“La Madonna della Misericordia” di Piero della Francesca arriva a Milano

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La Madonna della Misericordia di Piero della Francesca arriva a Milano

madonna-della-misericordia-piero-della-francesca-per-mostra-milano-natale-palazzo-marino-comune-sala-alessi-tiziana-leopizzi-1Sara visitabile da domani fino all’8 gennaio la ormai tradizionale opera d’arte che nel periodo natalizio occupa la Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano: dopo Rubens, Caravaggio, Raffaello, Canova, Gérard, Tiziano, Leonardo e De La Tour quest’anno è il turno di Piero della Francesca e della sua Madonna della Misericordia. La pala fa parte di un più ampio politico realizzando dall’artista tra il 1445 e il 1455, conservato presso il museo civico di Sansepolcro, in provincia di Arezzo, città natale dell’artista.

Proprio dalla dalla cittadina aretina è però partita la polemica: la pala centrale è stata ricollocata nella sua sede solo ad agosto e questo ulteriore stess non gioca certo a favore quattrocentesca: dunque i cittadini si sono mobilitati con una richiesta di interrogazione regionale affinché l’opera venga riportata a casa al più presto, supportata da una petizione su Charge.org per chiedere al ministro Franceschini e al presidente della Repubblica Mattarella, oltre che a sindaci e sopraintendenze interessate, di intervenire affinché l’opera non venisse spostata. «Questo è un esempio dello sfruttamento intensivo del nostro patrimonio culturale e in particolare dei prestiti d’arte da parte di autorità governative e politiche senza tenere conto del parere degli studiosi, degli storici dell’arte e cittadini» è quanto sostengono i contestatori, che accusano anche di aver interrotto non solo un percorso museale studiato per far comprendere al meglio la figura di Piero della Francesca come quello di San Sepolcro, ma anche di rendere impossibile la comprensione della pala in quanto estratta dal proprio contesto complesso ed imprescindibile.Ma ormai la Madonna con il mantello è collocata a Palazzo Marino.

La città di Milano bisogna però aggiungere, che è pronta a sdebitarsi per il prezzo è prestito, infatti in cambio supporterà in maniera consistente la cittadina di Santosepolcro nella realizzazione di ben due mostre nel 2017, con il supporto di Civita: una, che partirà a febbraio dedicata al celebre critiro d’arte Roberto Longhi, per la quale è previsto l’arrivo da Firenze del Ragazzo morso da un ramarro di Caravaggio, e l’alta al matematico Luca Pacioli in occasione dei 500 anni della scomparsa, alla quale presenterà la Testa di Leda di Leonardo, conservata al Castello Sforzesco, e un dipinto del Giampietrino del Poldi Pezzoli.

piero_pala_della_misericordia_madonna_della_misericordia-678x1024-1Polemiche relative su prestiti di opere importanti sono sempre più comuni, basti pensare agli Uffizi e al suo direttore Schmidt molto contestato anche i prestiti “sconsiderati”, in particolare i 3 Raffaello al Museo Puskin di Mosca, ai quali si aggiunge L’Adorazione dei Magi di Dürer al Museo Diocesano di Milano. Noncurante delle critiche, Schmidt ha già annunciato l’intenzione di eliminare dalla lista degli inamovibili sia degli Uffizi che di Palazzo Pitti, diverse opere: la polemica siamo certi non si farà attendere.

Ma torniamo alla protagonista del Natale milanese: il polittico della Madonna della Misericordia, realizzato da Piero della Francesca per l’omonima confraternita, fu commisionato all’artista nel 1445 per l’altare della chiesa vicino all’ospedale e la sua realizzazione avrebbe dovuto impiegare tre anni. Il Maestro ce ne mise ben 15 per completare la complessa struttura, facendosi pure aiutare da altri artisti (forse Giuliano Amidei), ma il risultato di qualcosa di straordinario. Nell’unione tra la tradizione medioevale del fondo oro e la partecipazione umana e prospettiva di un Rinascimenro che avanza, Maria abbraccia i fedeli e li accoglie metaforicamente sotto il suo mantello. Questa pala che da domani sarà visibile al pubblico milanese, fu pensata da della Francesca per l’abside e perciò così coinvolgente ed umana. La bidimensionalita viene tradita dai primi accenni di tridimensionalità: la grandezza di quest’opera sta nel rappresentare il passaggio epocale che coinvolgerà l’arte come il pensiero, la filosofia e la politica.

 

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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