Potenza dedica una mostra alla sonda spaziale Rosetta

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Potenza dedica una mostra alla sonda spaziale Rosetta

image4La sonda spaziale Rosetta ha concluso la sua missione, sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea, ma le sue “gesta” resteranno negli annali di storia. Raccontare i fatti e mantenerne il ricordo sono sicuramente gli obiettivi che si prefigge la mostra interattiva Rosetta: la cometa e i segreti del cosmo che si svolge al Museo Archeologico Provinciale di Potenza, realizzata in collaborazione con il Museo delle Scienze – Sistema Museale dell’Università di Camerino, l’associazione culturale universitaria Geobas, l’Associazione scientifico-divulgativa Geobas-Italia e con l’Università degli Studi della Basilicata. La mostra sarà visitabile fino al 31 dicembre 2016.

L’esposizione racconta, attraverso pannelli espositivi e schermi interattivi prodotti dall’ESA (European Space Agency) e dallo Space Group di ECSITE (European Network of Science Centres and Museums), l’entusiasmante storia della missione Rosetta dalla sua nascita fino alla sua conclusione, con le riproduzioni a grandezza reale della stessa sonda e del suo Lander Philae. Inoltre, seguendo l’obiettivo della missione spaziale, la mostra cercherà di rispondere alle numerose domande sulle comete, asteroidi e corpi celesti, sull’origine della Terra fino ad arrivare all’esplorazione del cosmo dalle prime imprese fino ai giorni nostri tramite la missione SpaceX, senza tralasciare uno sguardo ai pianeti che compongono il Sistema Solare, il tutto con un linguaggio semplice ed immediato adatto anche ai più piccoli grazie a numerose esperienze interattive.

L’obiettivo della missione spaziale Rosetta era lo studio della cometa 67P/Churyumov Gerasimenko: inizialmente avrebbe dovuto prelevare dei campioni della cometa per poi riportarli a Terra dove sarebbero stati studiati, ma a causa del costo proibitivo e della tecnologia ancora prematura, si decise di costruire un Lander per lo studio sul posto. Il nome della missione non fu scelto a caso, deriva infatti dalla Stele di Rosetta, una delle più grandi scoperte archeologiche-linguistiche della storia, che permise di decifrare tre lingue diverse (il geroglifico, il demotico e il greco): si instaura così un paragone con la missione, che aveva come scopo quello di conoscere da vicino i meteoriti e le comete per confermare le teorie che gli scienziati avevano solamente  supposto.

image2La sonda fu inviata nello spazio il 2 marzo del 2004 e dopo circa dieci anni passati ad orbitare nel sistema solare sfruttando le varie forze di attrazione dei pianeti tra cui “l’effetto fionda planetario”, il 20 gennaio del 2014 ha iniziato la sua manovra di avvicinamento alla cometa. Il 12 novembre dello stesso anno, non senza intoppi, venne lanciato il Lander Philae che, dopo vari rimbalzi, riuscì ad agganciarsi al suolo e a prelevare dati utili. La missione ha avuto termine il 30 settembre del 2016, quando ormai la sonda priva di alimentazione viene fatta impattare sulla cometa stessa. Rosetta ha inviato moltissime immagini della cometa ed è riuscita a mapparla completamente: sicuramente la sua è stata una delle missioni spaziali più importanti alle quali l’Italia grazie all’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha contribuito notevolmente. Un maggiore motivo di orgoglio e una scusa in più per visitare questa interessante mostra.

Michele Montesano per MIfacciodiCultura

Foto di Simona Giacomino

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