Conquistare con Fëdor Dostoevskij: alcuni consigli

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Conquistare con Fëdor Dostoevskij: alcuni consigli

dostoevskij_1876Vi è mai capitato di essere al bar o ad una festa ed improvvisamente captare frasi del tipo: «Nietzsche era assolutamente un genio, mi ha cambiato l’esistenza» o «Devi assolutamente leggere On the Road di Keruac…» e altri sofismi del genere che riecheggiano nell’atmosfera come note un po’ stonate?

Mostrare la propria erudizione è una classica tecnica di rimorchio. La cosa bella è che non è necessario essere degli esperti in materia né avere un effettivo interesse per gli argomenti trattati basta dare l’impressione di essere persone che sanno di cosa stanno parlando (anche se in realtà non è così). Va detto, però, che il trucco funziona meglio se si ha una buona capacità di parola e se si sanno scegliere i temi più “alla moda”. Generalmente gli argomenti più mainstream riguardano la produzione letterario-artistica novecentesca (non ho mai sentito nessuno fare l’elogio a Petrarca o Erasmo) in particolare, l’esistenzialismo, il nichilismo e la beat generation. Ma se vogliamo veramente stupire i nostri interlocutori non possiamo prescindere dal fare un accenno ai romanzi russi di fine Ottocento, in particolare Fëdor Dostoevskij (Mosca, 11 novembre 1821 – San Pietroburgo, 9 febbraio 1881), come se in Russia non ci fosse nient’altro.

La conoscenza dei Russi è percepita come sintomo di un livello di cultura leggermente più elevato, tuttavia leggersi l’opera completa di Dostoevskij risulta essere un’operazione piuttosto complicata – soprattutto se la lettura non è il nostro forte.

Ma non è il caso di disperarsi! Basta tenere presente soltanto alcuni concetti-chiave della produzione dostoevskiana, adottare alcuni piccoli accorgimenti, rispolverare i paroloni appresi per caso durante l’esperienza scolastica e, se siamo ancora insicuri, confidare nella capacità d’eloquio fornitaci dall’alcool.

  1. Assicuratevi di avere una buona pronuncia del nome, bisogna chiamarlo [dəstɐˈjɛfskʲɪj] pronunciando le “o” come due “a”.
  2. Leggete Memorie del sottosuolo, uno dei primi esperimenti letterari dello scrittore che condensa in poche pagine tutta la propria filosofia (ATTENZIONE: il libro è piccolo ma è ricco di contenuti e spesso, dal momento che si tratta di un’opera “sperimentale” è difficile da seguire nel filo dei suoi ragionamenti).
  3. L’attenzione che dedica all’uomo preso nella sua individualità e la sua fiducia nell’umanità dovute ad un evento fondamentale nella sua vita: la scampata condanna a morte che il giovane Fëdor visse negli anni dell’università. Qui occorre fare un breve excursus storico, Dostoevskij visse uno dei periodi più tormentati della storia della Russia: l’età di Nicola I caratterizzata dalla repressione (anche violenta) di ogni forma di dissenso politico e da un grande controllo da parte dell’autorità statale. Nonostante il clima di terrore instauratosi anche all’interno delle università, i circoli intellettuali mantenevano una certa indipendenza e al loro interno circolavano liberamente le opere messe al bando dall’autorità. Proprio a causa della lettura di una di queste opere all’interno del circolo frequentato dal giovane Dostoevskij, entusiasmato dalle idee rivoluzionarie, venne decretata la pena di morte per i membri del gruppo. La condanna a morte venne commutata in esilio un attimo prima di essere eseguita e ciò, unito al periodo trascorso in Siberia in mezzo agli altri esiliati e ai contadini influì drasticamente sull’opera dostoevskiana.
  4. Il riavvicinamento alla Fede ortodossa che caratterizzò il periodo di esilio in Siberia. Tutte le opere di Dostoevskij sono attraversate dall’idea che l’unica via di salvezza dai mali della vita sia rappresentata dalla Fede della gente semplice.
  5. La contraddittorietà e la polifonia all’interno dei romanzi. Le opere di Dostoevskij sono dei raccordi ideali in cui idee diverse e diametralmente opposte si incontrano e dialogano tra loro. All’interno di ogni suo romanzo non è possibile rintracciare le idee proprie dello scrittore perché tutti i pensieri e le filosofie hanno la stessa dignità e si pongono sullo stesso livello.
  6. san-pietroburgoIl sottile scavo psicologico che viene messo a punto dall’autore all’interno dei suoi romanzi è dovuto all’epilessia di cui lo stesso scrittore soffriva. Dostoevskij fu capace di trasformare questa sua debolezza in un raffinato strumento di auto-conoscenza che gli permettesse, attraverso la descrizione minuziosa degli stati d’animo che si susseguivano prima, dopo e durante un attacco, di giungere ad una profonda conoscenza dell’essere umano
  7. Il senso carnevalesco. (Questa è una vera chicca vi consiglierei di tenerla in conclusione al vostro monologo). Nell’immaginario collettivo i romanzi dostoevskiani sono racconti di storie truci e miserabili, barbari omicidi, furti, stupri sembrano essere all’ordine del giorno, eppure tutte queste terribili azioni sono descritte paradossalmente in maniera grottesca e spesso, per assurdo, sembrano voler suscitare il riso nel lettore anziché il disgusto. Il riso è un elemento costante che ha la funzione di sconquassare l’ordine del mondo smascherando la grettezza che caratterizza sia le azioni che le idee dei personaggi.

Disseminate qua e là nel vostro discorso qualche sporadico riferimento alle opere principali (Delitto e Castigo, I fratelli Karamazov, I Demoni, L’idiota, Le notti bianche), basta anche solo nominarle e conoscerne il contenuto a grandi linee ma soprattutto confidate nell’ottusità della vostra preda.

Eleonora Bodocco per MIfacciodiCultura

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