Back toDay. 29 novembre

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Back toDay. 29 novembre

220px-gaetano_donizetti_2Eccezion fatta per la drammatica auto-defenestrazione del sommo Monicelli (avvenuta sei anni fa), il 29 novembre ha la pessima abitudine di uccidere alcuni pezzi indispensabili dell’identità culturale italiana.

Forte del fatto di averci regalato Gaetano Donizetti nel lontano 1797, questa data ha pensato bene di portarsi via uno degli ultimi (o forse l’ultimo) grandi operisti “blockbuster” italiano: Giacomo Puccini (1858-1924), morto – come noto – prima di ultimare la sua Turandot, per la quale sono stati proposti due finali, quello “tradizionalista” di Franco Alfano e quello commissionato a Luciano Berio, che lo ultimò nel 2001. Di lì a poco sarebbe morto pure lui. Insomma, Turandot non era bella e crudele solo con i principi che commettevano l’errore di tentare di risolvere i suoi enigmi.

Tornando alle altre indispensabili “vittime” del 29 novembre, un anno esatto dopo Puccini, morì anche Eduardo Scarpetta (1853-1925), drammaturgo a cui si deve una sterminata figliolanza, sia per quanto riguarda le sue creazioni, sia per quanto riguarda le sue “criature” (i fratelli De Filippo, per cominciare).

Esempio cretino: con che cosa le pizzerie decorerebbero le loro pareti, se non ci fossero le foto di Totò che si cala in bocca un pugno di spaghetti? Gli scatti ovviamente sono tratti da Miseria e nobiltà (1954), film di Mario Mattoli ispirato all’omonima commedia di Scarpetta, cui chiaramente i pizzaioli dovrebbero dedicare un altare, assieme a quelli dello stesso Totò e della Loren.

VederVi strafocare / (scusate, Vostra Altezza*)

a un metro dal mio piatto / è un poco una schifezza.

[*Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio]

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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