“Dalí Experience”, l’interattiva mostra bolognese dedicata al genio catalano

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Dalí Experience, l’interattiva mostra bolognese dedicata al genio catalano

Alice in Wonderland 1977-84 © I.A.R
Alice in Wonderland 1977-84 © I.A.R

Inaugura oggi al Palazzo Belloni di Bologna, la mostra Dalí Experience, che ospiterà realizzazioni inedite dell’artista catalano Salvador Dalí fino al 7 maggio 2017.

L’esposizione è stata organizzata da con-fine Art, azienda specializzata nella produzione, organizzazione e realizzazione di mostre che ha l’intento di creare nuovi format espositivi nei quali la multimedialità diventi un supporto necessario ed indispensabile: la mostra si sviluppa seguendo questa linea, attraverso un percorso espositivo interattivo che mira al coinvolgimento totale dello spettatore, eliminando così quelle barriere che sono solite crearsi tra quest’ultimo e l’opera.

Le sale affrescate del Palazzo ospiteranno circa 200 opere provenienti dalla Collezione “The Dalí Universe”, di cui ben 22 sculture museali, una decina in vetro realizzate alla fine degli anni ’60, 12 Gold objects e più di 100 illustrazioni tratte da 10 libri illustrati. Il tutto completato è da istallazioni interattive che permetteranno allo spettatore di immergersi nel mondo onirico di Salvador Dalí e poter ricevere così un messaggio emozionale, piuttosto che didascalico. Il risultato è un viaggio attraverso la multi-dimensionalità ottenuto sia grazie alla bidimensionalità delle grafiche, sia alla tridimensionalità delle sculture ma, soprattutto, grazie all’introduzione della quarta dimensione virtuale, resa grazie all’allestimento di installazioni con videoproiezioni 3D stereoscopiche da vedere con occhialini appositi.
Il mondo classico, rappresentato dall’eleganza e la sontuosità degli interni di Palazzo Belloni, si sposa dunque con un metodo più pop di rappresentazione che permette una visione più completa della figura eclettica e poliedrica di Salvador Dalí.

loop_dali_arDalí Experience si snoda su tre concetti fondamentali: l’Esperienza attiva dello spettatore, il Rapporto diretto di questo con la città ed il Contenuto inedito che qui viene presentato dell’artista catalano. La mostra non si limita, infatti, agli spazi interni di palazzo Belloni, ma si apre e si sviluppa per tutta la città di Bologna, ramificandosi fino alla periferia. Questo gioco di opposizioni tra interno-esterno, reale-virtuale, online-offline, altro non è che la ripresa di quel gioco di opposizioni che ritroviamo anche in tutta la produzione daliniana: la dimensione onirica che prima si presenta paranoica e delirante, diviene poi epifania e sinonimo di genio dal carattere visionario.

Affermano i membri di con-fine Art:

L’idea, e la sfida, è di ripensare i luoghi espositivi come contenitori fluidi all’interno e aperti verso l’esterno, in osmosi con il territorio centri propulsori dai quali la cultura si espande in maniera centrifuga, coinvolgendo la città per renderla partecipe e protagonista.

La mostra si apre con la scultura museale in bronzo Alice in Wonderland raffigurante, appunto, la piccola Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, delineata qui da linee morbide e sinuose, in cui le parti nude del corpo, del volto e delle mani assumono le fattezze della flora e della vegetazione. A seguire, la porta-libro che collega la prima sala alla seconda ci introduce in uno spazio dedicato ad un’installazione multimediale raffigurante gli occhi tratti dal film di Hitchcock Io ti salverò che, insieme agli specchi posti sul soffitto, provocano un gioco di continui sguardi e rimandi tra specchio, occhio e visitatore.
Seguono poi le sale dedicate alle illustrazioni realizzate da Dalí relative ad alcuni grandi classici della letteratura, tra i cui ricordiamo quelle di Alice in the Wonderland, Il bestiario di La Fontaine, il Decameron di Boccaccio, L’Arte di amare di Ovidio e Gargantua e Pantagruel di François Rabelais.
Lungo tutto il percorso espositivo troviamo inoltre le realizzazioni in oro dell’artista, le sue piccole e grandi sculture museali e le sculture di cristallo.

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L’arte di amare, 1979

Possiamo quindi osservare come l’intento di questa mostra non sia soltanto quello di rendere per la prima volta partecipe, attivo e necessario lo spettatore all’interno della realizzazione tessa del progetto, ma anche quello di ridonare luce ed importanza ad una parte della figura di Dalí spesso lasciata in ombra dalla talvolta eccessiva importanza attribuita alla figura del Dalí superstar. All’interno delle sale infatti ci viene mostrato l’artista catalano ora in qualità di scultore, ora in quella di illustratore, ora in quella di artigiano, capace però di conservare sempre quel suo carattere visionario e surrealista che tanto lo ha reso famoso, enigmatico e soprattutto amato.

Dalí Experience
a cura di Loop
Palazzo Belloni – Bologna
Dal 25 novembre 2016 al 7 maggio 2017

Martina Baronti per MIfacciodiCultura

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