Una mostra racconta la Milano artistica degli anni ’50 e ’60

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Una mostra racconta la Milano artistica degli anni ’50 e ’60

Una mostra racconta la Milano artistica degli anni '50 e '60Gli anni ’50 e ’60 sono stati decenni di grandi cambiamenti per il nostro Paese, anni in cui un clima di fervore coinvolgeva non solo l’economia, ma anche la politica, le istituzioni e ovviamente non poteva non scuotere il mondo dell’arte. L’ambiente artistico si apriva alla ricerca e all’innovazione seguendo un ritmo che non apparteneva assolutamente alla monotonia. Erano gli anni in cui la circolazione di nuove idee si faceva portavoce di nuove intuizioni e seppure apparentemente impossibili, queste avevano credito e riscontro. Erano gli anni degli scambi e degli incontri tra artisti italiani (soprattutto milanesi) e artisti di altri paesi: un grande contributo comunicativo fu date dalle gallerie che, proprio a Milano puntarono sul nuovo, non preoccupandosi delle conseguenze.

Le riviste d’arte, per loro conto non rimasero silenti: la stampa seguiva l’onda del cambiamento, così come gli artisti stessi. La grande rivoluzione è dovuta proprio a loro, alla loro apertura verso il nuovo, l’inesplorato, alla loro attenzione all’interazione e allo stravolgimento di architettura e design, fotografia e fumetto, letteratura, cinema. Il cambiamento si stava estendendo in ogni ambito, dal più basso al più alto, dagli studi di artisti ai bar. Il confrontarsi ed aprirsi a nuove esperienze faceva nascere invenzioni e sperimentazioni in campo artistico.

Una mostra racconta la Milano artistica degli anni '50 e '60-1La mostra Pittura a Milano negli anni ’50 e ’60 inaugurata il 27 ottobre presso la galleria Arte92 vuole essere un omaggio a tutto questo: un’esposizione travolgente che presenta al pubblico una serie di opere realizzate proprio tra gli anni ’50 e gli anni ’60 del secolo scorso. Si tratta di pitture firmate da artisti milanesi attivi proprio in quegli anni che attraverso la loro arte hanno saputo riflettere il clima di rivoluzione presente a quei tempi. La rassegna presenta opere di: Valerio Adami, Enrico Baj, Mario Ballocco, Enrico CastellaniDadamaino, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Gino Meloni, Ennio Morlotti e molti altri per un totale di circa 34 artisti, ognuno dei quali ha cercato di dare forma ad un pensiero personale, solitario o appartenente ad un determinato filone artistico.

La mostra è articolata su due piani. In un primo spazio a più ampio spettro, figurano opere piuttosto note come ad esempio gli Achrome del 1960 di Piero Manzoni: cotone a rettangoli apparentemente insignificanti sono decisamente sovversivi nei confronti di un’arte troppo spesso autoreferenziale, dove il bianco è inteso come annullamento, come qualcosa di insignificante, ed i rimandi sono infiniti, così come le interpretazioni. Nel sotterraneo invece compaiono opere meno note ma di nomi comunque importanti, Enrico Baj primo fra tutti con Testa Solare del 1954, un olio su tela raffigurante un volto sconvolto, turbante. Paura del cambiamento o altro?

Questa mostra appare come un evento imperdibile per entrare in contatto con l’arte italiana, coi grandi artisti che hanno fatto la storia e che attraverso i loro dipinti vogliono insegnarci a guardare attraverso una prospettiva differente che non è necessariamente dettata dalla conoscenza.

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

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