In ricordo di Virna Lisi

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In ricordo di Virna Lisi

Se fai l’attore, ma non sei depresso e non vai dallo psicanalista, non conti niente, non sei nessuno.

virna-lisi7Il 18 dicembre 2014 moriva l’attrice Virna Lisi. Aveva 78 anni. Sei Nastri d’argento, quattro David di Donatello. Ad Hollywood debuttò accanto a Jack Lemmon in Come uccidere vostra moglie, non isolata esperienza negli States.

Virna Lisi, nome d’arte di Virna Pieralisi, nasce ad Ancona l’8 novembre 1936 nel pieno del Ventennio fascista: il suo nome avrebbe dovuto essere Siria ma l’ufficiale dello stato civile lo rifiutò, poiché la Siria non era un paese alleato dell’Italia. Il padre inventò allora su due piedi il nome Virna, scoprendo solo in un secondo momento che effettivamente quel nome esistesse già.
A quattordici anni mosse i primi passi nel mondo del cinema e nella sua lunga e prolifica carriera, come già detto in precedenza, vinse svariati premi e riconoscimenti, nonostante fosse un’anti-diva: sei Nastri d’argento di cui due per le sue interpretazioni ed altrettanti alla carriera, un Prix d’interprétation féminine a Cannes per la Regina Margot.

Virna fu un’attrice che dedicò la sua professionalità al cinema e TV, lavorando con una miriade di registi: Luigi Zampa, Mario Soldati, Mario Monicelli, Alberto Lattuada, Sergio Corbucci, Dino Risi, Duccio Tessari, Lucio Fulci, ecc. ma con uno in particolare strinse un forte legame, ovvero Pietro Germi.
Un’attrice che lavorò con una miriade di registi, che prese parte ad un numero notevole di film e che disse parecchi “NO!”. Il carattere indipendente, unito alla nostalgia di casa, la portarono a grandi rifiuti, come quello al mondo dorato di Hollywood, dove andò nel ’64 per girare con Jack Lemmon Come uccidere vostra moglie. Quel film fu il maggior successo dell’anno e le fecero ponti d’oro. Girò altri due film, con Tony Curtis (Due assi nella Manica) e Frank Sinatra (U 112 – assalto al Queen Mary), ma poi decise di ritrattare sul contratto siglato, che durava altri sette anni, e tornare a casa. Fu difficilissimo, ci vollero tre mesi di trattative e avvocati bravissimi.

Virna_Lisi_croppedIl suo rifiuto più sentito e sincero lo disse per Barbarella che fu la fortuna di Jane Fonda («Volevano farmi fare Barbarella ma io non avevo voglia di mettermi le ali d’argento, la tutina e la parrucca.»)

Il ricordo e le impressioni di Virna Lisi sul cinema americano erano abbastanza negativi, come raccontava lei stessa:

A Hollywood c’erano contratti terribili che venivano venduti e ricomprati da una major all’altra come al mercato degli schiavi. La preparazione di un film durava mesi, mi impedivano di prendere l’aereo e venire a trovare mio marito, in più avevo un bambino piccolo. Insomma, non era la vita per me.

Costruirsi una famiglia anche a costo di qualche rinuncia, è stata la linea seguita dalla Lisi, che nonostante ciò, perse due figli per lo stress lavorativo. Un dolore colmato dall’unico figlio avuto e dai suoi tre nipoti, ma l’attrice sempre ribadì il concetto che il mestiere dell’attore è faticoso è difficile.

Una bellezza perfetta, aristocratica, una donna sincera, un’attrice grande, Virna Lisi è morta l’anno scorso nella sua casa romana e, a distanza di un anno, vogliamo ricordarla così, con queste parole:

Fare l’attrice è un mestiere difficile. I consigli li riservo alle persone care. E le ragazzine di oggi sembra che capiscano tutto loro, che ne sappiano più di tutti, ma forse nel verso sbagliato.

Massimiliano Romualdi per MIfacciodiCultura

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