La nuova legge sul cinema che rivoluzionerà la settima arte

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La nuova legge sul cinema che rivoluzionerà la settima arte

tutti-vanno-al-cinemaIl cinema deve cambiare. Dopo un passato glorioso, capace di attrarre a sé investimenti e pubblico, ora deve volgere lo sguardo al futuro. Stare al passo con i tempi per la cultura è fondamentale, come dimostrano le gallerie d’arte (anche italiane) che riescono a “produrre” cultura con metodi nuovi. Ne sono dimostrazione l’Ara Pacis a Roma (la realtà aumentata ha riportato i colori antichi) e i quadri di Van Gogh, proiettati su pannelli.

La nuova legge legata al cinema è stata approvata il 3 novembre di quest’anno e diventerà realtà dal prossimo anno. Ora il cinema ha una normativa tutta sua, il che lo rende diverso finalmente da un circo o da un ente lirico. Con 281 voti a favore ha raccolto il plauso di destra e sinistra, unendo come raramente è accaduto prima d’ora, ideologie opposte.

wall-e-eve-cinemaMa oltre alla definizione stessa di film, all’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive) si è discusso su molte altre tematiche scottanti. Il fattore economico è uno de più importanti e dibattuti: la nuova legge sul cinema porterà 400 milioni di finanziamento (+ 60% rispetto ad oggi) che verranno utilizzati per premiare le imprese più virtuose dal punto di vista degli introiti economici (come è normale che sia, anche il cinema come qualsiasi ambito culturale ha bisogno del denaro) ma anche per meriti culturali ed artistici. Non solo, per poter far crescere nuovi talenti e rilanciare il cinema italiano e farlo tornare ai fasti di un tempo, si è pensato di supportare gli artisti emergenti (magari senza ancora produttore) e finanziare la ricerca. Le opere prime e seconde saranno valorizzate, portandole alla realizzazione finale e al mercato. Anche le imprese collocate nei piccoli centri beneficeranno di questa nuova legge, soprattutto quelle nei comuni sotto i 15.000 abitanti.

il-cinema-di-bastardi-senza-gloriaAltri tre punti saranno evidenziati con la nuova legge sul cinema: la censura, la ristrutturazione delle piccole sale e la diffusione della settima arte nelle scuole. La prima sarà abolita in favore della autocertificazione dei produttori (quanto sarebbe servita a Pasolini o Fellini una cosa del genere), la seconda invece è fondamentale per il pubblico: con nuovi luoghi a disposizione, gli spettatori torneranno nelle sale, oramai molte cadute in disgrazia (nei piccoli comuni in primis). Ma il punto più importante è sicuramente l’influsso del cinema sul sistema scolastico. Per troppo tempo l’idea di “vedere un film” è stata vista esclusivamente come momento di svago e cazzeggio, sia dagli insegnanti che dagli studenti: una pellicola potrebbe invece far prendere coscienza su importanti temi sociali e culturali. In Germania è prassi da diverso tempo far conoscere tutto l’orrore della droga attraverso il celebre film Noi, I ragazzi dello zoo di Berlino. Storie che possono diventare tracce di temi per sviluppare al meglio la fantasia degli scolari, fondamentale per un domani lavorativo. Spesso un film vede nascere scambi di idee: famosa è la frase di Scorsese «Andare al cinema è come andare in Chiesa per me, con la differenza che la Chiesa non consente il dibattito, il cinema sì».

Solo in futuro si potrà vedere se effettivamente la nuova legge sul cinema potrà aver dato i frutti sperati. Certo, passi importanti sono stati fatti ma senza i fatti le parole volano via come scritte sulla sabbia. Vedremo se la settima arte saprà ricucire, come il più abile dei tessitori, alcune ferite della nostra Italia.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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