Tutti in coda per Venezia… con calma e senza spingere!

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Tutti in coda per Venezia… con calma e senza spingere!

È il posto più romantico del mondo ma ancora meglio quando non c’è nessuno. 

Woody Allen

venezia-solitariaVenezia, città sull’acqua unica al mondo. Lei con i sui, ponti, i suoi canali, le sue calli i campi e i campielli, viene visitata in media ogni anno da 25 milioni di turisti e conta poco più di 56.000 abitanti nel centro storico, numero che a volte corrisponde ai turisti in visita in un solo giorno festivo particolare, come nel recente ponte di Ognissanti in cui la città è stata letteralmente presa d’assalto.

Tutti vogliono andarci e nessuno vuole abitarci, ma cosa sta succedendo?

Succede che Venezia è una città che sta scomparendo. Non sono i monumenti a sparire, ma è quell’insieme di caratteristiche tipiche, la sua storia, i suoi mercati caratteristici, la sua gente, quello che rende viva questa meravigliosa città. Negli ultimi decenni è cambiata molto, è come se fosse diventata una specie di scenografia teatrale a cielo aperto o parco a tema, proprio come scrisse nel 2008 il giornalista John Kay in un articolo pubblicato sul TimesWelcome to Venice, the theme park. Non è una città a misura di abitante, è ormai una città a misura di turista: persone in costume ottocentesco che sponsorizzano spettacoli teatrali in lingua inglese, gondolieri in ogni dove, negozietti di maschere o vetro di Murano rigorosamente Made in China sono la normalità.

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Manifestazione dei residenti “Ocio ae Gambe”

Queste ondate di turisti dovrebbero essere in un certo modo limitate: non si può certo impedire alla gente di venire a Venezia e questo e ovvio, ma se un antico palazzo si trasforma in un Grand Hotel e una vecchia abitazione in un B&B, allora è ovvio che ci saranno sempre più turisti e meno residenti.

Ad esempio, un problema comune per il veneziano medio è «sono in ritardo, che strada faccio?» Per arrivare in orario ad un appuntamento bisogna calcolare che 9 volte su 10 si rimarrà bloccati per strada dai turisti fermi con la cartina in mezzo alle calli o sopra ai ponti che scattano foto. A volte è meglio fare il doppio della strada percorrendo le stradine più nascoste ma che i turisti non conoscono e ti permettono di metterci la metà del tempo. Se però il tuo appuntamento è a San marco o Rialto allora li non c’è speranza! Se questo lo devi vivere tutti i giorni, dire che diventa snervante è dir poco.

Il turismo dovrebbe essere una cosa positiva per una città ed è giusto che continui ad esserci, Venezia è una città d’arte che deve dare la possibilità a tutti di essere visitata, ma da un turismo sano. Non è piacevole neanche per un turista visitare una città morta, un set cinematografico in cui per le calli si incontrano altri turisti e qualche raro veneziano che correndo e sbuffando li supera a slalom.

Il bivacco dei turisti
Il bivacco dei turisti

Il Comune di Venezia sta pensando a delle possibili misure salva-laguna da attuare entro la prossima estate, per cercare di ridurre il numero di turisti che ogni giorno visitano la città. Ma per fortuna nell’ultimo periodo già qualcosa si è mosso a livello internazionale, infatti l’UNESCO ha lanciato un allarme: «se il turismo non verrà ridotto e controllato toglieremo Venezia dalla lista del patrimonio dell’Umanità». Senza contare il problema delle grandi navi e del traffico acqueo che mettono costantemente a dura prova cittadini e non.

Ma residenti però hanno iniziato a manifestare pacificamente, a dimostrazione che Venezia è ancora viva, che i suoi abitanti ci sono e si fanno sentire. I giovani poi, piano piano stanno tornando, ci sono sempre più eventi culturali e locali nuovi. I giovani sono il futuro di una città.

Gli abitanti hanno fatto la loro parte facendo sentire le proprie ragioni ed esponendosi, ora tocca all’amministrazione rimboccarsi le maniche ed evitare che Venezia sprofondi sempre più, inondata dal turismo.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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