Vanessa Beecroft e lo sguardo provocatorio del femminile

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Vanessa Beecroft e lo sguardo provocatorio del femminile

vanessa-beecroft-1Si conclude domani presso gli appartamenti del Principe di Palazzo Reale a Milano l’esposizione monografica dell’artista Vanessa Beecroft Polaroids 1993.2016, all’interno della prima edizione del Photo Vogue Festival.

Vanessa Beecroft (Genova, 1969), di madre italiana e padre britannico, trascorre l’infanzia sul Lago di Garda e nel 1993 si laurea in Pittura presso l’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova e in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Già nel 1994 viene realizzata presso la galleria Fac-Simile di Milano la sua prima personale, punto di inizio di una fortunata carriera che è ad oggi in costante evoluzione.

Vanessa Beecroft, che attualmente vive a Los Angeles, rappresenta una vera e propria punta di diamante dell’arte contemporanea. A partire dalla strutturazione del suo percorso di studi e fino alle scelte artistiche attuali, al centro dell’operato della Beecroft spicca l’attenzione per una profonda multidisciplinarità. Vanessa Beecroft lavora infatti con le immagini ad ampio raggio, sperimentando le tecniche più variegate, dal disegno alla pittura, dalla fotografia al video. Il fulcro della sua ricerca artistica è però uno soltanto: la performance.

Le performance di Beecroft, documentate di volta in volta con fotografie e video, ci appaiono come dei veri e propri tableaux vivants. Al loro interno si animano personaggi femminili talvolta nudi, talvolta ricoperti da sottili veli o strati di colore, che seguono precise regole prestabilite dall’artista stessa. Il risultato è un connubio perfetto tra coreografie, musiche, luci e colori.

Vanessa Beecroft indaga l’identità della donna, addentrandosi sempre più nel profondo dell’animo femminile attraverso lo sguardo: si originano così ritratti fortemente provocatori e innovativi. Ciò che traspare è la volontà della Beecroft di ridare valore al soggetto femminile, che nella cultura moderna diviene spesso oggetto. L’artista infatti restituisce una nuova fisicità al corpo della donna. Siamo soliti pensare che sia lo sguardo maschile a dover definire il corpo femminile: Vanessa Beecroft restituisce alla donna il suo corpo. Restano così soltanto sguardi di donne che si relazionano con altre donne, e l’entità maschile viene sradicata completamente dalla scena. Vanessa Beecroft è stata definita “una femminista moderna“: è attenta, provocatoria, senza mezze misure. Profondamente legata alla cultura classica, l’artista crea delle muse personali, ninfe moderne che comunicano con un linguaggio totalmente personalizzato, legato al mondo della comunicazione digitale.

vb_flaunt-_3-285x357-1La critica alla fragilità dell’immagine digitale ci appare come un effimero flusso informazionale in contrasto con il corpo fisico dell’essere umano. Anche questa tematica diventa a sua volta spunto di riflessione critica sul corpo della donna nel mondo della moda di oggi.

Gli ingrandimenti delle Polaroid esposte a Palazzo Reale, grazie ad un meraviglioso allestimento, paiono farsi nuovamente performance. Le immagine e le coloratissime tappezzerie delle stanze principesche, grazie all’effetto specchio creato da lastre di plexiglas, diventano un tutt’uno. Gli specchi presenti nelle sale creano giochi di profondità e sdoppiamenti, il contrasto tra la carta, il tessuto, il vetro e la plastica, tutti elementi fortemente materici, e l’inconsistenza effimera e fluttuante degli alienati corpi femminili rappresentati dalla Beecroft è interessantissimo.

Una collaborazione, quella tra Vanessa Beecroft e Vogue che ha funzionato alla perfezione. Il risultato è meravigliosamente luminoso e segna ancora una volta il forte ed evidente desiderio di Vogue di legare sempre più moda e fotografia artistica di altissimo livello.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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