Cosa sarebbe stato il fumetto senza Sergio Bonelli?

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Cosa sarebbe stato il fumetto senza Sergio Bonelli?

Sergio Bonelli e i "suoi" personaggi
Sergio Bonelli e i “suoi” personaggi

Nasceva il 2 dicembre 1932 a Milano Sergio Bonelli. Sì quello della Sergio Bonelli Editore S.p.a., quello dei fumetti made in Italy.

Atipico figlio di papà, figlio di Gian Luigi Bonelli il creatore di Tex (insieme ad Aurelio Galleppini) e fondatore della Sergio Bonelli Editore, tanto per dirne due, Sergio iniziò a lavorare nell’azienda di famiglia, essendo cresciuto, presumiamo, a pane e fumetti, come fattorino e magazziniere. Solo dopo una lunga gavetta iniziò a rispondere alle lettere dei lettori.

Nel 1957 subentrò alla madre, Tea Bertasi in Bonelli, nella direzione della casa editrice Araldo, quella che poi diventerà per l’appunto la Sergio Bonelli Editore, che all’epoca era già una delle case editrici di fumetti più importanti in Italia. In quegli anni i fumetti erano pubblicati a “strisce”, fu proprio la Araldo a ideare quello che è tutt’ora chiamato “formato Bonelli“: albi in bianco e nero composti da storie lunghe che vanno dalle 96 alle 300 pagine. Nel 1958 Sergio Bonelli firma la sua prima creazione come sceneggiatore, Un Ragazzo nel Far West, con lo pseudonimo Guido Nolitta.

bonelli-1Nel 1961, sempre con lo pseudonimo Guido Nolitta, firma la sceneggiatura di Zagor, serie tutt’ora edita, ma dovremo aspettare il 1975 per veder nascere Mister No, la creazione prediletta della mente di Sergio Bonelli alias Guido Nolitta. In piena epoca spaghetti-western la firma di Nolitta è in un albo ambientato nell’esotica Amazzonia degli anni ’50. Altra peculiarità di Mister No fu senza alcuna ombra di dubbio la caratterizzazione del personaggio: è il primo antieroe bonelliano, il padre putativo di Dylan Dog, di Martin Mystère e Nathan Never, anch’essi fortunati personaggi bonelliani.

Ma tornando a ZagorMister No, è dalla creazione di questi due personaggi che viene fuori il fiume artistico di Sergio Bonelli: Zagor trascende le ambientazioni realistiche per portare il lettore in un mondo fantastico come mai prima aveva saputo fare Tex, e la sua spalla Cico è l’apripista di tutto un ciclo di spalle tanto improbabili quanto irreali quali il Groucho di Dylan Dog e tanti altri. Nel personaggio di Mister No possiamo, invece, leggere i suoi conflitti esistenziali, i suoi dubbi, le sue paure e le sue incertezze, altro che l’eroe tutto d’un pezzo stile Tex!

6a00d8341c684553ef017ee3c36820970d-pi-1Un’ennesima nota di merito va a Sergio Bonelli per aver creduto e per aver quindi editato Dylan Dog, serie che ha saputo farsi conoscere e apprezzare in Italia e all’estero.

Nel 2007 l’Università la Sapienza di Roma insignì Sergio Bonelli con una Laurea Honoris Causa in Scienze della Comunicazione, nel 2008 il comune di Milano lo premiò con l’Ambrogino d’oro.

Morto a Monza il 26 settembre 2011, adesso Sergio Bonelli riposa nel cimitero monumentale di Milano.

Giuseppe Del Fiacco per MIfacciodiCultura

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