Arte e natura secondo Beuys: “La Tenda Verde” al Pav di Torino

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Arte e natura secondo Beuys: La Tenda Verde al Pav di Torino

beyus-i-like-america-and-america-likes-me-1974-1L’ideologia di Joseph Beuys e il suo concetto ampliato di ecologia sono legati da un filo indissolubile e la mostra ospitata al Pav di Torino La Tenda Verde è a tal proposito illuminante. Infatti si colloca come terzo capitolo ideale di una trilogia che sottolinea il rapporto tra pratica artistica e coscienza ecologica.

Joseph Beuys (Krefeld 1921 – Düsseldorf 1986) rappresenta un vero e proprio pilastro per l’arte contemporanea: ancora oggi siamo affascinati della sua emblematica personalità e dai suoi “concetti” artistici. La storia personale di Beuys è strettamente connessa allo sviluppo della sua arte, episodio fondamentale della vita dell’artista che lo porterà ad un legame profondo con la natura, è stato il suo salvataggio da parte di nomadi a seguito di un incidente. Questi trovandolo moribondo e semi-congelato lo hanno avvolto in un panno di feltro e grasso: da questa esperienza Beuys trarrà l’ispirazione che lo ha accompagnato durante tutta la sua attività artistica volta
alla spiritualità. Sciamano dell’arte, ha sempre ricercato nelle sue opere l’armonia umana, imprescindibile dal rapporto con la natura. Il suo essere estremamente concettuale, introspettivo, inedito nelle azioni e radicale nelle visioni lo ha portato alla concezione di un’arte totale. L’arte che diventa vita.

joseph-beuys-in-occasione-di-7000-querce-1L’esperienza fluxus negli anni ’60 ha definito in Beuys la voglia di prescindere dal linguaggio artistico definito e di seguire, semplicemente, il flusso. Il flusso delle cose, delle azioni, delle emozioni restituendo un senso solamente alla fruizione sociale dell’arte.
Ogni uomo è un artista” secondo lui ed è una concezione piuttosto democratica che trova riscontro nell’attualità. Ciò che più caratterizza Joseph Beuys è però la sua ideologia, tipicamente europea, opposta al positivismo americano del tempo. Dove la Pop Art enfatizza le chiavi del successo americano, il Concettuale europeo vive una crisi di coscienza. Secondo l’artista tedesco solo la rinascita spirituale può combatterla, dunque è nello sciamanesimo che vuole ritrovare se stesso. L’importanza di un dialogo costante e profondo con la natura è il fulcro delle sue opere.

Beuys è stato uno dei fondatori del movimento dei Verdi in Germania, la nazione che per prima ha trovato momenti di coesione politica nei confronti di attività ecologiche. Questa visione nei confronti della natura ha dato vita ad una delle sue opere più significative, 7000 querce, una scultura non convenzionale che fu posta davanti al museo Federiciano di Kassel in occasione della grande esposizione Documenta: 7000 pietre di basalto acquistabili da chiunque avesse voluto contribuire alla piantagione di una quercia (1 pietra uguale 1 quercia). L’operazione si concluse purtroppo nel 1987, anno della morte dell’artista, ma ci ha lasciato comunque un messaggio indimenticabile. Beyus ci ha insegnato a trovare nella natura la nostra vera essenza e a non prescindere mai da essa. È nel triangolo uomo-arte-natura che fonda la sua visione artistica.

Ovunque in futuro si dovranno innalzare tende verdi su tutto il pianeta! Dovranno essere le incubatrici di una nuova società.

domus_05_la-tenda-verde-pav-1Questo è l’appello di Beuys che accompagna nel 1980 la nascita del partito. Il tendone verde da lui allestito in piazza a Düsseldorf è il punto di riferimento della sua campagna elettorale: la mostra, che prende il titolo da questo evento, vuole rendere omaggio all’autore della scultura sociale nel luogo fondato da Piero Gilardi, primo autore di Beuys in Italia. Nell’esposizione sono presentate tutte le operazioni artistiche che a partire dagli anni ’70 hanno rappresentato la sua visione ecologica consapevole indissociabile da una rivoluzione ambientale.

La Tenda Verde (Das Grüne Zelt)
a cura di Marco Scotini
PAV – Parco Arte Vivente, Torino
Dal 5 novembre 2016 al 19 marzo 2017

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

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