La ricerca artistica di Robert Wilson in mostra a Villa Panza

0 952

La ricerca artistica di Robert Wilson in mostra a Villa Panza

Robert Wilson, Lady Gaga, The death of Marat 2013. Foto di Julian Mommert ©RW Work
Robert Wilson, Lady Gaga, The death of Marat 2013. Foto di Julian Mommert ©RW Work

Varese, “la Versaille di Milano” come sosteneva Giacomo Leopardi, sta vivendo una stagione culturale davvero vivace, infatti la città ha recentemente ospitato le mostre di artisti del calibro di Jeff Koons, Anish Kapoor e Olafur Eliasson. A questo importante elenco, va ad aggiungersi il visionario texano Robert Wilson (4 ottobre 1941). Dal 4 novembre Villa Panza è sede dell’esposizione Robert Wilson for Villa Panza. Tales, che propone al pubblico italiano il poderoso e ipnotico progetto artistico realizzato da Wilson nel 2013 e presentato per la prima volta al pubblico nello stesso anno presso il Living Room del Louvre. Per quasi un anno la mostra occuperà l’intera ala sud del primo piano della Villa.

Con la sua consueta capacità di spiazzare, che trova la sua massima espressione nei dettagli, Wilson instaura un dialogo tra l’esposizione e la Villa, dove la poetica dell’artista aderisce alla ricerca di Giuseppe Panza di Biumo (ultimo proprietario della villa prima della cessione al FAi, vero e proprio appassionato di arte contemporanea) nell’elaborazione del rapporto corpo-psiche e dove i grandi interrogativi etici trovano la loro soluzione in visioni.
L’intento di Robert Wilson è comunicare rigorosa contemplazione e ricerca del silenzio e della lentezza, consigli, questi per visitare la mostra stessa. Il tempo è un bene prezioso e con esso si scoprono dettagli, sfumature che una visita superficiale e frettolosa possono pregiudicarne l’identifiazione.

Robert Wilson for Villa Panza. Tales espone gli ormai celebri video portraits dell’artista: ne sono stati selezionati 34 e per l’occasione è stata presentata per la prima volta in Italia la serie dei Lady Gaga Portraits. La cantante infatti è la vera musa dell’esposizione, protagonista di scatti che si rifanno a tre capolavori della storia dell’arte: il Ritratto di Mademoiselle Caroline Rivière (1806) di Jean Auguste Dominique Ingres, il celebre dipinto di Jacques-Louis David La morte di Marat (1793) e la Testa di San Giovanni Battista (1507) di Andrea Solari. La serie dedicata a Lady Gaga si chiude con Flying, un video ispirato allo Shabari, antica tecnica di bondage giapponese, che fa da controaltare ai primi tre.

I video portraits sono macchine tattili che fondono immobilità del ritratto con il suo instancabile e lento cambiamento.
Ancora una volta il dettaglio è protagonista nel continuo dialogo a contrappunto tra la Villa e la mostra con il ritratto della cantante lirica Renée Fleming, accompagnata dalla colonna sonora Jules Massenet: n
ella bellissima sala da ballo si viene a creare un’atmosfera da fiaba. O ancora nella stanza dove viene presentata Ivory, una pantera nera, parte dei soprammobili hanno origini africane e precolombiane in un chiaro rimando alla natura. Il tempo è l’elemento necessario per riuscire a decifrare e cogliere queste piccole sfumature che ad un occhio esterno non sempre sono immediate  o rintracciabili.

30124343614_cc3528ecc8_h-2Robert Wilson vuole creare un legame continuo tra esterno e interno.

I Video Portraits sono come una finestra in una stanza  puoi guardare fuori e vedere un immagine. Quando torni, magari un’ora dopo e guardi nuovamente fuori, l’immagine può forse essere leggermente cambiata, o per la luce o per il vento.

Al contrario House for Giuseppe Panza, opera fissa realizzata dall’artista appositamente per la Villa varesina, Robert Wilson ci offre, attraverso una finestra, una visione dall’esterno verso l’interno. Una casa in stile American Shaker è forse il massimo spunto di contrapposizione alla maestosità della Villa: all’interno dell’opera, Wilson crea un tableau vivant accompagnato dalla registrazione sonora di alcuni versi di Rainer Maria Rilke, autore molto caro al collezionista milanese. Qui vengono messi in luce elementi che accomunano l’artista americano allo spirito di Giuseppe Panza, tra cui l’amore per lo studio, la contemplazione e ricerca del silenzio.  

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.