La urban art di David de la Mano alla Wunderkammern di Milano

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La urban art di David de la Mano alla Wunderkammern di Milano

La urban art di David de la Mano alla Wunderkammern di MilanoLatitude non è soltanto una definizione, geografica ma il titolo di una mostra tutta incentrata sul fenomeno dell’urban art di David de la Mano (1975, Salamanca). Il ritrovo è la Wunderkammer di via Ausonio a Milano, galleria di arte nota per l’inclinazione verso artisti emergenti e il protagonista è un giovane e poliedrico artista spagnolo. Si tratta della prima personale italiana dedicata a de la Mano ed è incentrata soprattutto sulla pittura.

David de la Mano è uno dei più importanti esponenti dell’urban art, arte di strada di pubblica appartenenza, e si auto-definisce un artista poliedrico. Le sue opere infatti spaziano dal disegno alla scultura sottolineando l’immensa libertà creativa che questi strumenti sono in grado di offrire. Ha iniziato la sua carriera negli anni ’90 creando progetti per opere di land art, installazioni e sculture nello spazio pubblico, mentre dal 2008 la sua attenzione si è focalizzata sui dipinti murali. De la Mano ama sperimentare diverse tecniche, cercando di esprimere, attraverso l’acrilico, l’acquerello o il collage un linguaggio essenziale. Da ciò ne deriva una propensione verso l’aspetto minimal delle “situazioni” rappresentate caratterizzate quasi tutte dall’uso monocromatico del nero.

La urban art di David de la Mano alla Wunderkammern di MilanoLe opere di David de la Mano sono estremamente poetiche, riflessive e lasciano trasparire sentimenti mai superficiali. L’utilizzo del colore scuro, su tela bianca, ed i piccoli segni stilografici trasformano le opere in vere e proprie poesie visive: i suoi dipinti appaiono come riflessi simbolici della condizione umana, piccole storie raccontate attraverso una pittura che dà vita a singole figure antropomorfe. Queste si accumulano e si uniscono in modo eterno.
La condizione umana è il leitmotiv delle sue creazioni. Gli individui diventano massa e viceversa: è come se i sogni, le ambizioni, le paure, i vizi, le speranze e i conflitti interiori di ognuno di noi fossero impressi su tela senza distinzione ma poi cercassero comunque una singolarità.

wk_daviddelamano_latitude_invitation_front_lr-1Latitude non è soltanto una definizione geografica ma una riflessione sul concetto di latitudine inteso come la ricerca di emozioni legate e dettate dal corpo. Nelle opere di David de la Mano la latitudine non è un punto specifico ma un punto indeterminato tra origine e destinazione, uno strumento di mediazione tra azione attiva e passiva. A tal proposito interessante è l’intuizione di Henri Bergson che considera il corpo come “un semplice strumento dell’azione pratica di una coscienza spirituale“: partendo da questo pensiero possiamo quindi affermare che il corpo è legato al movimento ed è il mezzo privilegiato da questo per esprimere delle emozioni altrimenti impossibili.

I personaggi dei dipinti di David de la Mano sembrano raccontare, attraverso la loro capacità di vivere su tela, gioie e dolori di un tempo che ci appartiene. I racconti che l’artista è in grado di rappresentare sono a metà tra l’incubo e la fiaba: creature malefiche dotate di armi, code e orecchie a punta si mescolano a figure umane. Il contrasto dettato dal bianco e nero probabilmente enfatizza questa antitesi e trascina lo spettatore alla riflessione sulla propria condizione umana. La malinconia sembra essere parte integrante di questi lavori e il rimando all’infinito ci indirizza ad interrogativi quasi irrisolvibili.

I demoni che vivono in ognuno di noi sono davvero così impossibili da combattere?

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

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