Bob Dylan e le strade battute dell’America in mostra a Londra

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Bob Dylan e le strade battute dell’America in mostra a Londra

Bob Dylan e le strade battute dell'America in mostra a LondraLa notizia della vincita del Premio Nobel per la Letteratura di Bob Dylan e della sua assenza alla cerimonia di premiazione, ha invaso blog e giornali di tutto il mondo, comprese le polemiche che ne sono conseguite, ovviamente. «Vorrebbe ricevere il premio personalmente ma altri impegni purtroppo glielo rendono impossibile», così è stato dichiarato dal Comitato riguardo la sua mancanza di partecipazione, destando nuovamente altre critiche nei confronti del cantautore, e in effetti, questa frase risulta un po’ troppo vaga dal suo conto, tanto da farlo sembrare un filo arrogante e maleducato.

Tuttavia, sebbene la reazione di Dylan, all’anagrafe Robert Allen Zimmerman, non è sembrata delle migliori, c’è chi sostiene che un cantautore non meriti un riconoscimento del genere, c’è chi dice che sia bene, al contrario, che anche la sfera della musica impegnata sia stata insignita dall’Accademia Svedese. Persino l’appena scomparso Leonard Cohen, grande amico e stimatore dell’artista statunitense, ha ammesso che il Nobel a Dylan sia stato doveroso per la sua splendida carriera.

Continuando, quello che, forse, non tutti conoscono è l’altro versante dell’artista. Infatti, Dylan non è soltanto assimilabile alla definizione di cantautore, in quanto anche il campo dell’arte, e in particolar modo della pittura, fa parte della sua sfera d’interesse. Anzi, oltre il semplice interesse, tanto da farne un’altra professione. Dunque, dopo il successo di due anni fa grazie all’esposizione Mood Swing fatta da sculture di ferro assai variegate, è in questi termini che si pone la mostra dal titolo The Beaten Path, realizzata da Dylan sul tema del paesaggio americano. L’esposizione, inaugurata un paio di settimane fa, è ospitata presso la Halcyon Gallery di Londra, e rimarrà aperta fino all’11 dicembre.

L’bob-dylan-giveaway-largeintento delle opere è quello di fornire una visione panoramica dell’America, e più precisamente degli States, a partire dall’ambiente urbano che ha caratterizzato e caratterizza fortemente le lunghe e storiche strade del Paese, le stesse tanto famose dei viaggi on the road, quelle che i cantautori e i poeti dagli anni Cinquanta in poi amarono tanto, per l’ispirazione che trasmettono. Le strade portano con sé l’impronta dell’uomo che avanza sempre di più, che trascina con sé grattacieli maestosi, ferrovie imponenti, motel iconici, ponti sospesi, negozi caotici, ma anche scorci di campagna e periferia.
Insomma, come indica il titolo stesso, ciò che ci vuole presentare Dylan è un terreno battuto. Battuto dal consumismo e dal progresso, se vogliamo, dalla moda del presente. E nonostante proprio tali aspetti della modernità siano mostrati, in un certo senso è come se il cantautore volesse prenderne le distanze, mettendoli in discussione. Infatti, ha dichiarato:

Questi dipinti descrivono un momento di realismo: arcaici e del tutto statici ma tremanti nella loro apparenza. Contraddicono il mondo moderno. O almeno, così li ho intesi.

Bob Dylan e le strade battute dell'America in mostra a LondraPoi, per rimanere in tema musicale, Dylan non avrebbe potuto certo lasciarsi sfuggire una colonna sonora ad hoc per questo suo viaggio libero diurno e notturno, tra gli angoli nascosti di New York, San Francisco e altre metropoli, per cogliere quelle note malinconiche e nostalgiche eppure vitali che caratterizzano l’atmosfera americana.

Se esistesse una soundtrack di contorno a questi dipinti, direi che potrebbe essere stata registrata da Peetie Whaetstraw in qualche posto, o da Charlie Parker in un altro, o da Clifford Brown o Blind Lemon, magari Guitar Slim – artisti che ci rendono indubbiamente più grandi quando li ascoltiamo. Sarebbe fatta da loro. Assolutamente. 

Questa è l’America, secondo Dylan: è ciò che siamo disposti a vedere coi nostri occhi personalmente e anche ciò che siamo in grado di immaginare con la nostra mente. Così si aprono nuove vie all’espressività e alla creatività, ad avventurosi sentieri da scoprire. E la pittura, come altra metà della sua poesia, possiede questa facoltà.

Chissà se Bob è stato in grado di sentire veramente, tra le sue strade dipinte, quel soffio storico, quell’«answer (that) is blowin’ in the wind».

Francesca Bertuglia di MIfacciodiCultura

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