Verso la Grande Brera: alla scoperta dei progetti in cantiere

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Verso la Grande Brera: alla scoperta dei progetti in cantiere

quartiere_delle_milizie-1Il 23 marzo del 2012 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) ha stanziato 23 milioni di euro per l’operazione chiamata la Grande Brera. Di cosa si tratta? In sostanza il Ministero della Difesa si impegnava a concedere all’Accademia di Belle arti di Brera le caserme di via Mascheroni a Milano per realizzarvi un campus didattico adeguato alle esigenze dell’istituto. Alla conclusione di questi lavori, l’Accademia avrebbe a sua volta ceduto alla Pinacoteca gli spazi al piano terra del palazzo di Brera. Inoltre parte della collezione della Pinacoteca sarebbe stata spostata nell’adiacente Palazzo Citterio, che avrebbe avuto il compito di ospitare anche delle mostre temporanee.

Come ha precisato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: «Io penso che gli studenti debbano stare qui, ma è difficile che possano rimanere tutti. Lo faremo d’intesa con tutti gli interessati». Diverse infatti sono state le polemiche e i cambi di rotta degli ultimi mesi: 1,5 milioni di euro sono stati stanziati per la rifunzionalizzazione del complesso militare che comprende le caserme Carroccio, Magenta e XXIV Maggio, su un’area di circa 116.000 mq, tra le vie Vincenzo Monti, Mascheroni e Pagano. L’obiettivo era ed è quello di consentire all’Accademia di Belle Arti di ampliare la propria offerta didattica, di moltiplicare i suoi spazi, i servizi e le strutture per accogliere gli studenti e il personale accademico.

progetto_palazzo-citterio_restucci_21-1Le ultime notizie riguardano il fatto che il Ministero della difesa ha annunciato che l’Accademia, non si trasferirà più nelle caserme di via Mascheroni ma nella caserma XXIV Maggio, al 59 di via Vincenzo Monti. La notizia è stata comunicata venerdì 21 ottobre al Consiglio accademico dell’Accademia di Belle Arti, formato da docenti e allievi. Il nuovo cambiamento di sede deve ancora essere ratificato dal Miur. Il progetto non prevede più quindi edifici separati, ma uno unico di 13 mila metri quadrati.

Marco Galateri, presidente dell’Accademia di Brera afferma che: «è architettonicamente molto più interessante delle precedenti, con soffitti alti e spazi amplissimi e pieni di fascino, come nella lunga ala dell’ex edificio militare. Non solo, ma dispone di un grande cortile che si presta a creare giardini, parcheggi sotterranei, un’Aula Magna e altri spazi». Le ultime notizie inoltre dicono che gli studenti dovrebbero entrare nell’ex edificio militare, con accesso da via Vincenzo Monti, nel 2020. Nella bozza del protocollo si legge infatti che:

Entro la fine del 2016 l’accordo sarà firmato, nel primo semestre 2017 sarà lanciato il bando internazionale di progettazione per la caserma e a seguire affidati i lavori. Quanto a Brera, l’accademia dovrebbe mantenere un presidio più ampio di quanto previsto nel vecchio protocollo ma cedere subito, entro il 30 giugno prossimo, le aule destinate a caffè e bookshop sul cortile d’onore. Per i locali che affacciano sul cortile della magnolia e le ex serre dell’orto botanico c’è invece più tempo. L’Accademia dovrà liberare progressivamente gli spazi stabiliti solo dopo che all’interno del Comprensorio militare saranno disponibili luoghi di pari metratura e caratteristiche funzionali.

La caserma XXIV Maggio verrà quindi a configurarsi come un arcipelago di cultura e creatività. «Sono otto anni che peroriamo questo progetto, è ora di vararlo»spiega Aldo Bassetti dell’associazione Amici di Brera. Diverse sono state le critiche e le proteste dei professori, preoccupati per i tempi troppo lunghi.

progetto_palazzo-citterio_restucci_03-1Altro passo fondamentale per la realizzazione della Grande Brera, riguarda l’apertura di Palazzo Citterio prevista, come afferma il direttore James Bradburne, per il 2018. La nuova sede accoglierà l’arte moderna con le collezioni Jesi, Jucker, Vitali e Mattioli. Fra due anni l’obiettivo è quello di rendere il Museo sempre più vivo, come lo intendeva Franco Russoli, quando progettò di estendere Brera all’adiacente Palazzo Citterio. Il progetto della Grande Brera risale infatti al 1972, anno in cui lo Stato acquistò il settecentesco Palazzo Citterio in via Brera. Da allora il soprintendente in carica Russoli inizia a concepire l’idea di una Grande Brera: pensa cioè di creare un museo moderno, dotato di servizi adeguati e di spazi per ospitare le collezioni del Novecento. Dopo di lui diversi sono gli attori che hanno cercato di rimodernare Brera, senza però riuscire mai a realizzare il grande progetto.

Speriamo e crediamo che l’obiettivo di una Grande Brera venga raggiunto nei prossimi anni. Il nuovo direttore ha infatti già rivoluzionato il Museo, con diverse azioni drastiche che riguardano l’offerta di nuovi servizi ai visitatori, con l’apertura serale del giovedì a 2 € e con i tre Dialoghi: quello attorno ai due Sposalizi della Vergine, quello attorno a Mantegna e quello appena inaugurato attorno a Caravaggio. Speriamo che sulla scia del successo di Expo, Milano si candidi a diventare la città della cultura, ciò sarà possibile solo se non si dimentica che Brera è parte integrante e tassello fondamentale dell’identità storica e culturale di questa città.

Laura Cometa MIfacciodiCultura

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