#1B1W – “Storia di un corpo”, un diario alla Pennac

0 742

#1B1W – Storia di un corpo, un diario alla Pennac

#1B1W – Storia di un corpo, un diario alla PennacNella nostra rubrica #1B1W vi abbiamo già parlato di Daniel Pennac, e di uno dei suoi libri più celebri che apre il ciclo dei Maloussene, Il paradiso degli orchi (se non l’aveste letta cliccate qui). Pennac, per chi ancora non lo sapesse, è un eclettico romanziere francese, e pubblica nel 2012 Journal d’un corps, tradotto in italiano nello stesso anno come Storia di un corpo. Se volete saperne di più sull’autore, il magazine gli ha dedicato un articolo, visto che il 1° dicembre scorso ha compiuto 74 anni.

Il libro inizia con Lison che, dopo la dipartita del padre, eredita i suoi diari. Non sono diari tradizionali, ma sono appunti della vita  dell’uomo raccontati partendo da come il corpo le viveva. Pennac in questo suo libro riesce a incollare i suoi lettori alle pagine del diario di un corpo partendo dai «12 anni, 11 mesi e 18 giorni» di un uomo fino alla sua decadenza e conseguente morte.

img_8630È difficile categorizzare la nostra storia: non è un romanzo perché i romanzi hanno sia un inizio che una fine, ma è troppo romazato per essere un diario. Complicato risulta anche raccontarne la trama, senza svelare troppo l’essenza delle pagine scritte da Pennac. Con questo bellissimo espediente del diario del corpo, però, l’autore ci fa vedere il mondo attraverso gli occhi di un adolescente alle prese con il suo corpo goffo, ci fa viaggiare con un ragazzo che si destreggia tra la guerra e le prime scoperte sessuali, ci fa emozionare attraverso i battiti di cuore di un uomo che impazzisce di amore per la donna che sposerà, ci fa vivere attraverso la consapevolezza di un uomo più maturo e la sua famiglia in espansione, ci fa accasciare con gli acciacchi di un vecchio che desidera lasciare questo mondo. Il corpo è una scusa per presentarci una storia da un punto di vista molto più intimo di un libro normale, il quotidiano.

Un viaggio dunque nella vita comune, di quelle cose di cui nessuno parla mai nei libri come l’andare dal dentista o i problemi alla prostata. Il tutto colorato dalle sensazioni, dai sentimenti e dalle emozioni provate: il corpo è una scusa per farci capire cosa prova in protagonista in ogni fase della sua vita.

L’autore ha sempre questo stile incalzante e pungente, coinvolgente nonostante la forma data al suo racconto: riesce a tenere fede al suo stile irridente e crudo anche in questo libro. In quest’opera è molto più diretto e senza i lunghi giri di parole con cui ci ha abituato nei suoi altri romanzi, sempre buttandoci un pizzico di ironia, che da brio a tutta la storia.

#1B1W – Storia di un corpo, un diario alla PennacÈ difficile dare un interpretazione a questa Storia di un corpo: cosa ha voluto dimostrare Pennac? Cosa ci vuole trasmettere attraverso questo bizzarro diario? Possono esserci diverse intenzioni dietro un libro del genere. A parer mio il primo obiettivo è dimostrare che la semplicità vince su tutto: non bisogna inventare chissà che storia per farci un romanzo di successo, ma qualsiasi corpo può diventare protagonista di una storia appassionante, anche quello più comune, di una persona normale, che racconta la sua vita in un diario che narrativamente parlando può sembrare banale. Pennac ne fa un’opera degna di diventare libro, semplicemente sconvolgendo il punto di vista da cui guardiamo le vicende. Mettere l’accento sempre e solo sulla parte fisica, sulle sensazioni e fragilità corporee lascia trasparire molte più emozioni che le parole stesse. Riusciamo dunque ad immedesimarci nelle ansie, nelle paure, nei dolori, nelle gioie molto più con un libro del genere, senza filosofeggiare sul sentimento stesso e le teorie che ne derivano, ma cogliendo quello che ognuno dei nostri corpi ha sentito in certe situazioni.

Storia di un corpo è uno dei libri più particolari che io abbia mai letto, sorprendente la struttura che l’autore gli ha voluto dare ma soprattutto ben riuscito, un piccolo gioiello nel panorama letterario moderno. Consigliatissimo per stupirsi un po’ della letteratura contemporanea e dei diari.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.