“FuturBalla”: Giacomo Balla in mostra alla Fondazione Ferrero

0 909

FuturBalla: Giacomo Balla in mostra alla Fondazione Ferrero

La pazza (Ciclo dei vinti), 1905
La pazza (Ciclo dei vinti), 1905

Alba è una cittadina del cuneese resa mortale da Beppe Fenoglio e immortale dalla Nutella, qui prodotta dalla FerreroL’azienda però non tratta solo prodotti dolciari, ma dispone anche di una propria Fondazione creata per la divulgazione culturale ed è proprio qui che il 29 ottobre è stata inaugurata la mostra Futur Balla, incentrata sulla figura Giacomo Balla, talentuoso pittore nonché uno dei principali teorici del Futurismo.

La mostra ha il suo intento nel ricostruire tutta la carriera artistica del poliedrico artista torinese, essendo stato uno dei mediatori del divisionismo in Italia, consistente nello stracciamento dei punti di Seurat in filamenti cromatici di luce, dando movimento al pointillisme scientifico.

Sin da principio Balla si è dimostrato sensibile alla sperimentazione artistica sulla luce naturale ed artificiale, affiancandola a quadri con soggetti la dimensione sociale e quindi umanitaria della sua città, come nel trittico La Giornata dell’operaio (immagine di copertina) del 1904 e il Ciclo dei Vinti, composto da quattro tele (in origine dovevano essere quindici) eseguite tra il 1902 e il 1905, dopo un soggiorno di sette mesi a Parigi.

Lampada ad Arco, 1910
Lampada ad Arco, 1910

A Roma – vi si era trasferito nel 1895 – lo studio di Giavomo Balla viene assiduamente frequentato da Umberto Boccioni, Gino Severino, e Mario Sironi, insieme ad altri, tanto da poterli considerare suoi allievi.
Nel 1910 si interessa agli studi sulla dinamicità e aderisce al movimento futurista di Marinetti, firmando anche il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista dove complementarismo viene elevato a genetico, e la pittura divisionista dove non è un fine ma uno strumento per realizzare figure mai statiche ma dinamiche: «[…] Il gesto, per noi, non sarà più un momento fermato del dinamismo universale: sarà, decisamente, la sensazione dinamica eternata come tale» – «[…] Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la persistenza delle immagini nella retina, le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono. Così un cavallo da corsa non ha quattro gambe: ne ha venti, e i loro movimenti sono triangolari».

Lo spazio e tutto ciò che vi è dentro si fonde con la figura, il cubismo viene messo in movimento così come la scultura egizia viene messa in crisi da quella cretese: si apre la scultura nello slancio, alla scoperta della tridimensionalità.  Non stasi, moto relativo, non assoluto. È a questo periodo che appartengono  Bambina che corre sul balcone (1912), Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912) e Le mani del violinista (1912).

la-fila-per-lagnello-1942
La fila per l’agnello ,1942

Balla cerca segni grafici per riportare il dinamismo nella bidimensionalità pittorica e ne elabora un linguaggio nuovo, in contrasto con il gusto che rendeva tutto  “soprammobile”, come ricorda Marino Marini. Come la maggior parte dei futuristi, anche lui entrò in contatto con il regime fascista, anche se poi se ne discostò negli anni ’30, sancendolo in un suo testo, Proclama agli Artisti Italiani:

La storia giudicherà il momento artistico attuale di decadenza e corruzione causato dai tempi in trasformazione e anche dai mestatori parolai che in nome dell’Italia fascista spinsero l’arte in un banale dilettantismo […] L’arte, dono divino, il più sensibile  dell’umanità, non subisce imposizioni perché appassionatamente spontaneo.

Negli anni Trenta smise di partecipare alle esposizioni futuriste, tornando progressivamente ad essere un pittore figurativo – non senza aver prodotto le prime tele astratte in italia – morendo in questo modo, nel 1958.

Giacomo Balla non è stato solo pittore, ma anche scultore, scenografo e scultore, proponendosi di rinnovare con il linguaggio futurista qualsiasi forma d’arte, maggiore e minore, inclusa la moda, e la mostra Futur Balla vuol mostrare a 360° ciò che questo grande artista è stato, grazie a prestiti da altre gallerie, italiane ed estere. Insomma, una mostra da vedere se si vuol scoprire chi effettivamente è stato questo artista eclettico.

Alex D’Alise per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.