#EtinArcadiaEgo – “Viva l’Italia” dovrebbe risuonare nei nostri cuori

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#EtinArcadiaEgo – Viva l’Italia dovrebbe risuonare nei nostri cuori

#EtinArcadiaEgo - "Viva l'Italia" dovrebbe risuonare nei nostri cuoriNel 1979 il cantautore romano Francesco De Gregori (Roma, 4 aprile 1951), sull’onda dello straripante successo del tour Banana Republic insieme all’amico Lucio Dalla, pubblicò Viva l’Italia, disco che prende il nome dalla traccia principe del disco, ovvero un canto malinconico che riassume tutta la storia, le emozioni e la cultura del paese più improbabile del mondo: il nostro.

Ma cosa vuol dire davvero ai giorni nostri “viva l’Italia”? Io credo prima di tutto che ogni espressione che vada analizzata parola per parola, e soprattutto mai partendo dalla cosa più ovvia. Per esempio, l’elemento più importante a mio parere è la l apostrofata: infatti significa la, quella, proprio quella, e spiega, nello spazio di una sola lettera, che si sta parlando di qualcosa di unico e impossibile da imitare.

E l’Italia non è forse così? Il mondo ormai si è globalizzato, gli hamburger americani posso mangiarli a Milano e i negozietti cinesi sono ovunque. Già, ma dove potrebbe esistere un posto come l’Italia? Un paese la catena montuosa più alta della vecchia Europa e le spiagge più calde e belle del Mediterraneo, abitato da un popolo diviso in patria ma unitissimo all’estero, perché gli italiani sono ovunque, e nel bene o nel male si fanno sempre riconoscere. Quale popolo ha avuto una storia più turbolenta della nostra? Lungo la striscia di terra della Penisola si sono avvicendati tutti i dominatori stranieri occidentali, dagli spagnoli agli austriaci, passando per gli inglesi che tentarono di rubarci un’isola che esistette per soli otto mesi (la celeberrima Isola Ferdinandea).

I segni di questa storia così complessa sono incisi in modo indelebile sulla nostra stessa terra: dai piccoli borghi medievali alla raggiante bellezza di Firenze, il fascino del Belpaese è unico, e nonostante tutto è lì, e si erge a messaggero eterno di ciò che la terra ha passato. In Italia, l’arte si sente a casa. Una volta conobbi un ragazzino tedesco in vacanza in un piccolo paesino della Liguria, il quale parlava pochissimo italiano ma una parola la conosceva bene: paradiso. Più chiaro di così.

#EtinArcadiaEgo - "Viva l'Italia" dovrebbe risuonare nei nostri cuoriDe Gregori, come un poeta risorgimentale, mette in musica la bellezza che vede intorno nonostante tutto: il suo è un canto d’orgoglio silenzioso, una lenta litania di tenue disperazione, una disperazione tutta italiana, più rassegnata all’idea di immutabile che distrutta dall’impossibile ritorno della gloria passata. È un canto che, nel bene e nel male, ci rappresenta tutti, un inno non d’Italia ma sull’Italia. Siamo, come canta con la sua voce dolce e ineguagliabile, «l’Italia che non muore». E non moriremo nemmeno questa volta, per colpa di un terremoto che ci ha colpiti nel centro, nel cuore pulsante della nostra storia, perché ne abbiamo passate troppe per farla finita ora. Ecco perché questa Italia, proprio la nostra, ha bisogno di un fortissimo Viva: Viva l’Italia deve essere il motto e l’ispirazione di tutti, perché l’Italia è la terra della Bellezza, dell’Arte e dove la Storia ha saputo lasciare il suo marchio con stiletto profondo. Sarebbe un mondo migliore se tutti ci scrivessimo, anche su un post-it da appendere sul frigorifero, Viva l’Italia!

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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