ma pieno di speranza.

Chinascape: from Rural to Urban
A cura di Wang Chunchen
Spazioborgogno – Milano
Dal 30 novembre 2016 al 7 gennaio 2017

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.