“Snowden”: siamo disposti a sacrificare la libertà in nome della sicurezza?

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Snowden: siamo disposti a sacrificare la libertà in nome della sicurezza?

Snowden: siamo disposti a sacrificare la libertà in nome della sicurezza?Oliver Stone torna sul grande schermo per mostrarci nuovamente le ombre della società americana, colorando con la sua sfrontata irriverenza la storia (amaramente vera) di Edward Snowden.

Il film ripercorre nove anni di vita di Ed (Joseph Gordon-Levitt), genio dei computer, trascorsi lavorando prima alla CIA e, in seguito, all’NSA (l’Agenzia di Sicurezza Nazionale potenziata da George W. Bush all’indomani dell’11 settembre). Snowden, imbavagliato dai segreti di massima sicurezza che il suo lavoro non cessa di svelare, si sente incapace di comunicare con le persone che ama. Assume qui un ruolo decisivo la relazione con la democratica Lindsay Mills che lo aiuta a capire quanto sia diventato soffocante il peso delle verità che è costretto a custodire. Gli oltraggiati ideali liberali lo spingono a raccogliere centinaia di migliaia di documenti segreti che dimostrano la violazione dei diritti messa in atto dal Governo e a consegnarli a Glenn Greenwald e ad Ewen MacAskill, giornalisti del Guardian, e alla registra Laura Potras (vincitrice dell’Oscar per il miglior documentario grazie al caso Snowden )

Viene così svelato un sistema di spionaggio altamente lesivo della libertà degli individui, che si intrufola prepotentemente nelle vite dei cittadini di tutto il mondo. Il sistema di sorveglianza di massa, dunque, non si ferma a prevenire il terrorismo ma a controllare meticolosamente l’intera popolazione. Le informazioni che il Governo raccoglie vengono sfruttate per diversi fini, primo tra tutti quello di influenzare la politica degli altri Stati. Edward con le sue rivelazioni  si trasforma nel nemico numero uno degli Stati Uniti ed è costretto a cercare asilo in Russia.

Oliver Stone, regista per antonomasia dei political movie e dei polemici film presidenziali, non poteva farsi sfuggire questa irriverente vicenda. D’altronde la biografia è un genere che Stone riesce a plasmare con la fermezza di un artista, sbizzarrendosi nella fase che più lo intriga, il montaggio. Il pluripremiato regista (11 candidature all’Oscar, tre le statuette conquistate) ha intriso il film di intenti politici e ha assunto un registro critico con il desiderio di destare consapevolezza ma anche una profonda amarezza nello spettatore. Ad esempio nel discorso dell’addestramento militare volontario, si legge chiaramente l’intento di Stone di porre al telespettatore una domanda tipica dei suoi film, ossia chi è più fedele allo spirito americano: chi contesta o chi obbedisce? Infine non dimentichiamo l’interesse maniacale del regista verso il tema della corruzione e della verità, che sono anche l’ossessione del protagonista

Snowden: siamo disposti a sacrificare la libertà in nome della sicurezza?Eppure Snowden non è soltanto un political movie, è un thriller che in alcuni tratti assume addirittura i connotati della commedia ed è anche un film romantico. Non a caso la decisione di denunciare gli abusi  è dettata non solo dagli ideali del protagonista. ma anche dall’amore che lo lega alla democratica Lindsay. Veste egregiamente i panni di Edward Snowden il decisamente più maturo (e incredibilmente sexy nei panni dell’intellettualoide) Joseph Gordon-Levitt, conosciutissimo al grande pubblico per il ruolo di Robin nell’ultimo episodio della trilogia di Batman firmata Cristopher Nolan.

Un tema così attuale come quello della sorveglianza non può non far riflettere. Distinguere quella linea invisibile che separa la libertà della sicurezza dalla violazione della privacy è un arduo compito. Anche nell’inevitabile lotta al terrorismo vanno tutelati, in egual misura il diritto alla sicurezza e quello alla libertà individuale. Ormai con l’avvento delle più evolute tecnologie, dei sistemi di localizzazione e di storage dei dati è facile sentirsi in trappola. A chi non è mai capitato, banalmente, di leggere dei suggerimenti del web e sentirsi “osservato”? Di fronte a questi segnali non avete mai percepito che la vostra privacy era in pericolo? Per chi crede che la libertà è principe di tutti i diritti dell’uomo che, in un modo o nell’altro da essa attingono e in essa trovano la loro linfa vitale, Snowden può essere certamente un ottimo spunto di riflessione.

Mi piace pensare che la speranza di Stone sia quella di trasformare il pensiero che, per quanto indegno, resta sempre astratto, in una decisamente più concreta reazione: a cosa siamo disposti a rinunciare?

Carolina Iapicca per MIfacciodiCultura

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