Alla ricerca delle tele perdute tra Italia ed Ex-Jugoslavia

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Alla ricerca delle tele perdute tra Italia ed Ex-Jugoslavia

Hermann Göring
Hermann Göring

Il 2016 sembra concludersi proficuamente per il nostro patrimonio artistico: alcune tele di Tintoretto, Tiziano e Carpaccio, trafugate per conto di uno dei nomi più illustri del Terzo Reich, Hermann Göring, potrebbero rientrare in Italia dal Museo nazionale di Belgrado, dove si trovavano dimenticate da dopo la fine della Guerra a causa degli intrighi di un antiquario jugoslavo e di una diplomazia cieca e sorda. È opportuno, a mio giudizio, rilevare un paradosso in tutta la vicenda: quadri come Ritratto della regina Cristina di Danimarca di Tiziano e Madonna con bambino e donatore di Tintoretto furono esposti a Bologna e Bari tra il 2004 e il 2005, attirando l’attenzione del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela dei beni culturali, che ne hanno rintracciato i movimenti.

La menti dietro le operazioni di sottrazione indebita dei quadri furono l’antiquario e ladro jugoslavo “Mimara” Topic e sua moglie Wiltrud Mersmann, a servizio del maresciallo Göring, i quali “donarono”, durante gli anni Cinquanta, i lavori trafugati. Il nostro paese non era all’oscuro della vera appartenenza dei quadri, ma (mi viene da dire) l’inerzia e l’indifferenza che spesso ci contraddistinguono impedirono la  rivendicazione di simili capolavori. Adesso, dopo anni, grazie all’Arma e alla rogatoria internazionale seguita dal sostituto procuratore Valter Giovannini e dal PM Roberto Ceroni, tali opere potranno tornare in patria.

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Tintoretto, Madonna con bambino e donatore

Fin qui i fatti: è opportuno adesso svolgere delle riflessioni. Leggendo questa vicenda e il lieto fine che ne è seguito ho pensato subito al film The Monuments Men (2014, Monuments Men, basato sul romanzo omonimo). Il protagonista (interpretato da un ottimo George Clooney) è lo storico dell’arte americano Frank Stokes, il quale riesce a organizzare un gruppo di volenterosi per salvare opere d’arte in tutta Europa dalla follia nazista. Gli spettatori hanno l’opportunità di ammirare capolavori come la Madonna di Bruges di Michelangelo o il Polittico dell’Agnello Mistico di Van Eyck conservato a Gand.

Tra gli eroi del patrimonio artistico-culturale è giusto e sacrosanto tributare il ricordo a colui che ha dato la vita per salvare un sito archeologico: mi riferisco a Khaled al-Assad (Palmira, 1 gennaio 1932 – Palmira, 18 agosto 2015), il custode del sito di Palmyra dal 1963 e massimo esperto di archeologia in tutta la Siria. Dopo aver dedicato tutta una vita al sito, egli fu ucciso nello stesso luogo dalla furia iconoclasta e fanatica di Daesh, che non esitò a torturare e poi a uccidere barbaramente l’anziano curatore del sito.

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Khaled al-Assad

Plaudo con favore all’iniziativa italiana di istituire i caschi blu della cultura, ma, al tempo stesso, sarebbe opportuno che anche l’Unione Europea prendesse iniziative in questa direzione: è giunto il momento di ridurre il budget per F35 o armi da guerra e di investire massicciamente in cultura e tutela dei beni culturali, attraverso sgravi fiscali o escludendo dal patto di stabilità tutti gli interventi che concernono la tutela del territorio e del patrimonio artistico.

A mio giudizio anche la scuola può aiutare proponendo agli studenti la lettura di un piccolo, ma significativo discorso di Victor Hugo, Contro i tagli alla cultura, dove il celebre scrittore francese si interroga su questa problematica e sintetizza che è opportuno incoraggiare alla conoscenza invece di ridurla.

Il ritrovamento di questi quadri significa dare nuova linfa al nostro patrimonio culturale, già gravemente ferito, e mi auguro che si prosegua in questa direzione.

Andrea Di Carlo per MIfaccioDiCultura 

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