Ceci n’est pas Magritte: niente è come sembra

0 2.220

Ceci n’est pas Magritte: niente è come sembra

René Magritte
René Magritte

Quando si parla di René Magritte (Lessines, 21 novembre 1898 – Bruxelles, 15 agosto 1967), niente è come sembra: cosa si cela dietro questo artista e cosa significano i suoi dipinti?

Se dovessimo descrivere con un’immagine Magritte, sicuramente a molti di noi verrà in mente il quadro con la famosa pipa. Nel 1929 l’artista belga, considerato uno dei maggiori esponenti del surrealismo dipingeva infatti La Trahison des images, meglio conosciuto come il dipinto che raffigura “quella” pipa che noi tutti abbiamo impressa nella memoria e che sottolinea il fatto di non esserla grazie alla scritta “Ceci n’est pas une pipe”. Le immagini tradiscono recita il titolo originale dell’opera: i segni rimandano alla realtà eppure la questione sembra essere molto più complessa perché è il linguaggio stesso ad essere di difficile interpretazione… riflettiamoci su. Osserviamo il quadro: esso è la rappresentazione di una banale pipa o meglio, tutto ci fa pensare che lo sia, eppure non è esattamente così. La raffigurazione è certo quella di una pipa ma nella realtà non c’è alcun segno concreto che attesti che essa lo sia, è tale solo nella nostra immaginazione. Non possiamo fumarla dunque non è reale. Il titolo allora non delude e neanche l’idea dell’artista, anzi ciò lo affascinante e misterioso. Ma allora la personalità di Magritte è davvero così come ci lascia intendere dalle sue opere o c’è dell’altro?

Gli amanti, 1928
Gli amanti, 1928

La pittura è  sempre stata utilizzata dagli artisti come una possibile rappresentazione della realtà,  come una sua possibile interpretazione, per alcuni addirittura (mi riferisco soprattutto ai contemporanei) una riproduzione quasi più reale della realtà stessa eppure non potrà mai essere essa stessa la realtà perché per sua natura l’arte è artificio e l’artificio è l’esatto contrario della realtà. Allora Magritte è un genio. Ci dimostra che l’arte non solo non è reale ma cela un alone di mistero in se, proprio come la personalità di chi la rappresenta.

«Nella vita tutto è mistero» dichiarava l’artista belga in un’intervista di Maurice Bots del 1951. Dietro questa affermazione si può sviluppare un’intricata riflessione sulla personalità di questo artista. Noto soprattutto per le strane associazioni definite illusionismi onirici, le opere di Magritte hanno come soggetti, oggetti e situazioni assurde simili alle sostanze di cui sono fatti i sogni.

Golconda, 1953
Golconda, 1953

Surrealismi, deformazioni, decontestualizzazioni sono alla base dei suoi dipinti: ne L’impero della luce del 1953 giorno e notte si combinano tra loro nello stesso istante dando vita ad una situazione surreale e misteriosa quanto basta ad inquietare, in Golconda vediamo tanti Magritte sospesi in aria come goccioline di pioggia, gli Amanti si baciano senza svelare le loro identità perché i loro volti sono coperti da lenzuola, e poi spesso appare lui, l’uomo col cappello: spesso ha l’anima fatta di nuvole, è rappresentato con il busto trasparente. È  un uomo senza viscere e attraverso il suo corpo si può vedere di tutto, anche un paesaggio.

Scorrendo le sue opere di René Magritte niente appare come realmente è, c’è sempre una nota di mistero e incomprensibilità in quei soggetti rappresentati. Ceci n’est pas Magritte allora, ma quindi l’uomo rappresentato chi è davvero?

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.