#EtinArcadiaEgo – Narrami, o Buffa, cantore degli eroi

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#EtinArcadiaEgo – Narrami, o Buffa, cantore degli eroi

buffa-1Nell’antichità si riteneva che le Muse, dee delle arti, donassero ad alcuni uomini il dono di narrare, con sentimento vibrante, le storie degli uomini Grandi, le gesta degli eroi che si erano elevati al di sopra di tutti. Non poteva esistere impresa eroica senza un cantore che la celebrasse, e questi cantori,proprio grazie alle Muse, erano capaci di esprimere le grandi emozioni intorno alle imprese eroiche.

All’uomo servono gli eroi: essi dimostrano che non tutto è scritto, che l’impossibile può essere cambiato. Ma ancor di più all’uomo servono i cantori, i bardi che sanno raccogliere lo spirito delle gesta degli eroi e metterle in parola, che sia scritta o raccontata a voce. I cantori insomma si fanno da tramiti fra gli uomini semplici, gli eroi e il divino. Se molti di noi si sentono meno fuori luogo in questo mondo, parte del merito va a un avvocato milanese, un uomo con cui Calliope, protettrice della poesia epica, è stata benevola oltre misura: Federico Buffa.

La denominazione del XX secolo come secolo del calcio, la più generica secolo dello sport, è azzeccatissima per capire l’imponenza dell’impatto che lo sport (e dunque Sua Maestà il calcio in primis) hanno avuto negli eventi del Novecento. Buffa, appassionato ferventissimo di pallacanestro e di calcio e in generale di tutto il grande mondo dello sport, ha capito forse meglio di chiunque altro che ogni evento politico, sociale ed economico del Novecento si è relazionato allo sport. Ecco perché nei suoi racconti l’evento sportivo in sé passa spesso e volentieri in secondo piano: Buffa ne presenta le cornici, le cause e le conseguenze. Le sue storie partono da lontanissimo e vagano per fatti, vicende e poi, con improvvisi scatti, tornano al reale, creando un’atmosfera semidivina, in cui nulla appartiene al concreto, perché no, non può davvero essere andata così.

Nel 2014, l’emittente televisiva Sky Sport lo incarica di realizzare dieci racconti su precedenti edizioni dei mondiali di calcio e il risultato sarà una sublime macchina del tempo totale, in cui si viene letteralmente trasportati nelle vicende di questi eroi, che Federico Buffa racconta come baciati dalle stelle, e ne sottolinea ogni passo come un simbolo di un pezzo del loro passato. La narrazione del cosiddetto Gol del Siglo di Diego Armando Maradona è un inno all’impossibile, in cui ogni passo, ogni singolo movimento assume un significato preciso, perché gli eroi non lasciano nulla al puro caso, ma si abbandonano all’ispirazione.

el-gol-del-siglo-1Federico Buffa ha rivoluzionato il mondo di raccontare lo sport: quando parla, si può avvertire quel sentimento proprio del secondo neoclassicismo, in cui il classico, troppo grande per essere imitato ma dono e non disperazione per l’uomo, veniva ammirato con stupore e quieta rassegnazione sull’impossibilità del suo ritorno. Lo si sente rendersi partecipe degli eventi ma come semplice osservatore, che non osa prendere il centro della storia, ma ne resta ai lati, come il passante nella foto dei Beatles in Abbey Road. Con la sua voce affusolata, trasmette le emozioni che prova di fronte agli eroi del grande mondo dello sport, e lo spettatore ne rimane rapito.

Tantissimi si sono appassionati allo sport grazie ai suoi racconti, e altri, già ispirati dagli dei di questo mondo, hanno trovato dei nuovi eroi a cui ispirarsi.

Il suo ultimo progetto è forse il più bello finora: un tour nei teatri di tutta Italia, per raccontare le Olimpiadi maledette, le Olimpiadi che una freccia nera dominò, mentre un’ombra si stagliava inquieta sopra l’ultima estate di Berlino.

Sarà a Milano, al Teatro Menotti, dal 16 al 22 dicembre. Le altre date sono visibili sul suo sito. Ma, per dirla a modo suo, questa è un’altra storia.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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