Nel 2017 Torino ospiterà FLAT, la prima fiera italiana del Libro d’Arte

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Nel 2017 Torino ospiterà FLAT, la prima fiera italiana del Libro d’Arte

Beatrice Merz, Mario Petriccione, Chiara Caroppo
Beatrice Merz, Mario Petriccione, Chiara Caroppo

Dal 10 al 12 novembre 2017 Torino ospiterà la prima edizione di FLAT, acronimo di Fiera Libro Arte di Torino, una mostra interamente dedicata all’editoria d’arte internazionale.
L’iniziativa è stata lanciata al Center for Italian Modern Art  (CIMA) di New York – partner della manifestazione insieme a Lavazza e Fondazione Merz – durante la settimana della NY Art Book Fair, nel settembre di quest’anno. La presentazione ufficiale, invece, si è tenuta durante la fiera torinese Artissima, in concomitanza con la quale si terrà nel 2017 la Fiera Libro Arte Torino.
La manifestazione sarà ospitata all’interno del nuovo Headquarters Lavazza, in uno spazio di circa 4mila metri quadrati. L’area  – firmata dall’architetto Cino Zucchi – sarà operativa dall’inizio del 2017 e dedicata agli eventi pubblici.

Ad illustrare il nuovo progetto sono stati gli ideatori Beatrice Merz, presidentessa della Fondazione Merz – partner culturale di FLAT -, nonché ex direttrice del Castello di Rivoli, la curatrice Chiara Caroppo e Mario Petriccione, responsabile del Dipartimento Educazione della Fondazione: l’obiettivo principale è quello di «dar vita a uno spazio dove promuovere il meglio della produzione internazionale di cataloghi di mostre, monografie, saggi, libri d’artista, edizioni rare, out of print e magazine».

it-1Il punto centrale della Fiera Libro Arte Torino è quindi proprio quello di andare a creare un “palcoscenico” per un genere che, almeno in Italia, attualmente non ha il giusto rilievo, soprattutto dopo la fine dell’esperienza di ArteLibro a Bologna. La fiera non vuole, però, solo colmare questo vuoto. FLAT nasce infatti con l’intendo di andare ad aggiungersi ai tanti appuntamenti mondiali dedicati al libro d’arte e d’artista, e rappresenta, come sottolineato dai promotori dell’evento, un’occasione per portare anche in Italia una rassegna internazionale che attiri artisti come tecnici del settore nel nostro paese, luogo notoriamente culturalmente vivace ed aperto.

La fiera si propone di avvicinare il grande pubblico alla cultura del libro d’artista, dare incentivi all’editoria d’arte e proporre spunti di analisi e  riflessione sullo stato di quest’ultima, il tutto tramite presentazioni, workshop e mostre studiate nei minimi dettagli: il libro si fa promotore della cultura contemporanea e allo stesso tempo diventa vera e propria opera d’arte.

Gli ideatori del progetto non hanno intenzione di lasciare nulla al caso, e, ad un anno dalla manifestazione affinché ogni cosa sia gestita al meglio, non esitano a confrontarsi con le esperienze delle altre fiere internazionali, tra cui NY Art Book Fair, Offprint Paris e Miss Read a Berlino, per citarne alcune.

Coltiviamo l’ambizione che dopo la visita a questa mostra/fiera, nessuno più possa dire la solita frase “io d’arte non m’intendo”, perché qui potrà conoscere e sfogliare tutta l’arte e vedere esposte, per la prima volta anche in Italia, delle opere d’arte vere e proprie in forma di libro.

logo-flat-lawrence-weiner-590x456-1Questa è l’interessante visione delle finalità dell’evento che ha fornito Liliana Dematteis, gallerista e collezionista torinese, membro del Comitato Scientifico della manifestazione, che rappresenta uno dei grandi punti di forza di FLAT. Il Comitato Scientifico è composto, infatti, da grandi personalità nel campo dell’editoria e dell’arte contemporanea: oltre a Liliana Dematteis e l’artista newyorcheseLawrence Weiner, che ha realizzato il logo della rassegna, comprende anche Richard FloodDavid Senior, Ken Soehner.

Sostenute dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, sono previste inoltre due iniziative legate alla manifestazione, ovvero il Premio FLAT e il Fondo Giorgio Maffei: il primo andrà un artista che dovrà realizzare un progetto editoriale di rilievo l’anno successivo, mente il secondo permetterà l’inserimento in un centro museale torinese delle più meritevoli opere presenti in fiera.

Insomma, laddove ormai non si fa altro che parlare di crisi della carta stampata e polemizzare attorno al Salone del Libro, nell’epoca dell'”ormai non si legge più”, questa fiera ha tutte le potenzialità per diventare un fiore all’occhiello per quanto riguarda gli eventi dedicati all’editoria, nonché un attesissimo e graditissimo appuntamento annuale. Per il momento sembrerebbe avere tutte le carte in regola.

 

Alessia Aiello per MIfacciodiCultura

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