#ArtSpecialUNESCO – Piazza del Duomo di Pisa, ovvero Piazza dei Miracoli

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Oggi torniamo in Toscana (ci eravamo, infatti, già imbattuti nel centro storico di Siena, sito UNESCO dal 1995) per occuparci di uno dei luoghi più rilevanti dell’arte romanica italiana, nonché meta turistica principale della città di Pisa: Piazza del Duomo.

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Battistero costruito sulla base del progetto di Diotisalvi e successivamente modificato da Nicola e Giovanni Pisano, Piazza del Duomo, Pisa

Detta anche Piazza dei Miracoli da quando Gabriele d’Annunzio nel romanzo Forse che si, forse che no del 1910, si riferì alle strutture, che il grande prato verde accoglie, definendole “miracoli” – la stessa si è conservata secondo l’impianto medioevale che possiamo far risalire ad un periodo che va dall’XI al XIV secolo.
La piazza iniziò ad assumere l’attuale sistemazione quando, nel 1063, furono avviati i cantieri per l’edificazione del Duomo che, contrariamente alla tradizione (che voleva la costruzione del Duomo in pieno centro urbano), fu concepito in una zona periferica rispetto alla posizione che all’epoca la città di Pisa occupava.

Se all’architetto Buscheto dobbiamo attribuire la progettazione originaria della pianta, all’architetto Rainaldo, che vi mise mano solo a partire dalla metà del XII secolo, deve riconoscersi il merito non solo di aver allungato le navate, ma anche di aver ampliato il transetto ed aver rifatto la facciata esterna.

All’interno del Duomo, Buscheto si dimostra da un lato attento ai modelli classici e paleocristiani, mentre dall’altro svolge una riflessione sui caratteri dell’arte romanica lombarda e su quelli dell’architettura orientale. Infatti la pianta longitudinale culminante in transetto è quella tipica delle basiliche paleocristiane, mentre le colonne di ordine composito rappresentano un’ eco del mondo greco. Il richiamo all’arte romanica lombarda si rinviene nella presenza delle cinque navate, mentre la cupola a pianta ovale, inserita nel transetto e culminante in un bulbo, è espressione delle influenze orientali.

La grande novità fu tuttavia elaborata da Rainaldo per la facciata esterna. Decidendo di moltiplicare il motivo lombardo delle loggette pensili in quattro ordini sovrapposti, l’architetto rese più leggera la superficie esterna del Duomo dando luogo ad un dato strutturale e ornamentale dalla resa architettonica molto efficace. Questo ingegnoso espediente è stato poi riproposto negli altri edifici occupanti la piazza. Possiamo così ammirare il medesimo ornamento nel Battistero e nella Torre Pendente.

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Torre di Pisa in Piazza Duomo

La costruzione del Battistero cominciò nella metà del XII secolo, secondo il progetto in stile romanico dell’architetto Diotisalvi. Fu tuttavia terminata da Nicola e Giovanni Pisano che, apportando delle modifiche al progetto originario, inserirono nella cupola emisferica e nella loggia elementi dello stile gotico. All’interno del Battistero è possibile ammirare il Pulpito eseguito da Nicola Pisano tra il 1257 e il 1260. L’artista, rifiutando la tipica forma quadrangolare, decise di optare per un pulpito a pianta esagonale i cui rilievi scultorei raccontano gli eventi principali della storia di Cristo.

I lavori per la Torre Pendente, divenuta simbolo della città e che doveva fungere da Campanile del Duomo, iniziarono nel 1173, sulla base del disegno dell’architetto Bonanno Pisano e terminarono due secoli dopo. Già durante la prima fase di costruzione la torre presentava i problemi di cedevolezza che ancora oggi la contraddistinguono. Nel tentativo, infatti, di recuperare la preoccupante inclinazione, Giovanni Pisano  e Giovanni di Simone (che furono a capo dei lavori a partire dal 1275) fecero costruire gli ultimi tre piani con pendenza opposta rispetto a quella dei piani inferiori. Questo, come i successivi interventi non servirono ad arginare del tutto il problema: attualmente la torre è inclinata verso sud di 4 gradi rispetto alla verticale.

Infine il Campo Santo, la cui costruzione fu l’ultima ad essere iniziata nel XIII secolo, accoglie un cimitero monumentale, ideato da Giovanni di Simone come grande recinto marmoreo – decorato con 43 archi ciechi – all’interno del quale si apre un lungo chiostro in stile gotico fiorito.

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Piazza del duomo ripresa da un drone

Le espressioni del romanico pisano osservabili negli edifici che compongono Piazza dei Miracoli, influenzarono l’architettura dei luoghi religiosi di numerose altre città toscane. Evidenti riferimenti sono quindi da osservare nel Duomo di Pistoia, così come nella Chiesa di San Frediano e nel Duomo di San Martino a Lucca, ed anche nella Chiesa di Santa Maria della Pieve ad Arezzo.

Per la particolare omogeneità stilistica che non solo conferisce grande monumentalità alla visione d’insieme di questo importante polo religioso, ma che fu anche motivo di ispirazione per la coeva e successiva arte medioevale, il Comitato dell’UNESCO inserì l’intero complesso della Piazza nella lista dei beni patrimonio dell’umanità nel 1987.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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