Germe, la nuova opera su muro di MaCa per la città di Messina

15045713_10208761392524576_1080823064_nLa città dello stretto arricchisce il suo patrimonio artistico dedicato alla street art con la realizzazione dell’opera Germe della talentuosa e giovane artista messinese MaCa (alias Manuela Caruso).

MaCa, classe 1985, laureata in pittura, vive e lavora a Messina. Legata alla sua città, nel 2015 ha collaborato con il progetto Distrart per la riqualificazione urbana delle pensiline del tram, con le opere dedicate ai mitici giganti Mata e Grifone. La sua ricerca artistica parte dall’uomo per poi arrivare al tutto. Indaga, infatti, ogni elemento naturale di cui si compone il mondo in cui vive l’uomo per scoprire l’unicità di cui è fatta questa delicata armonia.

Germe è un triplice murale costituito da un pannello di 3,80×16 metri e due muri rertrostanti, rispettivamente di 7×17 metri e 2,50×9 metri. La particolarissima opera è la vincitrice del bando Futuro Ventuno, lanciato da Le scalinate dell’arte, come decretato da una commissione di esperti dopo aver valutato un numero cospicuo di bozzetti giunti da ogni parte d’Italia. Il tema del bando, un’opportunità unica sia per Messina che per gli artisti, è il XXI secolo, quindi le «visioni inedite, seducenti, irriverenti e utopiche del nostro futuro» legate all’arte ed alla società.

Scenario di Germe è la preziosa scalinata intitolata a Monsignor Francesco Bruno (1864-1934) che durante la sua carriera ecclesiastica in città fu Rettore del Santuario di Montalto. La scalinata, adiacente al Palazzo dedicato alla Cultura, si trova in linea d’aria di fronte all’antica e prospera zona portuale, quindi è possibile ammirare la suggestiva Zona Falcata e la statua della Madonna della Lettera, protettrice di Messina.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare MaCa, per approfondire insieme la genesi ed il significato di Germe e l’importanza del lavoro su muro in una città tanto bella quanto problematica come Messina.

Mi parli di Germe, il suo nuovo progetto artistico per Futuro Ventuno. Qual è il suo significato? Qual è il messaggio che vuole trasmettere?

In natura Germe è, quasi per definizione e un po’ per sottrazione, ciò che oggi è al primo stadio dello sviluppo e un giorno, avendone cura, germoglierà. In città, gli unici germi rimasti sono i bambini. Ne ritraggo due al centro di questo murale, giocano incastrati tra grigi edifici che riempiono la gran parte della superficie su cui ho dipinto. Occorre avere cura di questi due bambini per sperare che germoglino, eppure oggi li priviamo dell’aria, li costringiamo a giocare in mezzo al cemento. Compito degli adulti, compito mio e messaggio di Germe è prendere consapevolezza degli errori fin qui commessi ed immaginare un futuro diverso, più saggio, in cui far germogliare i nostri bambini. Immaginiamo una nuova città, nuovi luoghi per i nostri bambini e per farlo affidiamoci alla loro immaginazione, i bambini ne hanno tanta più di noi, e alla loro voglia di incanto. Così nella parte bassa e nascosta del secondo muro, come per incanto, la scena si trasforma in qualcosa di nuovo: radici profonde affondano negli strati della terra, il colore si sostituisce al grigio e regala un respiro pulito in centro città.

C’è un legame tra Germe e la città di Messina?

14958399_10208755977909214_1855740409_n-1Sì, ovvio che sì, dipingo una città e quella città non può che essere, prima di tutte le altre, la mia città, Messina. C’è altro però, e riguarda il fatto di dipingere per strada, all’aria aperta. Mentre affronto il muro mi confronto con i miei concittadini che passano da lì. Che piaccia o meno, tutti danno al mio intervento un valore di riqualificazione, anche perché effettuato su muri che vivono incompiuti, né abbattuti né vissuti. E così in un attimo, dopo un commento sul disegno, si passa a parlare di Messina, della sua condizione, dei suoi pregi e soprattutto dei suoi difetti. Queste chiacchierate fanno in qualche modo parte del disegno. I pregi e i difetti di Messina compaiono sul muro, tracce di quel che è stato quel luogo, di quello che è e di quello che potrebbe essere.

MaCa con le sue opere invita a saper guardare oltre e staccarsi dall’immaginario consueto e quotidiano. Un’artista in continua ricerca e sperimentazione, capace di confrontarsi con svariati linguaggi artistici e di entrare empaticamente in comunicazione con l’animo dell’uomo contemporaneo.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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By on novembre 11th, 2016 in Articoli Recenti, Interviews, Visual & Performing ARTs

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