Forma Meravigli di Milano: ecco a voi servita “VIP à la carte”

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Forma Meravigli di Milano: ecco a voi servita VIP à la carte

forma-meravigli-milanoForma Meravigli è uno spazio dedicato all’arte e alla fotografia che si trova nel cuore Milano, seppur a prima vista non ci si faccia caso. Eppure, è lo stesso che accade con ristoranti e locali di cui si va alla ricerca per trascorrere bei momenti in compagnia: spesso quelli di cui ci si ricorda di più non si trovano facilmente sulla via principale, perché bisogna scoprirli. Così, per certi versi, si può scoprire chi ci lavora e chi li frequenta, creando così una rete di storie e di personaggi nella vita mondana milanese, legata alla tavola locale.

Proprio la riscoperta della memoria cittadina, secondo il vissuto collettivo, è stato l’obiettivo di Matteo Balduzzi e di Stefano Laffi, curatori della mostra VIP à la carte (fino al 20 novembre, a ingresso gratuito): grazie a immagini e cornici prese in prestito dalle sale di venti ristoranti di Milano (con la collaborazione e il sostegno della Camera di Commercio di Milano e della Regione Lombardia) si ricostruisce il rapporto tra uomini e donne dello spettacolo e i proprietari e gestori dei locali in questione. Infatti, sarebbe limitante interpretare la presenza di un vip che si reca al ristorante soltanto come una presenza ingombrante, perché la sua visita, invece, costituisce un motivo di sorpresa, di prestigio e di vanto, perché no, per il ristorante stesso. E a tutto ciò è bene aggiungere la componente dell’integrazione sociale, dell’incontro, della piacevolezza che si trova nell’accoglienza di una tavola apparecchiata. In questa Milano, dagli anni Sessanta in poi, come molti ricordano, sono nate amicizie e affari, idee e progetti, a volte per la fortuna del caso, a volte per la solida fatica, ma comunque il successo è arrivato.

Ecco alcune delle testimonianze dei ristoratori raccolte da Vip a la carte.

ristorante-santa-lucia-foto-di-marco-dapinoAlessandro Iacubino da otto anni a questa parte gestisce La porta rossa, ristorante pugliese, nato negli anni Settanta grazie ai suoi nonni Chechele e Nenella. Il locale presto si fa conoscere dal mondo del teatro e della radio, perché nella stessa via (Locatelli, 1) si trova Radio Maria International e così ecco che gli ospiti dopo le trasmissioni vi si recano per la buona cucina, saporita e semplice, ma accogliente. Perché nonno Michele di certo l’inglese non lo parlava, ma sempre si è fatto riconoscere per il suo garbo e la sua professionalità nel ricevere anche gli attori internazionali più famosi, Robert De Niro, per citare un nome.

La sensazione di una cena in compagnia, pronta a rallegrare l’atmosfera, vissuta come un momento perfetto e appagabile dell’intera giornata, al quale certo non si vorrebbe mancare, è ben descritta da Angelica Vanni, praticamente cresciuta nel locale, tanto apprezzato da De André e Finardi, fondato dai suoi genitori, Trattoria Capolinea, inaugurata appena due giorni dopo l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano. L’aria che si respirava tra le sue pareti assomigliava a quella di una comunità hippie, perché pian piano il locale divenne un rifugio per la musica jazz in tournée per l’Italia. Così i musicisti come Art Blakey e Gerry Mulligan suonavano gratuitamente, per puro piacere. E la buona tavola anche in questo caso ha solo favorito l’occasione. Ma c’è di più: quando gli artisti scambiano la cucina per un camerino, come fossero a casa loro, viene da sorridere, e ci si rende conto di far parte di una grande famiglia, movimentata e caotica, ma sicuramente stimolante.

100207243-2db06845-3b54-41a0-826e-240863dd2242Alla Trattoria Da Tomaso il proprietario settantaduenne Gianpaolo Raffaldi ci tiene a conservare la magia intatta nel suo locale, nel quartiere Isola: da venticinque anni è divenuto, infatti, un luogo di ritrovo per maghi e prestigiatori, come Paolo Morelli, Bauer e Silvan. Le cene sono così trasformate in occasioni di presentazione di giochi e tecniche, dove il pubblico è fatto dai clienti stessi. E così le vicende personali e professionali di questi artisti sono rimaste nella mente del ristoratore. Fabio Locatelli, invece, è consapevole di come la Milano degli anni Duemila corra troppo in fretta, senza gustarsi più le piccole cose. E infatti, vuole che la sua Trattoria Madonnina conservi sempre la sua atmosfera intatta e famigliare, come a ricordare la volta in cui, nel quartiere della Bocconi, appunto, passarono su una Rolls Royce Onassis e Maria Callas. Tra le persone che si siedono con calma a bere un bicchiere di vino, a volte il tempo si ferma.

Insomma, la Milano descritta dai protagonisti della ristorazione non è la semplice Milano da bere, che oggi cerchiamo sul web. Qui la sua vitalità, il suo calore, il suo spirito imprenditoriale, eppure casalingo sono rimasti intatti. E proprio qui risiede la differenza tra l’anima nostalgica di un quartiere come l’Isola, il fulcro della città, e il business che l’ha assorbita ultimamente. Ma, di nuovo, è lo stupore a prevalere, se si pensa che le centinaia di foto raccolte in tutti gli anni di lavoro sono veramente nostre, se tutto quello che c’è nelle sale e nelle cucine è frutto non solo di un’eredità, ma anche dell’impegno quotidiano e della capacità di reinventarsi. E certamente ancor più meraviglia si proverebbe a sapere un tavolo prenotato per i Dire Straits, Lou Reed, i Queen, Frank Sinatra nel proprio ristorante, come ricorda con gioia Fabio Cortesi, della pizzeria A Santa Lucia.

Perciò, Vip a la carte: non solo menù, non solo fotografia, ma storie e personaggi.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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