#BeyondtheLyrics – “Perfect Day” di Lou Reed

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#BeyondtheLyrics – Perfect Day di Lou Reed

tumblr_mwohpfo2t51qkqeaso1_1280Ci sono delle sere in cui, chiudendo gli occhi nel nostro letto caldo, ripensiamo soddisfatti alle ore trascorse poco prima.

Ci sono delle sere in cui, prima che il sonno faccia scivolare nell’oblio dei nostri sogni, la mente rielabora la giornata appena trascorsa: una passeggiata allo zoo, un bicchiere di Sangria bevuto al parco, un film visto la sera. Una quieta euforia ci assale, mentre pensiamo e ripensiamo a quanto perfetta sia stata quella giornata.

Nel 1972, Lewis Allan Reed, in arte Lou Reed, pubblicò Transformer, un album destinato al successo grazie soprattutto ad una ballata, dal sapore jazzy e dal tono e ritmo cantilenante, che nel 1996 farà da colonna sonora del film Trainspotting: parliamo della celebre Perfect Day, una canzone che sicuramente, almeno una volta, avrà accompagnato una delle nostre “giornate pefette“.

A volte le parole si muovono in un limbo di ambiguità, rivestendo accezioni diverse a seconda di particolari contesti, sensazioni, caratteri, tempi: in questo senso una canzone è in grado di acquisire una serie di significati, tanti e diversi, svincolandosi dalle mani di chi l’ha partorita e diventando, in qualche modo, anche di chi l’ascolta. E il tratto speciale di Perfect Day è il collocarsi, in maniera assolutamente eccezionale, all’interno di questo limbo.

Il vero soggetto del testo diviene allora ciò che meno è comprensibile, quello per cui ascolta ripetutamente (e quasi ipnoticamente) questa canzone. Una compagnia, una misteriosa compagnia accompagna la giornata di Reed, raccontata però con un insolito distacco, in modo quasi asettico: come se non provasse nessuna sensazione particolare. Probabilmente (e qui si evince l’ambiguità delle parole), ciò che rende perfetta la giornata, non è il divertimento vissuto ma qualcos’altro a cui il cantante si rivolge in prima persona, come fosse una persona cara o un’entità viva.

«(…) You just keep me hanging on» canta Reed. Ma cos’è che fa andare avanti?

Secondo un’interpretazione classica (più accettata e conosciuta), Reed farebbe riferimento ad un amore della sua giovinezza: forse Bettye Kronstadt, sua futura prima moglie, o forse Shelley, una delle donne più importanti della sua vita sin dagli anni del liceo, alla quale dedicò anche una delle canzoni d’esordio, I’ll be your mirror. In questo senso, Perfect Day sembra configurarsi come una ballata d’amore, un dolce e a tratti malinconico ricordo perfetto a cui aggrapparsi.

lou_reed_3Tuttavia, la seconda parte della canzone si avvicina al senso meno scontato della canzone: è proprio un giornata perfetta perché tutti i problemi sono accantonati «just a perfect day / problems all left alone», perché Reed s’immagina come una sorta di turista «weekenders on our own»; perché la serenità percepita è tale da riuscire a mettere da parte la vita e dimenticare se stesso «you made me forget myself», pensando di esserequalcun’altro, qualcuno di migliore“.

Allora la canzone sembra essere lo specchio dei conflitti interiori di Reed, quelli con la propria sessualità e con le droghe. Di fatto, la stessa “perfect day” è un’espressione gergale che indica il cosiddetto sballo da eroina. Il testo potrebbe allora essere inteso sia come una vera e propria metafora dedicata all’eroina, sia come ad un’allusione ad altri significati (nascosti), come la nostalgia di Reed per il passato e la paura che i ricordi si rilevino solo fantasie create da una mente annebbiata dall’utilizzo di droghe.

Ma qualsiasi interpretazione si voglia fornire, probabilmente saremo sempre ben lontani dal reale significato della canzone.

You can’t ask me to explain the lyrics because I won’t do it. You understand that, right. (…) I can’t answer questions like that. What is it you really wanna know, because if it’s personal stuff, you won’t get it.

Non può chiedermi di spiegarne il testo, perché non lo farò. Ha capito questo, bene. (…) Non rispondo a domande come questa. Quello che vuole sapere è prettamente personale e non lo avrà.

È così che risponde Lou Reed in un’intervista del The Guardian, schivando la domanda diretta sul significato della canzone.

Probabilmente non sapremo mai chi sia la compagnia tanto desiderata da Reed, ma una cosa è certa: che sia amore, droga, amore come droga o droga come amore poco importa.

Perfect Day, rimane e rimarrà la canzone dei tramonti in riva al mare, quando ci si ritrova a pensare a quella (illusione?) che più di ogni altra cosa ci fa sentire vivi e talvolta persino persone migliori.

Just a perfect day

drink Sangria in the park

And then later

when it gets dark, we go home

 Just a perfect day

feed animals in the zoo

Then later

a movie, too, and then home

 

Oh, it’s such a perfect day

I’m glad I spend it with you

Oh, such a perfect day

You just keep me hanging on

You just keep me hanging on

 

Just a perfect day

problems all left alone

Weekenders on our own

it’s such fun

 

Just a perfect day

you made me forget myself

I thought I was

someone else, someone good

 

Oh, it’s such a perfect day

I’m glad I spent it with you

Oh, such a perfect day

You just keep me hanging on

You just keep me hanging on

 

You’re going to reap just what you sow

You’re going to reap just what you sow

You’re going to reap just what you sow

You’re going to reap just what you sow

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

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