“Signs”: la grafica italiana si mette in mostra al BASE di Milano

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Signs: la grafica italiana si mette in mostra al BASE di Milano

"Signs": la grafica italiana si mette in mostra al BASE di MilanoCommunication Design. Una branca del Design il cui nome può sembrare nuovo, ma che invece ha una grande importanza per la nostra epoca. A spiegarlo con esempi illustri degli ultimi trent’anni è la mostra Signs: grafica italiana contemporanea al BASE di Milano, in programma fino al 20 dicembre 2016.

Infatti, sin dalla nascita della società dei consumi nel secondo Dopoguerra la Grafica è finita al centro della vita di ogni cittadino, il cui ruolo nella comunità ha subito una metamorfosi verso l’azione, l’individualità e, appunto, il consumo. Una sottospecie di coazione a ripetere a supporto del sistema economico, in cui la realtà visiva è finita al centro dei messaggi promozionali e della resa finale dei prodotti, al fine di stimolare i bisogni. È in questo contesto che la narrazione comunicativa è slittata notevolmente verso la dimensione grafica, con un’ascesa importante del Design. Il tutto con un largo campo d’azione, che partendo dall’Economia è finito per influenzare radicalmente la Cultura ed infine la Politica, soprattutto dagli anni Ottanta in poi. Diversi segni, come dice il titolo della mostra tradotto dall’Inglese, che in Italia sono presenti da molti anni sulla spinta delle logiche di marketing e dei billboard americani, con una scuola di designer importanti ancora oggi e sfidanti per il mercato internazionale.

Tra i nomi presenti si hanno per esempio personaggi inseriti nel mondo dell’editoria, come Gianluigi Colin (1956). Nato a Pordenone e vivente a Milano da circa trent’anni, è stato art director per il Corriere della Sera e l’ideatore della rubrica culturale La Lettura. La sua opera si prefigge di curare la grafica del prodotto giornalistico mettendolo a stretto contatto con il contesto dell’Arte contemporanea, portando così a riflettere tramite il medium stesso sulla comunicazione e la memoria. Dal percorso comune Luca Pitoni (1982), progettista grafico e giornalista: cominciando con la cura del design di IL-Intelligence in Lifestyle, testata periodica connessa al Sole24Ore, passò poi per essere il rinnovatore della veste grafica dell’inserto culturale Domenica, nonché per quello incentrato sul mondo del fashion Moda 24.

"Signs": la grafica italiana si mette in mostra al BASE di MilanoPer quanto concerne il settore delle mostre e dei libri sull’Arte, Signs propone team come per esempio Studio FM: fondato nel 1996 da Barbara Forni (1966) e Sergio Menichelli (1967), i suoi progetti spaziano dal “classico” Graphic Design (come per i cataloghi delle opere del MUDEC) e l’Art Direction, fino ad alcune novità strettamente connesse col marketing delle aziende e dei musei. Queste concernono la cosiddetta Visual Identity, ossia l’immagine grafica connessa ad un particolare brand (con una forte attenzione verso sia l’iconografia, sia l’iconologia) e il Wayfinding, vale a dire il Design delle indicazioni dei vari luoghi artificiali (come i cartelli nelle esposizioni o, anche più “banalmente”, i disegni che mostrano la posizione dei bagni). Un’esperienza simile a quella del Leftloft, un altro studio di progettazione ubicato a Milano e nato nel 1997 per mano di Andrea Baccaloni (1973), Francesco Cavalli (1972), Bruno Genovese (1971) e David Pasquali (1972). Per questo gruppo la più grande collaborazione è stata ed è ancora con dOCUMENTA, la mostra quinquennale di Arte contemporanea che si tiene a Kassel, in Germania, per cui il gruppo cura i poster e i libri con le opere.

I nomi sono dunque molti ed importanti, con sbocchi anche nel campo dell’Architettura e dell’Industrial Design come con Massimo Pitis (1963, insegnante ora in vari atenei) o Mario Piazza (1954), ex-direttore creativo di Domus e direttore di Abitare.

Una serie di figure e prodotti simbolo della tradizione italiana del Communication Design, che merita di essere vista per antonomasia.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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