#ArtSpecialUNESCO – Il centro storico di Urbino

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Ancor prima che divenisse Duca, titolo che ottenne solo nel 1474, Federico da Montefeltro governava già dal 1444 il Ducato di Urbino, a capo del quale subentrò a seguito della morte del padre, Oddantonio II da Montefeltro. Durante il lungo periodo in cui fu al potere, Federico da Montefeltro dimostrò di essere non solo un abile stratega e combattente, ma anche un illustre principe rinascimentale. Interessato alle arti e alla cultura, infatti, coordinò attorno alla sua figura di politico e di mecenate una folta schiera di artisti che, tra le tante opere di cui si resero artefici (pensiamo agli importanti dipinti che Piero della Francesca realizzò per la corte feltresca e che sono custoditi nella Galleria Nazionale delle Marche all’interno del Palazzo Ducale), lavorarono verso la fine del ‘400 ad un importante riassetto urbanistico della città di Urbino.

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Panoramica dall’alto del centro storico di Urbino

Gli storici dell’arte se tendono a definire la città di Pienza come una città-monumento, allo stesso tempo indicano la città di Urbino come la città-palazzo [1]. Ed infatti intorno al 1454 Federico da Montefeltro diede avvio ai lavori del Palazzo Ducale che Baldassare Castiglione individua, nel suo trattato Il Cortegiano, come «il più bello che in tutta Italia si ritrovi».

Possono essere individuate due fasi di costruzione dell’attuale Palazzo. La prima è quella che vede il disegno del progetto ad opera dell’architetto Luciano Laurana. Rispetto al preesistente palazzetto della Jole, dalle linee austere e semplici, tirato su da Maso di Bartolomeo, il Laurana propone l’inserimento di tale edificio in un complesso più ampio di strutture nel quale, quindi, il vecchio stabile risulta essere inglobato. La pianta vede, come suo fulcro, un cortile interno porticato attorno al quale si sviluppano i vari ambienti del Palazzo Ducale. E così se da una parte il Palazzo Ducale, in tal modo disegnato, si apre al tessuto urbano con una piazza ad “L” (che oggi non è più tale, vista la costruzione successiva di un muro del Duomo che affaccia sul medesimo piazzale Duca Federico), invece dalla parte della valle riesce a dialogare con la natura grazie alla “facciata dei Torricini”. Quest’ultima corredata appunto da due torrette, sempre ben visibili data la loro altezza che sovrasta tutti gli edifici del centro storico, presenta tre logge sovrapposte in corrispondenza delle quali si trovano, all’interno della struttura, gli appartamenti privati del Duca.

Luciano Laurena prima di partire per Napoli e di lasciare la seconda fase di costruzione del palazzo a Francesco di Giorgio Martini, si rende autore di altri importanti spazi del fabbricato. Sono quindi da attribuire allo stesso i progetti anche della Biblioteca, della Sala delle Udienze e infine dello Studiolo che rappresenta il luogo che si è saputo conservare meglio nel tempo presentando ancora oggi la conformazione che il Laurena seppe conferirgli.

Piazzale Duca Federico, centro storico di Urbino
Piazzale Duca Federico, centro storico di Urbino

Invece a Francesco di Giorgio Martini dobbiamo attribuire le opere eseguite dopo il 1472 e cioè il giardino pensile e la decorazione della facciata orientale. Tuttavia il più importante progetto di cui si rese artefice consiste nella ideazione della rampa elicoidale che permetteva un raccordo tra la Piazza del Mercato e la reggia ducale.

Il merito degli architetti che, edificando il palazzo, lavorarono anche alla sistemazione della struttura urbana del centro, è stato quello di combinare diverse esigenze. La residenza dei Montefeltro infatti, per come si articola, vuol essere tanto la residenza privata quanto quella pubblica del Duca e della sua famiglia, sicché l’alloggio del sovrano è svincolato dalla concezione del castello fortificato chiuso ai cittadini. Lo stesso deve invece essere inteso quale emblema dell’ intelligenza e della cultura del suo committente che intende aprirsi alla città di Urbino, capitale del Ducato.

Per aver conservato l’impianto urbanistico risalente alle opere fatte edificare da Federico da Montefeltro durante il periodo del suo governo (ci troviamo in pieno Rinascimento), il centro storico di Urbino, che si compone di tante altre attrazioni artistiche risalenti al ‘400 e di cui non abbiamo potuto parlare dato il poco spazio a nostra disposizione, è stato inserito nel 1998 nella World Haritage List tra i beni italiani che per il loro valore storico artistico partecipano alla composizione del Patrimonio dell’umanità.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

[1] Cfr. BONA CASTELLOTI M., Percorso di storia dell’arte. Dal Rinascimento al Rococò, Milano, Einaudi Scuola, 2004, 86.

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