La figura di Joseph Conrad tra il mare e lo scontro con la natura

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La figura di Joseph Conrad tra il mare e lo scontro con la natura

Joseph ConradIl 3 agosto del 1924 muore Joseph Conrad, nato Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, scrittore polacco naturalizzato britannico. Conrad è considerato uno dei più importanti scrittori del XX secolo, acuto osservatore ed analizzatore dell’animo umano e della lotta solitaria dell’uomo contro la natura, in particolare il mare, e contro il caso.

Nato in Polonia il 3 dicembre del 1857, Conrad rimase orfano molto presto, a soli tredici anni. Affidato ad uno zio, l’interesse dello scrittore polacco per il mare nacque molto presto, tanto da imbarcarsi a soli diciassette anni con la marina mercantile francese a Marsiglia: visse per alcuni anni una vita avventurosa, rimanendo coinvolto in commerci d’armi e cospirazioni politiche. Nel 1878 si imbarcò con la marina inglese, avendo così modo di imparare la lingua e scoprire (ed apprezzare) classici quali Byron o Shakespeare. La sua esperienza in mare finirà nel 1894, all’età di trentasei anni, quando deciderà di dedicarsi alla letteratura, pubblicando il suo primo romanzo La follia di Almayer nel 1895.

La visione dell’uomo di Conrad è particolarmente cupa, attraversata da un pessimismo di fondo, nato nello scrittore forse anche a causa degli anni passati nella marina e delle situazioni, spesso violente e solitarie, vissute in quel frangente. Che sia dovuto a questo oppure ad una naturale inclinazione di carattere, Conrad comunque presenta un temperamento romantico, tendente alla depressione e alla incertezza, che egli cerca di tenere sotto controllo attraverso un forte moralismo presente in tutti i propri scritti. Ovviamente questa tetra visione del mondo si rispecchia nei personaggi dei suoi racconti, ognuno di esso posto in una situazione di solitudine e scontro con il mondo, alla vana ricerca di una propria appartenenza ad un posto, un luogo specifico. Questa particolare attenzione verso una volontà di relazione, destinata però a fallire, sottolinea la capacità di Conrad di leggere la nuova situazione dell’uomo di fine XX secolo, destinato a perdersi in un mondo sempre più ampio e contemporaneamente sempre più vicino, attanagliato da uno spaesamento e straniamento fisico e mentale, che sarà soggetto di tutta la letteratura novecentesca.

Conrad 3Caratterizzata da un inglese esotico e molto evocativo, che risente dell’essere terza lingua di Conrad, dopo polacco e francese, il capolavoro dello scrittore è sicuramente Cuore di Tenebra, romanzo breve pubblicato nel 1899. L’analisi più basilare dell’opera è quella di una critica al colonialismo, non solo dal punto di vista contemporaneo, cioè nei confronti degli stati europei e della loro colonizzazione dell’Africa, ma anche storico, essendo presenti richiami all’Impero Romano.
È possibile però richiamare una seconda analisi di lettura, cioè una ricerca, da parte del protagonista, del “male”, che egli crederà di trovare nel suo viaggio in Africa ma che si rivelerà essere presente invece proprio a Londra, nel cuore di quel mondo occidentale che decanta la propria evoluzione e moralità.
Conrad compie così una forte critica all’uomo moderno dell’Occidente, che si propone come portatore di giustizia ma che in realtà non è altro che un tiranno che sfrutta le popolazioni indigente soccombendo alla propria volontà di potere.

Eleonora Rustici per MIfacciodiCultura

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