Gaetano Donizetti, musica e opere in nome della patria

0 1.825

Gaetano Donizetti, musica e opere in nome della patria

Donizetti_degrada164Gaetano Donizetti (Bergamo, 29 novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848) è stato uno dei più importanti e apprezzati compositori d’opera. Grande musicista e uomo del periodo risorgimentale, egli riuscì ad infiammare gli animi degli italiani grazie al suo teatro musicale e al melodramma, diventando ben presto simbolo e modello per l’unità del nostro paese, alla pari di Rossini e Verdi. La sua è stata una vita frenetica e movimentata, ricca di clamorosi successi e cocenti delusioni artistiche. Scrittore di musica anticipatore di un’epoca sull’orlo di un cambiamento rivoluzionario politico e sociale,  ha saputo comunicare con le proprie opere quel senso di coraggio e libertà poi tradotto nei moti rivoluzionari europei del 1848, anno  in cui morirà, dopo una lunga malattia che lo segnerà profondamente fisicamente e mentalmente.

Gaetano Donizetti nasce a Bergamo da una famiglia modesta, priva di interessi musicali, ma nonostante ciò il padre è convinto che la musica possa aiutare il figlio a trovare un lavoro redditizio. A 8 anni il piccolo entra nelle scuole caritatevoli della città dove studia canto e cembalo. Dopo poco tempo alcuni finanziatori dell’Istituto chiedono di allontanarlo perché ritenuto vocalmente insufficiente, tuttavia il direttore Mayr è convinto del suo talento e correggendo alcune regole gli permette di continuare gli studi, prendendolo sotto la sua ala protettrice. L’influenza e le conoscenze della tradizione musicale classica di Mayr risulteranno fondamentali per la carriera di Donizetti.

1417957116_905519_984933408183929_2676032339947541101_o
Anna Bolena

Il giovane arriva nel 1822 all’attenzione del pubblico del Teatro Argentina di Roma con l’opera Zoraida di Granata. La rappresentazione è molto importante perché anticipa e traccia le caratteristiche della sua evoluzione artistica. Agli inizi dell’Ottocento la figura del compositore assume un cambiamento significativo, da lavoratore artigiano diventa professionista e intellettuale, e il musicista bergamasco diviene emblema di questa nuova concezione.
Dopo il successo romano, Donizetti viene chiamato da Rossini al Teatro San Carlo di Napoli, affidandogli il ruolo di direttore musicale, il suo primo incarico importante. Il palcoscenico e l’esperienza napoletana, durata ben 16 anni fino al 1938, consacreranno il definitivo successo italiano e internazionale del compositore, grazie a magnifiche opere quali Lucia di Lammermoor (1835), Anna Bolena (1830), Elisir d’amore (1832), Lucrezia Borgia (1832) e Maria Stuarda (1834), passando con straordinaria disinvoltura dal genere serio a quello buffo, in uno scambio profondo tra cultura popolare e il melodramma tradizionale.

lucia_600x400
Lucia di Lammermoor

L’esperienza di Napoli si chiude però con una grossa delusione: la messa in scena del Poliuto viene stroncata dalla critica e il musicista decide di lasciare l’Italia e trasferirsi a Parigi, capitale più moderna e liberale. Qui Donizetti è amato e stimato dal pubblico francese, accolto con favore dagli esuli mazziniani e seguito dallo stesso Mazzini, che nelle sue opere, in particolare il Marin Faliero e Anna Bolena, vede chiari simboli di libertà e identità del popolo italiano. Mazzini è colpito dal compositore e dai suoi lavori gli invia un soggetto, ma Donizetti a causa della sifilide che lo ha colpito nell’animo  e nel fisico da ormai diverso tempo, è incapace di lavorare e scrivere. Nel 1846 il compositore, in preda alla pazzia causata dalla malattia, viene rinchiuso nel manicomio di Ivry – Sur – Seine dove rimarrà per due anni. Uscito nel 1848, grazie all’aiuto del nipote, riuscirà a tornare nella propria città natale e passare gli ultimi mesi di vita accudito da parenti e amici.

Sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, Gaetano Donizetti è divenuto nel corso dell’Ottocento figura dominante della cultura romantica europea e dalla seconda metà del secolo scorso sono numerosi i musicisti, i direttori d’orchestra e gli artisti che hanno interpretato e reso omaggio al grande compositore bergamasco. A lui sono inoltre dedicati il prestigioso Conservatorio e il Teatro di Bergamo.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.