Gio Ponti, il designer poliedrico del Razionalismo italiano

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Gio Ponti, il designer poliedrico del Razionalismo italiano

image4-1Gio Ponti (Milano, 18 novembre 1891 – Milano, 16 settembre 1979) è stato uno dei pionieri dell’architettura e del design del XX secolo e grazie a lui il mondo del progetto industriale italiano ha raggiunto la maturità moderna.

Giovanni Ponti iniziò i suoi studi di architettura a Milano. Dopo l’interruzione causata dal conflitto mondiale, che lo portò lontano dal disegno e dall’arte, si laureò nel ’21 nell’allora Regio Istituto Tecnico Superiore, poi divenuto Politecnico di Milano, e ritornò più creativo di prima, iniziando il suo percorso artistico come designer dell’industria di ceramiche Richard Ginori. Così diventò protagonista, nel periodo del primo dopoguerra, della rinascita del design.

Innovatore e sperimentatore, Gio fin da subito si mostrò, nella sua produzione, avvezzo a quella commistione tra arte e decorazione tradizionale che era stata tipica della Secessione Viennese della fine del XIX secolo, la cui influenza si vide espressa nelle prime creazioni in ceramica per l’industria: ripresa del passato, della classicità, delle forme di rimando mitologico, ma coniugate con nuovi materiali, tecniche di avanguardia e sperimentazioni, per unire la bellezza dell’arte all’utilità dell’oggetto.

Da subito seguace di questo filone di pensiero, Gio Ponti non si limitò però ad applicare questo principio alla creazione di pezzi di arredo: egli riuscì nel fare propria questa concezione del design, rendendolo quindi pienamente italiano nella sua espressione. Non si accontentò infatti di riprendere tutti gli elementi dalla tradizione per renderli attuali, ma scelse con accortezza quali prediligere. L’interesse di Ponti cadde su quegli elementi che erano di un carattere fortemente nazionalista, provenendo in gran parte dalla mitologia romana, in un intento di esaltazione del canone italiano.

image3-1Questa propensione fu per Gio Ponti il mezzo per poter essere considerato pienamente figlio del suo tempo, andando ad inserirsi in quei canoni che si andavano delineando nel primo periodo fascista, con lo sviluppo della corrente del Razionalismo Italiano, le cui regole di realizzazione architettonica vennero prese dal designer e trasposte nelle sue creazioni di arredamento.

«Tra il passato nostro e il nostro presente non esiste incompatibilità. Noi non vogliamo rompere con la tradizione: è la tradizione che si trasforma, assume aspetti nuovi, sotto i quali pochi la riconoscono» si legge nelle note della rivista Rassegna Italiana, nel dicembre 1926, per una spiegazione del movimento Razionalista.

Da questo nacquero le famose sedie, anzi la famosa sedia che ha reso famoso il progettista: la Superleggera che lo stesso Ponti definì «Una sedia – sedia senza aggettivi», rivisitazione in chiave moderna della famosa sedia di realizzazione ligure, la sedia di Chiavari.

image2-2Leggerezza, semplicità, tradizione, modernità, tecnologia, materiali naturali, costi ridotti sono le caratteristiche di distinzione dei pezzi di arredamento dell’architetto che ha saputo progettare modelli di arredamento innovativi di stampo però storico.

Gio Ponti lo ricordiamo oggi, nel giorno dell’anniversario della sua nascita, per il grande apporto che diede alla storia del design, non solo nelle sue creazioni ma anche a livello teorico. Da non dimenticare infatti, la sua propensione alla scrittura e alla divulgazione dei progetti per cui si ricorda essere fondatore della tuttora famosa rivista di architettura Domus.

Un poliedrico interprete della tradizione del disegno industriale, esempio di un’italianità profonda, come appare dal suo legame con la città di Milano, che lo vide protagonista, all’apice della sua carriera, per essere ricordato con uno degli edifici più significativi del capoluogo lombardo: il Grattacielo Pirelli. 

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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