Nino Rota, eleganza e grazia evocativa delle colonne sonore

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Nino Rota, eleganza e grazia evocativa delle colonne sonore

Nino Rota, eleganza e grazia evocativa delle colonne sonoreIl 3 dicembre 1911 nasce a Milano Nino Rota, uno tra i più rappresentativi e noti compositori di colonne sonore cinematografiche del XX secolo. Con oltre 150 opere musicali per film e una vita artistica dedicata completamente all’arte dei suoni, ha saputo rappresentare e descrivere eleganti melodie all’apparenza semplici, ma che celano al loro interno molteplici significati evocativi ricchi di visioni misteriose. Non a caso, tra le passioni principali di Nino Rota, si riscontrano tematiche esoteriche che certamente lo influenzarono anche nelle composizioni.

Collaboratore e amico fraterno di grandi registi, su tutti Federico Fellini e Renato Castellani, Rota ha messo in musica capolavori del cinema italiano e mondiale, quali Zazá (1944), Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963) e le celebri pellicole Il Padrino seguita da Il Padrino parte II, per la quale vinse anche l’Oscar nel 1975 per la Miglior colonna sonora originale, senza dimenticare il proficuo lavoro svolto anche nell’ambito delle opere liriche e teatrali che rendono Nino Rota uno dei più importantistimati  autori della musica del Novecento.

163948591-c1282a01-a436-4c7e-9296-7915c63ea77eNato e cresciuto in una famiglia di musicisti, sin da piccolo coltiva la passione per la musica, tanto da comporre già all’età di 11 anni il suo primo lavoro. Viene presto notato da un professore del Conservatorio di Milano, dove inizierà i suoi studi, terminati gli anni successivi con il Diploma all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Dopo due anni di importanti studi negli Stati Uniti (1931-1933), torna in Italia con ampie e rinnovate conoscenze musicali, messe subito in pratica con la composizione della colonna sonora del film Treno Popolare. Nel 1950 ottiene il prestigioso incarico di Direttore del Conservatorio di Bari, e dal 1956 lavora come insegnante all’Accademia di Santa Cecilia. Proprio negli anni ’50 sviluppa quel rapporto profondo di stima e amicizia reciproca con Federico Fellini, che lo conducono  a musicare alcune delle maggiori pellicole del maestro cinematografico,  tra cui La Strada (1954), Le notti di Cabiria (1957), La Dolce vita (1960) e 8 ½ (1963).

nino-rota-il-padrinoGrazie al clamoroso successo in patria viene notato e voluto anche oltreoceano, dove riesce a creare collaborazioni prestigiose negli anni ’70 con registi del calibro di Francis Ford Coppola, lavorando alle colonne sonore de Il Padrino una delle saghe cinematografiche più conosciute ed apprezzate della storia del cinema. Riconoscimenti in Italia e all’estero celebrano il genio creativo di Nino Rota, segnando indelebilmente la sua fama eterna nel campo della musica per film. Ma la sua carriera artistica non si riduce solo a questo, anzi. La sua arte compositiva abbraccia infatti molteplici campi sonori, dalle opere liriche, a quelle teatrali, fino al balletto e persino alla televisione. Esempio significativo può essere rappresentato dalla produzione delle musiche per il famoso sceneggiato campione di ascolti in TV Il giornalino di Gian Burrasca (1964 1965), tra cui spicca la canzone Viva la pappa col pomodoro, interpretata da Rita Pavone. La sua leggera ed aggraziata vena creativa si interrompe bruscamente il 10 aprile 1979, quando muore a causa di problemi cardiovascolari nella capitale romana all’età di 67 anni, lasciando un vuoto difficilmente colmabile nel campo artistico e culturale italiano.

Non credo a differenze di ceti e di livelli nella musica: il termine musica leggera si riferisce solo alla leggerezza di chi l’ascolta, non di chi l’ha scritta.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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