Giorgio de Chirico e Giulio Paolini in mostra al CIMA di New York

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Giorgio de Chirico e Giulio Paolini in mostra al CIMA di New York

th__news_new_york_2016_4_20161031184832-1Anche quest’anno i visitatori vengono accolti al Center for italian Modern Art, situato in uno splendido loft di Soho, con un buon caffè espresso offerto nelle coloratissime tazze Pantone. Ad accoglierli nella splendida cucina, le opere di Giulio Paolini e Giorgio De Chirico: la mostra di questo autunno è dedicata a un dialogo rivoluzionario che per la prima volta vede insieme le opere di questi due artisti. Fino al 24 giugno sarà possibile, prenotando con molto anticipo, partecipare alla visita guidata dell’esposizione Giorgio de Chirico – Giulio Paolini / Giulio Paolini – Giorgio de Chirico, accompagnati tra le sale del museo da uno dei fellows che il CIMA ospita in questi mesi invernali. Ogni anno infatti vengono assegnate delle borse di studio a giovani storici dell’arte e non solo, di diverse nazionalità. L’intento del programma è quello di riunire giovani studiosi di diversa estrazione accademica in un ambiente stimolante e internazionale.

Giulio Paolini Melanconia ermetica, 1983
Giulio Paolini Melanconia ermetica, 1983

I visitatori possono esplorare, grazie a questa nuova mostra, i legami diretti tra i due artisti nati in secoli diversi, ma caratterizzati da affinità profonde. Da una parte Giorgio De Chirico, da tutti considerato il fondatore della pittura metafisica e dall’altra l’artista contemporaneo Giulio Paolini, la cui produzione si inscrive in un ambito di ricerca di matrice concettuale.
In occasione della mostra, sono stati concessi in prestito alcuni importanti capolavori metafisici di Giorgio de Chirico che non si vedono negli Stati Uniti da mezzo secolo, così come altri dipinti e disegni dal 1910 al 1950. Di Paolini è possibile invece ammirare opere che spaziano dal 1960 ad oggi, tra cui una nuova serie di lavori su carta e installazioni site-specific create appositamente per questa mostra.

Qual è l’obiettivo di esporre opere di De Chirico in dialogo con quelle del contemporaneo Paolini? La volontà del CIMA è quella di offrire una nuova chiave di lettura della pittura metafisica. Laura Mattioli, collezionista e fondatrice del museo, afferma infatti di voler approfondire la pittura metafisica, la cui interpretazione non sempre è immediata:

We are proud to present the first in-depth investigation of Paolini and de Chirico’s work side by side, providing the opportunity for a new understanding of both artists’ practices. While best-known as the father of metaphysical painting, de Chirico is in many ways a key figure for the rise of conceptual art as well, and Paolini has hailed de Chirico as an “illustrious model”. This installation will offer the public and art historians alike an important opportunity to examine this influence and the artistic trajectory of both artists anew.

th__news_new_york_2016_9_20161031185402-1La Metafisica, come movimento dichiarato, sorse solo nel 1917, a Ferrara, dall’incontro tra De Chirico e Carlo Carrà: il termine metafisica nasce come allusione ad una realtà diversa che va oltre ciò che vediamo. Gli oggetti o gli spazi, che conosciamo dalla nostra esperienza, sembrano rivelare un nuovo aspetto che ci sorprende e così le cose che conosciamo prendono l’aspetto di enigmi, di misteri e di segreti inspiegabili. I quadri metafisici spesso ritraggono piazze, personaggi come statue greche o manichini: le scene rappresentate sono immobili, senza tempo (come in un sogno). Luoghi silenziosi e misteriosi, un palcoscenico teatrale senza emozioni.

In mostra è possibile ammirare capolavori metafisici di De Chirico come Ettore e Andromaca (1917), Le Muse inquietanti (1918), La Ricompensa dell’indovino (1913) e molti altri ancora.  Le opere di De Chirico dialogano in modo sublime con quelle di Giulio Paolini. In mostra di quest’ultimo, troviamo opere di diversi formati e materiali come: fotografie, gessi, collage e disegni, molte delle quali  è stata proprio l’arte di De Chirico ad ispirare. La mostra affronta tre temi, che entrambi gli artisti considerano fondamentali per la loro filosofia pittorica: l’enigma, il ritratto di sé – l’idea del “doppio” e la manipolazione dei soggetti dall’antichità classica.

cima_hallway_south-side-1Heather Ewing, direttrice del CIMA sottolinea inoltre che per la prima volta, con questa esposizione, il CIMA esamina da vicino le questioni dell’arte italiana del dopoguerra.

We’re very excited to present a new perspective on these renowned Italian masters for our fourth season. For the first time at CIMA, we will examine the rich field of post-war Italian art and highlight the work of two artists in an installation. As with our previous installations of works by Fortunato Depero, Medardo Rosso, and Giorgio Morandi, we look forward to the new discoveries and scholarship the installation will inspire.

Una mostra interessante e di grande impatto emotivo da visitare assolutamente. Questa è la quarta mostra e sancisce ancora una volta la mission del CIMA, ovvero quella di promuovere la conoscenza dell’arte moderna e contemporanea italiana negli Stati Uniti, ma anche di dare la possibilità di vedere opere che generalmente sono difficilmente accessibili al pubblico d’oltreoceano.

Laura Cometa MIfacciodiCultura

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