L’arte etrusca arriva a Milano: nel 2018 aprirà un museo dedicato

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L’arte etrusca arriva a Milano: nel 2018 aprirà un museo dedicato

163334119-c2e5b50a-7036-4823-be28-c782243e3968-1Un nuovo importante progetto culturale, tra un paio d’anni, si concretizzerà a Milano: è prevista per il 2018 l’apertura del museo d’arte etrusca. Sara situato in corso Venezia al 52 nel Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro e raccoglierà i preziosi reperti appartenenti alla famiglia Rovati, il cui capostipite fondò la Rottapharm, casa farmaceutica.

La collezione, parte della Cottier-Angeli, une delle più complete in tal senso, è stata acquistata dalla famiglia da un mercante d’arte svizzero, con l’obiettivo di donarla alla collettività creando un museo ad hoc, in un atto di pura filantropia.

I reperti, che vanno dal IX al VI secolo a.C., saranno inseriti in un contesto d’eccezione, infatti il progetto del museo è stato affidato all’archistar Mario Cucinella, che si occuperà della ristrutturazione del palazzo e della creazione degli ambienti, ispirati proprio all’architettura etrusca.

Sarà un restauro conservativo per la parte nobile del palazzo in cui manterremo in parte anche le modifiche apportate negli anni Settanta da Luigi Perego, mentre per il sotterraneo, dove il museo si svilupperà, abbiamo pensato a delle cupole in pietra che ricordano le tombe etrusche. Uno spazio contemporaneo e altamente tecnologico che permetterà allo spettatore di entrare nella parte narrativa dell’esposizione.

210719636-6084fb03-3a81-4e54-b7a4-5bd123d5f0e3-1La superficie occupata dal nuovo spazio museale sarà di 1500 metri quadri distribuiti su tre piani che ospiteranno gli oltre 700 preziosissimi vasi etruschi (oltre ad alcune collezioni private) e tanti spazi per attività e studio. Gli oggetti che vedremo in mostra, sono stati agevolati nel rientro in patria anche  dal Ministero dei Beni Culturali in collaborazione con  Soprintendenze e il nucleo dei Carabinieri cha si occupa della Tutela del Patrimonio Culturale. Infatti non è bastato il generoso acquisto della famiglia Rovati, operazioni di questo tipo hanno bisogno di supervisioni particolari  nonché  ufficiali.

Il museo d’arte etrusca di Milano verrà gestito dalla Fondazione Rovati ed ha l’obiettivo di divenire un’eccellenza sia nel campo del restauro e della ricerca, che dal punto di vista innovativo e tecnologico: oltre ad ospitare una biblioteca ed uno spazio per conferenze ed uno  per laboratori per bambini, sarà collocata al piano sotterraneo la sala dedicata alle interazioni tecnologiche dove verranno ricostruiti alcuni spazi etruschi, come i celebri monumenti funerari. E poi bookshop, caffetteria, spazi per esposizioni temporanee ed altri dedicati a studiosi e ricercatori. Nel progetto dell’architetto c’è anche l’intenzione di mantenere l’ultimo piano come una casa museo, rendendo ancora più suggestiva la visita, ed integrare nello spazio  museale anche il meraviglioso giardino del palazzo: per Cucinella la parola d’ordine sarà dinamicità, spesso, a suo dire, carente o del tutto assente nei musei archeologici o d’arte antica.

archeologia-buccheri-1Con la nascita del museo d’arte etrusca il comune di Milano vorrà creare un nuovo polo museale in zona Palestro, coinvolgendo il  Museo di Storia Naturale, il Planetario, la GAM e il PAC, infatti il nuovo museo rientrerà nella rete dei luoghi della cultura della rete comunale.

Insomma, l’apertura di un nuovo museo è un progetto decisamente ambizioso e da molti potrebbe essere addirittura visto come uno spreco di denaro in un momento storico in cui le risorse scarseggiano. Ma questo nuovo luogo della cultura è un’occasione unica per dimostrare che l’interazione tra pubblico e privato è possibile e può essere virtuosa, ma anche che la cultura può essere un’investimento, coinvolgendo magari altri spazi espositivi fuori dalla cerchia dei più noti, dando nuovo slancio sia intellettuale che economico alla città.

Non ci resta che pazientare un paio d’anni per goderne di questo nuovo museo e di tutto ciò di cui sara contornato. Sperando di non rimanere delusi.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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