La Scapigliata – Le forme dell’Eros: #novembrealmuseo

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La Scapigliata – Le forme dell’Eros: #novembrealmuseo

In sordina arriva dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali il soggetto prescelto per questo novembre: le forme dell’Eros. Decisamente più appetibile di una scena di vendemmia, è infatti molto presente sulle pareti dei musei.

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Mi ama o non mi ama?

Milano, nonostante la canzone di Memo Remigi, ha aperto diverse porte all’amore e alla sua personificazione. A partire dalle centralissime Gallerie d’Italia, piazza della Scala, L’Ottocento. Da Canova a Boccioni e il più svenevole Mi ama o non mi ama? o la malata d’amore dipinto da Francesco Valaperta nel 1871 che non manca né della margherita da sfogliare né degli abiti medievali cari a un certo tipo di pittura romantica.

La Pinacoteca di Brera invece offre diverse declinazione dell’amore, tralasciando Il Bacio di Hayez. Dalla novecentesca Casa dell’Amore di Carlo Carrà (1922) al manieristico Venere e Cupido con due satiri in un paesaggio (immagine di copertina) di Simone Peterzano (1570 ca.) decisamente più aderente al tema lanciato dal MiBACT.

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L’Amore alla fonte della vita, 1896

Anche nelle collezioni della Pinacoteca Ambrosiana fa capolino l’eros attraverso un marmo, Venere e Cupido, scolpito a bassorilievo. La scena è dolce, confacente al legame fra le due divinità, madre e figlioletto: Venere accudisce il piccolo punto al dito da un’ape.

La Galleria d’Arte Moderna, all’interno della collezione Grassi, vanta una rappresentazione dell’amore lontanissima tanto dalle voluttà mitologiche quanto dai romanzi ottocenteschi: L’Amore alla fonte della vita. Il misticissimo Segantini dipinge un angelo che, sospettoso, sorveglia il passo di due innamorati, il loro percorso d’amore forse?

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Carlo Carrà, La casa dell’amore

In conclusione una chicca: Palazzo Morando Attendolo Bolognini e la sua Sala dell’Olimpo. Museo del costume collocato strategicamente in via Sant’Andrea, conserva al suo interno alcune decorazioni originali tra cui le pitture di Giovanni Antonio Cucchi (1690-1771) eseguite per le nozze occorse nel 1762 tra Giovanni Villa e Maria Pusterla: Giunone scortata da Imeneo e dalla personificazione di Milano procede verso Giove che la incoronerà sua sposa e regina; assistono alla scena Venere e Saturno.

Veronica Benetello per MIfacciodiCultura

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