“Varekai”, lo spettacolare teatro del Cirque du Soleil a Torino

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Varekai, lo spettacolare teatro del Cirque du Soleil a Torino

Varekai, lo spettacolare teatro del Cirque du Soleil a TorinoVarekai, titolo dello spettacolo del Cirque du Soleil appena rappresentato in Italia e diretto da Dominic Champagne, in lingua rom significa “ovunque” ed è proprio diffondere ovunque nel mondo la loro arte, la loro musica e la loro miscela di estrosità circense l’obiettivo della compagnia canadese. La compagnia canadese offre sogni e un circo in perfetto stile gitano, mescolando mitologia e fantasia.

Ieri sera si è conclusa al Pala Alpitour di Torino la tournée italiana di Varekai, il cui protagonista è il giovane personaggio mitologico di Icaro. Il protagonista dovrà, alla fine del suo viaggio, compiere l’impresa di conquistare la cima del vulcano, circondato da animali fantastici provenienti da ogni dove.
La scena si apre sul bosco, dove fumi sottili si alzano dal palco, canne di bambù si stagliano sullo sfondo permettendo ad animali incredibili di arrampicarsi e osservare i propri spettatori. Un satiro, Icaro, uno skywatcher e tante figure colorate iniziano a ballare, cantare e comunicare in lingue sconosciute offrendo l’opportunità unica di esser proiettati in un mondo magico, una sorta di Isola che non c’è dove manca solo Peter Pan, perché in fin dei conti la fantina c’era e guidava il pubblico dall’inizio alla fine e durante gli intervalli.

Un mondo completamente fuori dall’ordinario è quello messo in scena, in cui luci, costumi e musiche fanno da padroni. Il punto focale, infatti, del Cirque du Soleil è proprio la scenografia e l’interpretazione dei personaggi da parte degli acrobati, che si impegnano a dar vita a camaleonti, draghetti e coralli facendoli volteggiare nel cielo e sviluppandoli in piramidi umane.

Varekai, lo spettacolare teatro del Cirque du Soleil a TorinoE quando proprio si pensa di aver visto tutto o quasi che niente possa più stupirci, ecco arrivare la parte del circo che in assoluto non può mancare nemmeno all’interno di un’opera così corposa: i pagliacci. Non quelli classici ovviamente, ma l’imprescindibile parte comica viene affidata ad un uomo e una donna che invitano il pubblico sul palco, o tentano di improvvisarsi cantanti, facendo così perdere la magia che era stata creata poco prima dagli artisti sul palco. Queste pausa sono quindi necessarie per riportarci alla realtà: quello a cui stiamo assistendo rimane pur sempre circo, nonostante la spettacolarità del tutto.

Preparatevi a volteggi singoli o doppi, a trapezisti, a contorsionisti che sembrano quasi inaumani tanto sono agili, a ballerini che saltano e volteggiano su tappeti elastici e ad acrobati con il cerchio. Tutto il mix del circo concentrato sul fine comune del “narrarvi una storia”.
Suggestione e magia si riconfermano le caretteristiche principali del Cirque anche grazie a musiche che ricalcano la forza dei lottatori acrobati o la dolcezza e la malinconia della caduta di Icaro, nella scena iniziale. Il tutto inframezzato dal comico.
Questo mix può essere quindi letto come opera d’arte e puro spettacolo, come esibizione della bellezza del corpo umano, o come solo divertimento.

Sognando e meravigliandoci per più di due ore, il Cirque du Soleil riesce ad essere ancora oggi uno spettacolo circense unico al mondo. Varekai!

Martina Buccheri per MIfacciodiCultura

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