#BeyondtheLyrics – “Bohemian Rhapsody” dei Queen

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#BeyondtheLyrics – Bohemian Rhapsody dei Queen

#BeyondtheLyrics - Bohemian Rhapsody dei Queen
Di Daniele Amurra

Le opere d’arte sono immortali: nonostante passino anni, decenni, secoli, esse riescono ad essere sempre di un’attualità e una forza incredibile, adattandosi continuamente a nuovi ambiente, contesti e trasmettendo messaggi ed emozioni che sfidano il tempo. Quarantun anni dopo, la densa e arcana aura di mistero che avvolge una delle canzoni più importanti della storia del rock, sembra non essere svanita affatto. Anzi, nuove interpretazioni e commenti si aggiungono nell’enorme puzzle che compone Bohemian Rhapsody.

Pubblicata il 31 ottobre del 1975, la canzone è tratto dall’album A Night at the Opera: pur configurandosi all’inizio come una ballata suonata al pianoforte (lo stesso piano usato da McCarteny in Hey Jude), Bohemian Rhapsody si presenta successivamente come un’opera: «È questa la parte dove arriva l’opera!» affermò Freddie Mercury davanti a Roy Thomas Baker, produttore della canzone, dopo aver suonato la prima parte.

Bohemian Rhapsody era una canzone che in effetti volevo da parecchio tempo. […] In verità si tratta di tre diverse canzoni che a un certo punto ho riunito in una sola. Avevo sempre desiderato incidere qualcosa di operistico, qualcosa con un tema iniziale che stabilisce l’atmosfera, per passare poi a un rock che sfocia in una sezione operistica – un’inversione violenta – e poi ritorna al tema.

La “Rhapsody” o meglio, la rapsodia è un componimento musicale libero e variegato e proprio per questo, difficile da descrivere e afferrare. Una struttura senza ritornello che mescola generi molto diversi tra loro: canto a cappella, ballata, assolo strumentale, musica d’opera e hard rock. Cercare di capire e destrutturare la rapsodia del bohémien Mercury rovinerebbe l’incanto dell’opera. Bohemian Rhapsody è un brano che si nasconde, muta, fa sorridere e piangere, suscita una particolare curiosità e affascina continuamente.
Ancora ad anni di distanza Mercury ricordava:

C’è ancora chi mi chiede il vero significato di Bohemian Rhapsody e io rispondo che non lo so. Penso che rovinerebbe il mito e quella specie di mistica che i fan hanno creato. Rhapsody è una canzone con una certa aura fantastica in sé. Ognuno dovrebbe ascoltarla, rifletterci su e poi decidere da solo cosa significa.

maxresdefaultEppure è quasi impossibile non fermarsi e riflettere sul senso di quelle parole, leggere fra le righe lo sguardo enigmatico del suo compositore: cosa ha portato Freddie a scrivere questa canzone, così non convenzionale, così diversa dal solito genere? Cosa voleva comunicarci questo grande artista? Una critica alla pena di morte? La presa di coscienza della propria sessualità? Insomma, esistono tante diverse Bohemian Rhapsody di cui, purtroppo (o per fortuna) non conosceremo mai la verità.

Un povero ragazzo, immerso nel rimorso, cerca una scappatoia, una strada su cui correre lontano e gettarsi alle spalle il passato. Spera in un sogno (o meglio dire, un incubo) da cui risvegliarsi e tornare alla normalità, in quella pacifica situazione in cui tutto era in perfetto equilibrio: perché tutti hanno degli alti e bassi e a tutti può capitare di sbagliare. Eppure non è così: dalla realtà non si sfugge ed ecco allora che quel povero ragazzo si ritrova sul patibolo, ad essere giudicato da un tribunale di sconosciuti e da quella madre a cui implora perdono e pietà.

Proprio come l’opera drammatica trae il proprio nutrimento da quel concatenarsi di eventi negativi, passioni, delitti e tragedie, così Bohemian Rhapsody rappresenta il perfetto dramma del protagonista che è schiavo delle proprie passioni e dei propri istinti, di un uomo che si macchia di un delitto (anche solo metaforico) per poi cercare l’amore e il perdono in quella figura materna che dovrebbe sostenerlo.

Mama, just killed a man, put a gun against his head

Pulled my trigger, now he’s dead, mama

Life had just begun, but now I’ve gone and thrown it all away

L’uomo in questione è Farrokh Bulsara, lo spettro del vecchio “io” che Freddie ha deciso di uccidere per via dei suoi desideri, della propria omosessualità. Il Freddie etero rimane allora una sagoma piccola che continua ad infestare la vita e i sogni del cantante, ossessionato da quello che ha fatto e da ciò che è diventato. La canzone potrebbe considerarsi un tentativo di catarsi, un modo da parte del cantante, di scrollarsi di dosso un Freddie obsoleto e abbracciare un altro, più vero, più autentico.

#BeyondtheLyrics - Bohemian Rhapsody dei QueenMa il tribunale che giudica Freddie non è solo quello terreno, formato da giudici, inquisitori e gente comune dallo sguardo indigato: è anche e soprattutto, quello formato dalle varie religioni. Quella musulmana, quella cristiana, quella dello Zoroastrismo (religione di famiglia): “Bismillah” per esempio, significa letteralmente “In nome di Allah”, “Scaramouch” (masche della commedia dell’arte) metaforicamente vuol dire codardo presuntuoso, “Beelzebub” è uno dei tanti nomi del diavolo. Infine, riferimenti allo Zoroastrismo sono sparsi nell’intera canzone.

«Freddie era una persona molto complessa. Irriverente e divertente in superficie ma con un’anima che arrivava a strane profondità. Della sua infanzia non ha mai parlato molto ma c’è molto di se stesso e delle sue origini in quella canzone», ha raccontato Brian May, chitarrista dei Queen.

Non sapremo mai il reale significato di questa canzone e probabilmente è meglio così: le parole libere, sono il modo migliore per donare vita eterna ad una canzone. Essa non smetterà mai di sorprendere perché ognuno sarà svincolato da uno schema prestabilito e potrà vivere il brano secondo le proprie personali emozioni e il proprio vissuto, probabilmente in maniera completamente diversa da quella per cui Freddie è giunto a crearla.

Quattro decenni dopo, Freddie, Galileo e Figaro sono ancora un mistero. L’unica cosa certa è l’eco di quel vento che, comunque vadalo le cose, continuerà a soffiare.

Is this the real life, is this just fantasy?
Caught in a landslide, no escape from reality
Open your eyes, look up to the skies and see
I’m just a poor boy, I need no sympathy
Because I’m easy come, easy go
A little high, little low
Anyway the wind blows, doesn’t really matter to me, to me

Mama, just killed a man, put a gun against his head
Pulled my trigger, now he’s dead, mama
Life had just begun, but now I’ve gone and thrown it all away
Mama, oooh
Didn’t mean to make you cry
If I’m not back again this time tomorrow
Carry on, carry on, as if nothing really matters 

Too late, my time has come
Sends shivers down my spine, body’s aching all the time
Goodbye everybody, I’ve got to go
Gotta leave you all behind and face the truth
Mama oooh, I don’t want to die
I sometimes wish I’d never been born at all

I see a little silhouette of a man
Scaramouch, scaramouch, will you do the fandango?
Thunderbolt and lightning, very very frightening me
Gallileo, gallileo, gallileo, gallileo
Gallileo figaro, magnifico

But I’m just a poor boy and nobody loves me
He’s just a poor boy from a poor family
Spare him his life from this monstrosity
Easy come easy go, will you let me go
Bismillah no, we will not let you go – Let him go
Bismillah, we will not let you go – Let him go
Bismillah, we will not let you go – Let me go
Will not let you go – Let me go – Never
Never let you go – Let me go, never let me go, oooh
No, no, no, no, no, no, no
Oh mama mia, mama mia, mama mia let me go
Beelzebub has a devil put aside for me, for me, for me

So you think you can stone me and spit in my eye
So you think you can love me and leave me to die
Oh baby, can’t do this to me baby
Just gotta get out, just gotta get right outta here

Ooh yeah, ooh yeah, nothing really matters, anyone can see
Nothing really matters, nothing really matters to me
Anyway the wind blows.

 

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

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