“Steve McCurry. Senza confini”: occhi che guardano storie

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Steve McCurry. Senza confini: occhi che guardano storie

"Steve McCurry. Senza confini": occhi che guardano storieIl PAN – Palazzo delle Arti di Napoli ospita, in un allestimento ampio e ricco, le opere di uno dei più intensi maestri della fotografia contemporanea: Steve McCurry.

Promossa dal Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo e dal Pan – Palazzo delle Arti Napoli, la mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con SudEst57. Media partner dell’evento sono Il Mattino e Radio Kiss Kiss.

Steve McCurry. Senza confini è il titolo della rassegna, che rimarrà visibile al pubblico fino al 12 febbraio 2017 e il progetto espositivo, curato da Biba Giacchetti, propone un viaggio nel mondo di McCurry, dall’Afghanistan all’India, dal Medio Oriente al Sud-est asiatico, dall’Africa a Cuba, dagli Stati Uniti all’Italia, attraverso il suo vasto e affascinante repertorio di immagini, in cui la presenza umana è sempre protagonista, anche se solo evocata. Nel suggestivo allestimento di Peter Bottazzi, questa umanità ci abbraccia attraverso i suoi sguardi in una sorta di viaggio in tondo su binari narrativi, dove si mescolano età, culture, etnie, che McCurry ha saputo cogliere con straordinaria intensità.

La rassegna intende presentare il nucleo delle opere principali di McCurry, affiancate da scatti recenti e lavori ancora mai pubblicati, per narrare il suo incessante cammino tra i paesi che vivono il dolore del conflitto, tra quei volti che piangono storie di disperazione, tra quegli occhi innocenti di bambini, consapevoli angeli costretti all’inferno. Una visione, toccante, attuale che Steve McCurry ha documentato fino agli anni ’70.

Una narrazione per immagini dell’uomo contemporaneo nel mondo, nella sofferenza e nella violenza della guerra, nella diversità delle culture e delle etnie, in cui la tragica crudezza della vita raggiunge livelli di lirismo intensissimi che uniscono il cuore e l’anima di chi sta dietro e davanti la pellicola. Una lezione di fotografia e di umanità che ha affascinato dal primo scatto reso noto e continua a catturare invitando ad ammirare l’altro con la stessa curiosità e meraviglia del nostro autore. 

Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

"Steve McCurry. Senza confini": occhi che guardano storieIl percorso si apre con una sezione di foto in bianco e nero, scattate da Steve McCurry tra il 1979 e il 1980 nella sua prima missione in Afghanistan. Ritornerà in quel paese numerose volte e proprio da quel luogo proviene la ragazza che nel 1984 fotografò per il National Geographic nel campo profughi pakistano di Peshawar, diventata poi un’icona della fotografia mondiale nonché il simbolo della speranza di pace in Medi Oriente e non solo, che suona ancora oggi come un sogno impossibile in un mondo segnato da guerre ed esodi di massa.

McCurry, dopo diversi anni in veste di fotografo freelance, compie un viaggio in India, il primo di una lunga serie. Con sé porta solo l’essenziale, pochi vestiti e alcuni rullini, e si inoltra nel subcontinente, esplorando il paese con la sua macchina fotografica.

Passo un sacco di tempo a guardare facce e facce, e le facce sembrano raccontarmi una storia. Quando sul volto è scavata qualcosa dell’esperienza di vita, so che la foto che sto scattando rappresenta molto di più del semplice momento. So che qui c’è una storia.

"Steve McCurry. Senza confini": occhi che guardano storieAl confine con il Pakistan, incontra un gruppo di rifugiati dell’Afghanistan, che gli permettono di entrare clandestinamente nel loro paese, lì comincia il suo racconto fotografico, fatto di colori cangianti che urlano bellezza e angoscia, terra e fumo, culture ormai solo tratteggiate e conflitti che spezzano cuori e anime.

Steve McCurry è una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea per il sapiente uso del colore e l’empatia che trasmettono le sue foto, rendono queste scatti indelebili nella memoria. L’umanità che ne deriva è sporca di fango, ha le mani gentili delle donne e dei bambini, ha volti segnati, è stordita dagli spari, dalle esplosioni, dalla distruzione e dalla morte, ma vive nonostante tutto, guarda e stringe i pugni. Nonostante tutto.

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura 

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