Pietro Mascagni: non solo “Cavalleria Rusticana”

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Pietro Mascagni: non solo Cavalleria Rusticana

Pietro MascagniPietro Mascagni (Livorno, 7 dicembre 1863 – Roma, 2 agosto 1945) rappresenta uno dei compositori e direttori d’orchestra di spicco del panorama musicale e culturale a cavallo tra ‘800 e ‘900. La sua fama è certamente data dalla sua composizione Cavalleria Rusticana, simbolo sonoro di uno stile verista di matrice italiana che ha abbracciato con successo letteratura e arti.
Purtroppo il musicista livornese è stato spesso riconosciuto ed apprezzato solo per il proprio capolavoro, senza prendere per questo in rilevante considerazione altri lavori importanti, ricchi di innovazione, modernità e contaminazioni all’avanguardia per il periodo storico in oggetto. Nonostante il grosso limite, Pietro Mascagni resta senza ombra di dubbio uno dei personaggi musicali più interessanti da esaminare ed approfondire, proprio in relazione alla capacità di anticipare i tempi miscelando correnti musicali differenti.

Mascagni nasce a Livorno da una famiglia modesta ma rispettata. Fin da adolescente oltre ai normali studi, coltiva la passione per la musica, in particolare per alcuni strumenti e l’armonia. Dopo essersi cimentato nella composizione di alcune opere, si trasferisce a Milano per intraprendere gli studi presso il prestigioso Conservatorio, condividendo la stanza con Giacomo Puccini. La disciplina impartita all’Istituto non rientra nelle corde stilistiche e di temperamento del giovane, che presto abbandona gli studi milanesi entrando a far parte in qualità di direttore d’orchestra in piccole compagnie d’operetta.

Cavalleria-rusticana-Mascagni (1)Risale al 1888 la prima svolta nella sua carriera: si iscrive ad un concorso musicale per composizioni d’opera. Insieme al suo amico librettista, poeta e professore Giovanni Targioni-Tozzetti, che scrive il libretto prendendo spunto dalla Cavalleria Rusticana di Verga, completa l’opera vincitrice poi del concorso. Il 17 maggio 1890 la fatica viene messa in scena al Teatro Costanzi di Roma, ottenendo i favori clamorosi del pubblico. Successo però subito smorzato, poiché Giovanni Verga intenta una causa legale ai danni del compositore per presunto plagio, ottenendo la vittoria e una parte cospicua sui proventi della messa in scena.
Più tardi Mascagni inizia a collaborare con il librettista Luigi Illica per la stesura di Iris, poi diretta dallo stesso autore nella prima al Teatro Costanzi di Roma del 1898. Comincia qui il periodo di fama internazionale come direttore d’orchestra, che lo porta nei più importanti palchi del mondo. Nel 1932 il musicista si iscrive al Partito Nazionale Fascista e ciò segnerà una grave macchia nella sua rinomata carriera, poiché saranno molti i futuri detrattori che non considereranno a pieno la sua opera a causa di questo motivo prettamente politico-sociale.

Dopo aver terminato il suo ultimo lavoro Nerone nel 1935, Pietro Mascagni conclude la carriera artistica conducendo fino al 1944, un anno prima la sua morte a Roma il 2 agosto 1945. Omaggiato ed onorato da una numerosa folla, le sue spoglie riposano oggi nel Cimitero della Misericordia nella città natale livornese.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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