“Angelicamente Anarchici”: Riondino omaggia don Andrea Gallo e De André

0 960

Angelicamente Anarchici: Riondino omaggia don Andrea Gallo e De André

2054068cover_800x50-1Fino al 20 novembre, calcherà il palcoscenico del Teatro Carcano di Milano Michele Riondino, volto noto della televisione (Il giovane Montalbano), con lo spettacolo Angelicamente Anarchici.

Scritto da Marco Andreoli ed arrangiato da Francesco Forni, che ha suonato dal vivo insieme a Ilaria Graziano e Remigio Furlanut, lo spettacolo racconta dello stretto legame tra don Andrea Gallo (Campo Ligure, 18 luglio 1928 – Genova, 22 maggio 2013), uomo di chiesa sì, ma decisamente controcorrente, e l’immenso Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) , immersi nella loro misteriosa Genova.

I miei vangeli sono cinque: Matteo, Marco, Luca, Giovanni e Fabrizio … È la mia Buona Novella laica. Scandalizza i benpensanti, ma è l’eco delle parole dell’uomo di Nazareth che, ne sono certo, affascinò il mio amico Fabrizio.

fabrizio_de_andre_1-1Erano Provocatori nel loro essere diversi ma profondamente spirituali, seguaci di una religiosità non canonica interpretando la parola di Gesù uomo e volgendo lo sguardo verso gli ultimi e gli emarginati: se De André compose l’album La buona novella basandosi anche sui vangeli apocrifi, don Gallo fino agli ultimi giorni della sua vita si dedicò alla stesura di Sopra ogni cosa. Il vangelo laico secondo Fabrizio De André nel testamento di un profeta. In questo libro il prete raccoglie le canzoni del cantautore che secondo lui hanno meglio saputo descrivere il reale messaggio cristiano, ovvero la compassione e la comprensione dell’altro, lontano dal perbenismo e l’ipocrisia: tutti sono uguali e tutti meritano di essere aiutati.

Le canzoni scelte da don Gallo sono quelle eseguite durante Angelicamente Anarchici e che inframezzano il ritmato monologo recitato da  Michele Riondino, che interpreta il don in un ipotetico aldilà. D. G., così si chiama il personaggio creato per evitare l’effetto imitazione, è nel limbo: non sa dove passerà l’eternità, se in paradiso, per il bene fatto verso i più bisognosi, o se all’inferno per la sua arroganza, come gli comunica l’ombra di alto prelato, che rappresenta ciò che Gallo combattè per tutta la vita. Dopotutto non è mai stato scomunicato ma ha sempre camminato sul filo del rasoio, in bilico tra ciò che era accettato e cosa no dalla Santa Romana Chiesa.

angelicamente-anarchici-04-1310x874-1Angelicamente Anarchici non vuole essere l’apologia di un uomo, vuole essere un’occasione per diffondere ancora una volta il suo pensiero di fratellanza e di inclusione anche di chi ha sbagliato, chi è diverso, chi arriva da lontano senza più nulla, chi ha scelto di vivere al di fuori delle regole sociali.

Forse erano semplicemente due sognatori don Andrea Gallo e Fabrizio De André, raccontavano di un’utopia: consapevoli della fatica che comportava realizzarla, si sono esposti in prima persona esprimendo il loro pensiero. De André ha raccontato un Gesù diverso e umano, esempio per tutti, Gallo è stato partigiano, anarchico e col pugno chiuso ad ogni manifestazione, sempre e comunque bastian contrario.

Cosa lascia questo spettacolo? Lascia la voglia di riflettere su queste persone più che personaggi, sul loro messaggio ancora così forte ed attuale, sul vuoto che ha lasciato la scomparsa di queste due menti, o forse anime, che con estrema lucidità e disincanto hanno raccontato la società. Rimanendo sempre Angelicamente Anarchici.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.